All’est e all’ovest ordini in aumento per l’avvolgimento elettrico

LENTATE SUL SEVESO – ?«In Slovenia e Croazia vendiamo più che in Italia, in Brasile e Turchia si sono aperte grandi opportunità, Stati Uniti e Inghilterra sono ripartiti alla grande così come la Polonia. E poi c’è sempre la Germania, soprattutto per il settore dell’automotive. Insomma, l’estero è la nostra vera dimensione e ora guardiamo con quale prospettiva anche al Far East»: sembra di parlare con lo stratega di una multinazionale, invece siamo nel cuore della Brianza dove ha sede la Sipro, piccola realtà industriale fondata trent’anni fa da Giulio Botton e che nel tempo si è ritagliata, come spiega il direttore vendite Carlo Paternollo, un ruolo di leadership internazionale nel campo dei sistemi di avvolgimento delle bobine per bobine, trasformatori, motori elettrici. Oggi l’azienda – 25 dipendenti, oltre circa 2 milioni di euro di fatturato acquisiti nei primi due mesi dell’anno in corso – ha un posizionamento forte in Europa, soprattutto in Germania (tra i principali fornitori indiretti di Bosch per i motori common rail), e una presenza significativa anche in Usa, Brasile, Argentina ed est asiatico. «In passato la bobina era caricata a mano dall’operatore, oggi si tende ad automatizzare questo passaggio, oppure a creare sistemi in cui l’operatore può intervenire mentre la macchina è in funzione. O a progettare soluzioni ancora più complesse, come il caricamento alla rinfusa con alimentazioni vibranti. Noi partiamo da tipologie standard di impianti, che dovendo essere implementati in processi industriali specifici richiedono una personalizzazione produttiva e lo sviluppo di soluzioni integrate. Realizziamo linee anche di20 metriin cui l’avvolgitrice ricopre una minima parte, perché nel tempo sono cresciute le attività complementari richieste, quali ad esempio il test di garanzia di fine ciclo o la marcatura», spiega Paternollo. D’altro canto l’esigenza di avvolgere fili di rame attorno a bobine è un’esigenza universale: qualsiasi bene strumentale ad alimentazione elettrica contiene una bobina. «La nostra produzione incontra più successo in quei settori dove sono importanti l’automazione, l’integrazione e la qualità del processo, ad esempio nell’automotive. Si tratta di una clientela molto esigente, soggetta a standard rigorosi: se il ciclo macchina richiesto è di 1,35 secondi, non può essere di 1,36, perché oggi i conti si fanno sui centesimi di secondo». Per Sipro questa evoluzione del mercato ha comportato la capacità di sviluppare costantemente nuovi modelli progettuali e soluzioni innovative. La crisi ha impattato in modo sensibile sull’azienda, « ma fortunatamente abbiamo una forte differenziazione sia per mercati di sbocco sia per settori di produzione, per cui quando si è fermato l’automotive ci ha salvato l’elettrodomestico». E ora sta riprendendo alla grande il settore automobilistico con la crescita dell’alimentazione ibrida: «Mi riferisco a tutta la motoristica delle macchine elettriche, per la movimentazione dei sedili oppure per il servosterzo, che è sempre stato idraulico e invece ora comincia a essere elettrico, perché tenere in pressione un circuito idraulico è un costo energetico notevole, mentre quello elettrico è sempre disponibile e si aziona solo quando si effettua la sterzata». Un altro settore molto vivace è quello del “bianco”, cioè degli elettrodomestici tipo le lavatrici, sempre a causa dell’efficienza energetica dei motori, che diventano più piccoli e più potenti: «in un certo senso deve aumentare la densità del rame nel motore e ci deve essere una maggiore silenziosità. E’un modo nuovo di gestire la motoristica di questi prodotti, che ci trova avanti rispetto agli altri fornitori».

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