“Altro che articolo 18: i miei collaboratori più fedeli diventano soci”

FABRICA DI ROMA – E’ un ottimista rivoluzionario, Vittorio Di Battista, fondatore e contitolare della Dibitec, una delle prime aziende italiane specializzate nella produzione e nella distribuzione di accessori tecnologici per il bagno, con un fatturato annuo di 3 milioni di euro. Di Battista ha avviato una nuova politica aziendale per incentivare e fidelizzare i suoi venti collaboratori: “Siamo fautori di un modo di fare impresa che sappia coinvolgere nella sua crescita tutti coloro che fanno parte del processo produttivo. Così abbiamo deciso di assegnare una quota del 2,5% della proprietà societaria ai dipendenti che lavorano con noi da almeno cinque anni. In questo modo riteniamo che l’azienda sia più coesa e motivata in tutte le sue componenti”. L’imprenditore laziale è ben consapevole che, nel momento in cui il potere d’acquisto del dipendente cala a causa delle misure anti-crisi, la ridistribuzione dell’utile di fine anno contribuisce ad alleviare situazioni che possono essere di difficoltà: “Naturalmente ci piacerebbe che fosse una strada perseguita a livello nazionale, un esempio virtuoso colto anche da altri imprenditori”, dice Di Battista. Che la crisi l’ha sentita, soprattutto sul finire del 2011: “Dallo scorso novembre registriamo un lieve calo nelle vendite e un parallelo aumento di insoluti. Poiché non siamo esposti con le banche ma operiamo in totale autofinanziamento, finora siamo stati in grado di far fronte ai problemi di liquidità dei nostri clienti, però non sappiamo quanto potremo resistere”. Intanto la Dibitec continua a investire in prodotti innovativi, come le ingegnose cassette Sanisplit per la triturazione ed evacuazione forzata delle acque reflue, indispensabili in tutte quelle situazioni che non consentono l’impiego di impiantistica idrosanitaria.

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