Per Ispo è ancora critica la situazione economica delle pmi milanesi

MILANO – Secondo l’indagine della Camera di Commercio le imprese milanesi sono disposte a investire due miliardi in iniziative per la ripresa del paese. In cambio meno burocrazia e un no secco all’aumento dell’IVA. Al convegno “Imprese in rete oltre la crisi” (Milano 11 novembre) emerge una situazione non rosea, ma con la voglia di rimboccarsi le maniche tipica dei nostri imprenditori. Basterebbe fare rete. In apertura Carlo Sangalli lancia subito il dato positivo: “Più della metà degli imprenditori che abbiamo intervistato vuole investire in titoli di stato. Per dare un segnale positivo la Camera di Commercio ha investito un milione di euro in titoli di stato”. A Renato Mannheimer, presidente ISPO ricerca, tocca il compito di illustrare un quadro decisamente complesso, che fa toccare con mano ai presenti al convegno “Imprese in rete oltre la crisi” il pessimismo e la sfiducia di chi fa impresa oggi in Italia. I dati della ricerca condotta da ISPO, in collaborazione con la Camera di Commercio e presentati durante il convegno l’11 novembre a Milano, parlano chiaro: il giudizio delle 500 imprese campione, rappresentative del territorio milanese, sull’andamento degli ultimi 12 mesi è negativo. Ben il 48% lamenta un peggioramento dei costi produzione/servizio nell’ambito delle risorse e il 41% denuncia il peggioramento del fatturato. Le aspettative per il futuro si concentrano sull’export, per il quale le aziende mostrano un atteggiamento più positivo. Nonostante ciò, il 92% pensano che il miglioramento della situazione economica sia più lento del previsto. Per quanto riguarda il livello occupazionale si attende una fase di stallo: il 90% delle imprese campione pensa che rimarrà stabile, il 4% è intenzionata a dismettere e solo il 3% ad assumere. I fattori di maggiore preoccupazione sono insoliti. Infatti, ancora prima della diminuzione degli ordini o dell’insolvenza dei propri clienti, è l’instabilità politico – economica nazionale a preoccupare maggiormente gli imprenditori milanesi (30%). Anche se ad ottobre 2011 per la prima volta i pessimisti sul futuro della ripresa di Milano hanno superato gli ottimisti (saldo di – 3 punti rispetto al +14 di settembre 2011), in complesso le imprese rilanciano. Accanto alla disponibilità a investire in titoli di stato, ci sono delle richieste ben precise per favorire la ripresa del Paese. Richiedono interventi per la semplificazione e la riduzione dei costi burocratici per le imprese, interventi a favore del lavoro, come incentivi alle aziende che effettuano nuove assunzioni, e dell’innovazione. Sempre attraverso l’indagine ISPO, le aziende fanno sentire la loro voce per quanto riguarda l’aumento dell’IVA al 21%. E’ ben il 71% a considerare questa scelta non opportuna perché potrebbe ridurre i consumi a discapito delle aziende. Se da una parte l’export è l’unico settore del mercato che si salva dalla sofferenza, la rete potrebbe essere l’unica strategia vincente per gli imprenditori che voglio reagire con forza alla situazione di crisi. Imprese, potenzialmente anche concorrenti, condividono competenze e canali per raggiungere nuovi obiettivi che da sole non riuscirebbero a raggiungere. In complesso 1 su 5 degli imprenditori informati dei vantaggi e svantaggi della rete è interessato a costruire una rete d’impresa. Cifra ancora non molto alta, ma sintomatica di una presa di consapevolezza progressiva, a cui dovrà seguire probabilmente un cambiamento culturale. Infatti nel complesso ancora il 23% non sa quali sono i vantaggi della rete. Il 13% è sensibile all’abbattimento dei costi con questa strategia, l’11% percepisce la maggiore possibilità di accesso al credito, il 10% ha capito che con la rete si può condividere e mettere insieme le risorse e le conoscenze, solo l’8% è consapevole che attraverso la rete ci si presenta sul mercato con un unico grande interlocutore che ha maggiore visibilità.

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