Brand e tecnologia italiana per le macchine che “annusano” le molecole

COLOGNO MONZESE – «Grazie alla partnership con il più grande gruppo mondiale del settore eravamo arrivati a detenere tra il 2003 e il 2010 il 70% del mercato globale, producendo in esclusiva per loro un’apparecchiatura per analisi chiamata “Spazio di Testa Statico”. Ma nel 2010 la compagnia americana ha deciso di spostare la produzione in Cina, puntando ad aumentare i margini, e noi abbiamo perso la nostra scommessa di maggior valore economico. Così abbiamo deciso di vincerne un’altra: portare la nostra produzione di macchine per la gascromatografia direttamente sul mercato con il nostro marchio»: la scommessa è stata vinta, può dichiarare con soddisfazione Massimiliano Saini, amministratore delegato della Dani Instruments, che ha riportato il fatturato dell’azienda ai migliori livelli, intorno ai 10 milioni di euro. «La tecnologia di base è la gascromatografia, semisconosciuta ai più ma in realtà utilizzata per tutte le analisi chimiche delle sostanze organiche, quindi con svariate applicazioni in più settori industriali: dalla presenza di alcol nel sangue ai solventi nei farmaci, fino ai pesticidi nei cibi. Le nostre macchine analizzano il contenuto chimico di materiali, prodotti e  sostanze mediante l’iniezione delle stesse, che, previa evaporazione, vengono separate d una colonna analitica e rivelate da un apposito detector che può essere di tipo cromatografico oppure spettrometrico ». Tra i clienti della Dani Instruments figurano raffinerie, case farmaceutiche, università e Asl, industrie alimentari e del packaging, ma anche enti importanti come l’agenzia statunitense Epa per la ricerca di inquinanti. «Noi siamo piccoli (un’ottantina di addetti, n.d.r.) ma abbiamo un reparto R&D che impiega il 25% della nostra forza lavoro ed è multidisciplinare, con competenze meccaniche, elettroniche, chimiche eccetera. Noi conosciamo la tecnica, abbiamo le conoscenze che i grandi gruppi americani o cinesi non possono avere. E abbiamo deciso di valorizzarle sul mercato mondiale investendo in rete commerciale e marketing». Con il risultato che soltanto il 5% dei ricavi sono macinati in Italia, il resto è esportazione verso i Paesi emergenti come Cina, India o Medioriente, dove cioè da alcuni anni si sono spostate le grandi produzioni industriali e le pipelines dell’oil & gas. Con il claim “A Scent of Future”, la Dani Instruments si presenta come il fabbricante innovativo, capace di realizzare un prodotto di altissima tecnologia con cura sartoriale, customizzabile e flessibile. «Il mondo delle analisi tossicologiche forensi sta diventando interessante, in particolare i test per gli esami autoptici ed ematici, la ricerca di droghe sintetiche e non, il doping sportivo, perché ci sono mercati geografici che investono pesantemente in questo settore.  Stiamo vendendo bene in Messico, Brasile, Venezuela». Guardando al futuro con un’innovazione già brevettata e presentata in Usa, che rivoluzionerà il mondo della gascromatografia: «con la nostra nuova macchina  PeakBlade 77 avremo cromatogrammi multidimensionali a costi molto più bassi di quanto avviene oggi, che ci permetteranno di separare e determinare un numero molto più elevato di composti rispetto alla tecnica convenzionale, fornendoci una visione della composizione del campione molto più dettagliata».

 

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