Alimentazione elettrica sotto controllo anche nell’alta velocità spagnola

BORGONE – Con l’inaugurazione della nuova tratta Albacete-Alicante della linea ad alta velocità che collega Madrid alla regione di Murcia, si è completato uno degli interventi più importanti realizzati da Irem in ambito ferroviario. L’azienda piemontese, specializzata nella produzione di apparecchiature elettroniche ed elettromeccaniche per il controllo dell’alimentazione elettrica, ha infatti fornito alla compagnia spagnola Adif 40 stabilizzatori Sterostab che garantiscono alla nuova linea un’alimentazione stabile e priva di oscillazioni di tensione. Dopo le forniture già effettuate nel 2009 e nel 2011, si è così confermato lo specifico know-how della Irem nella partnership tecnologica per la gestione di un sistema tanto complesso e sofisticato. Oggi l’azienda fondata da Mario Celso nel ’47 è una media realtà industriale che esporta il 70% della sua produzione. «Siamo cresciuti sviluppando costantemente ricerca e innovazione rispetto agli standard tecnici e applicativi del momento», spiega il responsabile vendite idroelettrico Guido Usseglio Prinsi. La storia di Irem evidenzia quale sia stato l’ingegno che ha accompagnato lo sviluppo di buona parte del sistema industriale italiano: un’intuizione che diventa prodotto e poi mercato di nicchia. «La prima gamma di prodotti, gli alimentatori per lampade a scarica, è nata dalla passione per il cinema del fondatore, che trovò con i suoi alimentatori la soluzione tecnica più funzionale ed efficiente per innescare i proiettori utilizzati sui set di ripresa». Una passione che ha fatto crescere rapidamente l’impresa torinese nel mondo degli studios di Hollywood e che è stata riconosciuta nel’94 con la consegna a Celso dello Scientific Technical Award, il premio Oscar per i fornitori tecnici dell’industria cinematografica. Intanto la Irem ha aperto nuovi segmenti di produzione proponendo risposte innovative ad altre problematiche tecniche. «Negli anni ’50 abbiamo lanciato gli stabilizzatori di tensione, che essendo basati su una costruzione elettromeccanica erano più semplici e più leggeri di quelli ferromagnetici utilizzati fino ad allora». La terza linea di prodotto della Irem, le microcentrali idroelettriche, ha visto la luce negli anni ’60, in concomitanza con le prime crisi energetiche e l’affermazione dei concetti di autosufficienza produttiva: «su richiesta di alcuni amici che dovevano alimentare delle baite, Celso si ispirò alle grandi centrali idroelettriche per inventarne la versione ridotta, capace di lavorare su 50/100 watt fino agli attuali 250 kW». Da allora, nel mondo sono in funzione oltre 2.000 microcentrali Irem, dalla Norvegia al Sudafrica, dal Vietnam al Perù, in rifugi alpini e in villaggi africani, e una di queste è stata collocata pure sul tetto del mondo, l’Everest, per fornire energia elettrica al laboratorio installato a 5mila metri dagli scienziati del Cnr. «Attualmente stiamo sviluppando l’applicazione delle microcentrali nel settore degli acquedotti, così da poter utilizzare lo stesso flusso d’acqua per scopi potabili, industriali ed energetici. Abbiamo già realizzato un centinaio di installazioni». Ultima linea di prodotto è quella dei regolatori di flusso, nati attorno agli anni ’80 per rispondere alle prime politiche pubbliche di risparmio energetico. Si utilizzano per gestire in modo più efficiente i sistemi di illuminazione stradale, mantenendo la tensione stabile e variando il valore illuminante quando il traffico si riduce.

Previous Story

Con un sorbetto rivoluzionario nasce il polo della valorizzazione agroalimentare

Next Story

ISTAT: le imprese italiane sono piccole ma si globalizzano

Latest from Mercati esteri