ITALIA START UP: Nasce il portale dedicato ai finanziamenti pubblici per le imprese giovani

BOLOGNA – L’ecosistema italiano delle startup è in grande fermento. Ogni giorno si iscrivono mediamente tra 4 e 5 startup innovative al registro dedicato messo a disposizione dal mondo camerale. Un segno di grande dinamismo, unito a un fattore di alto rischio tipico di realtà giovani e fragili, quali sono le nuove imprese innovative. Per questo Italia Startup, l’associazione che aggrega e rappresenta l’ecosistema delle startup italiane, e Warrant Group hanno ideato un portale interamente dedicato alle start up per l’accesso ai finanziamenti regionali, nazionali, europei: www.warrantgroup.it/startup. Il portale, oltre ad offrire news e approfondimenti dedicati, raccoglie tutti i bandi di finanziamento – selezionati per Regione – aggiornati quotidianamente e disponibili per la consultazione da parte delle startup e dei loro partner (incubatori, investitori e abilitatori) avendo la possibilità di visualizzare l’elenco di tutti quelli disponibili nell’area geografica di competenza. In Italia sono iscritte al registro dedicato oltre 4mila start up innovative, in aumento del 16,7% rispetto alla fine dello scorso anno. La Lombardia è la regione che ospita il numero maggiore di start up innovative: 876, pari al 21,8% del totale. Seguono l’Emilia-Romagna con 482, il Lazio 390, il Veneto con 298 e il Piemonte con 287. In coda alla classifica, la Basilicata con 25, il Molise con 16 e la Valle d’Aosta con 11 start up. «L’aspetto dei finanziamenti è fondamentale nella fase di avvio di una nuova impresa, considerando l’alto rischio di mortalità», afferma Fiorenzo Bellelli, presidente di Warrant Group. «Ad oggi sono disponibili moltissime opportunità di finanziamento, ma non sempre le startup sono a conoscenza dei bandi e sanno come accedervi. Il nuovo portale dedicato alle startup si pone, in questo senso, come un aiuto significativo diviso per singole regioni, con l’obiettivo di muoversi autonomamente, valutando in un secondo momento se è necessario un apporto consulenziale più approfondito. Basta pensare che le start up che non sopravvivono coincidono in molti casi con quelle che non hanno ricevuto finanziamenti». «Il già ricco pacchetto di servizi che l’associazione mette a disposizione dei suoi soci e dell’ecosistema – dice Federico Barilli, segretario generale di Italia Startup – si dota di un ulteriore, prezioso strumento a sostegno delle startup innovative e dei loro partner, cioè incubatori, investitori e abilitatori, incluse le stesse imprese mature. Il portale messo a disposizione dal nostro associato Warrant Group fornisce un cruscotto di analisi dettagliata e aggiornata dei fondi pubblici a supporto delle startup, suddiviso per regioni. Con la possibilità di attivare un supporto consulenziale agevolato in caso di accesso alle opportunità disponibili». «In Emilia-Romagna l’esperienza del portale EmiliaRomagnaStartUp, attivo da qualche anno, ha aggregato non solo le imprese innovative della regione ma ha agito da propulsore per il networking delle imprese innovative. Ad oggi sono 329 le start up iscritte al portale, che nel tempo si è arricchito di servizi dedicati come la Piattaforma FinancER, il marketplace della finanza per l’innovazione oppure il servizio di consulenza gratuita Incontra il commercialista», ha spiegato Sara Monesi, responsabile dello start up Department di Aster, il Consorzio dell’innovazione che organizza da 10 anni Research to Business. (http://www.emiliaromagnastartup.it/)

SMAU: 6mila operatori al matching tra start up, ricerca industriale e imprese

BOLOGNA – Con una crescita del 123% delle imprese innovative nell’ultimo anno – da 1.719 a 3.842 – l’Emilia Romagna guadagna il secondo posto nella classifica nazionale delle regioni con il maggior numero di startup (12,05% del totale). «Non solo l’innovazione è uno strumento che permette alle aziende di sviluppare il proprio business a livello nazionale e internazionale, ma va vista anche come un’opportunità del sistema occupazionale. In questi due giorni gli imprenditori hanno potuto incontrare le start up presenti a R2B e Smau e comprenderne il vantaggio per la propria crescita aziendale, dialogando con loro e confrontandosi sui temi della ricerca e dell’ innovazione», ha commentato Palma Costi, assessore della Regione Emilia Romagna a conclusione dell’edizione 2015 di Smau Bologna e Research to Business, il Salone internazionale della ricerca industriale che quest’anno ha spento dieci candeline.  L’edizione appena conclusa ha presentato al pubblico di oltre 5.780 visitatori, tra imprese e pubbliche amministrazioni, 40 start up, 50 centri di ricerca, 100 workshop e convegni gratuiti e oltre 200 prodotti e soluzioni per il mondo delle imprese. 13 i premi consegnati ad aziende, startup e comuni ed enti locali della Regione. Come il Premio Lamarck assegnato ad AeroDron, start up di Parma che si occupa di servizi utilizzando sistemi aeromobili a pilotaggio remoto. la startup ricerca e sviluppa soluzioni applicative in ambito civile, finalizzate a soddisfare i bisogni di molteplici settori industriali e della pubblica amministrazione, facendo leva sul valore delle informazioni che possono essere tratte da immagini aeree, utilizzando lo stato dell’arte delle tecnologie di volo, rilevamento, visione e post-elaborazione. Riconoscimento andato anche ad Alga&Zime Factory, start up di Ferrara che si occupa di ricerca e sviluppo nelle settore delle biotecnologie ed in particolare si occupa della produzione e dell’uso di micro alghe e enzimi da utilizzare per la realizzazione di prodotti innovativi per il settore della nutraceutica e per il mercato della cosmesi; e a Toc Toc, start up di Roma che ha realizzato una piattaforma di live video/chat che permette di entrare in contatto con i propri visitatori del web. «Questo modello di innovazione aperta che vede l’impresa al centro, supportata da un ecosistema dell’innovazione, è facilitato dalle moderne tecnologie digitali e relativi operatori che in Smau hanno trovato un terreno fertile per avviare una piena integrazione con le imprese tradizionali», commenta Pierantonio Macola, presidente di Smau.

ASSOBIOTEC: vale 7,7 miliardi l’innovativa industria italiana delle biotecnologie

ROMA – «Investire nell’innovazione biotecnologica per tornare a crescere, creare occupazione qualificata e competere nei mercati internazionali»; è questo il messaggio che arriva dall’assemblea annuale di Assobiotec, l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie che riunisce, nell’ambito di Federchimica, più di 140 associati tra imprese e parchi scientifici e tecnologici. «Uno studio dell’Università di Berkeley, in California –– dichiara Alessandro Sidoli, presidente di Assobiotec – dimostra come investire in innovazione abbia importanti ricadute a livello occupazionale: per ogni nuovo posto di lavoro creato nei settori innovativi, se ne generano 5 nell’indotto, a fronte di un rapporto di 1 a 1,6 nei settori tradizionali». Nel fare il punto sullo stato del settore, Sidoli ha ricordato che «esiste in Italia, nel biotech, una realtà industriale estremamente dinamica e competitiva, che si è dimostrata capace di crescere nonostante la crisi globale. Serve ora un piano strategico per le biotecnologie, indispensabile per permettere al Paese di primeggiare nell’alta innovazione». Sidoli ha presentato il quadro del settore tracciato dal Centro Studi di Assobiotec nel BioInItaly Report 2015: 384 imprese, di cui 251 (225 italiane) imprese pure biotech (imprese totalmente dedicato al biotech),  oltre 7,7 miliardi di euro di fatturato, investimenti in R&S superiori a 1,5 miliardi di euro, 7300 addetti alla R&S. «Con un’incidenza media degli investimenti in R&S sul fatturato del 19% – che sale al  31%  per le pure biotech italiane – l’industria biotech si conferma essere uno dei comparti a più elevata intensità di innovazione». L’assemblea di Assobiotec è stata anche l’occasione per la cerimonia di consegna dell’annuale Assobiotec Award, assegnato alla scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo.

TECHNOLOGY FORUM: nel Rapporto 2015 l’ecosistema dell’innovazione italiana

MILANO – E’ stato presentato dallo Studio Ambrosetti il Rapporto 2015 del Technology Forum, una mappa di riferimento per orientare le scelte strategiche del Paese nello sviluppo dell’ecosistema per l’innovazione, che dal 2012 viene aggiornata annualmente dalla Community Innovazione e Tecnologia di Ambrosetti Club. Il Rapporto (disponibile in versione integrale su www.technologyforum.eu) contiene raccomandazioni strategiche e proposte puntuali, molte delle quali negli anni sono state recepite e attuate dal Governo italiano: da qui, dallo stato dell’arte dell’azione di governo negli ultimi dodici mesi, parte anche il Rapporto 2015, per poi estendere l’analisi alle tendenze dell’innovazione nelle maggiori aziende italiane. L’osservatorio di Ambrosetti Club sul sentiment dei vertici aziendali coglie quest’anno un incremento dell’orientamento a investire in innovazione e ad assumere  personale qualificato per la R&S nel prossimo triennio. Positivi anche i dati dell’Ambrosetti Innosystem Index, l’indicatore che al Technology Forum stila la classifica degli ecosistemi per l’innovazione, confrontando i Paesi più performanti e, da quest’anno – spingendo l’analisi alle regioni italiane. E se l’Italia, pur rimanendo penultima nel campione degli ecosistemi-Paese di riferimento internazionale, migliora il suo punteggio AII rispetto al 2014, tra le regioni spicca la Lombardia: unica classificata tra le top 20 europee, detiene il primato per la spesa in R&S (più di 4,5 miliardi di euro), per il numero di brevetti, per il numero di occupati nel manifatturiero medium e high – tech  e nelle attività di R&S e per il numero di laureati. Per alimentare il circolo virtuoso innovazione-produttività-crescita il Rapporto individua infine nel sistema educativo – e in particolare universitario – una delle leve da attivare con maggiore determinazione, indicando gli strumenti per portarlo all’altezza della quarta rivoluzione industriale, dove i processi fisici si integrano in modo strutturale con i processi digitali. Due le azioni guida proposte al Technology Forum: una strategia mirata nella gestione dei parametri chiave per il posizionamento nei ranking internazionali, per attrarre talenti e risorse; e il posizionamento strategico dell’offerta, in coerenza con la missione che l’Università si vuole dare, secondo due modelli di riferimento: la research university e l’università tematica/territoriale.

PROMOS: 70 aziende cinesi sbarcano a Milano per incontri b2b in ambito Expo

MILANO – Le imprese cinesi arrivano a Milano: venerdì 29, presso la sede di Palazzo Turati della Camera di commercio di Milano, le imprese milanesi e lombarde incontrano la delegazione imprenditoriale del Ccpit Beijing, composta da oltre 70 imprese cinesi dei settori: moda e abbigliamento, industria culturale e creativa (media, TV, new media, produzioni audio e video, design, advertising), agricoltura e agroalimentare. L’iniziativa è stata organizzata da Promos in collaborazione con la Fondazione Italia Cina e si inserisce nella serie di azioni lanciate a seguito dell’intensa attività dedicata al business internazionale durante i sei mesi di Expo 2015. Le circa 100 aziende italiane presenti potranno svolgere incontri one to one con le controparti cinesi e conoscere più da vicino le opportunità che offre il mercato. Focus particolare per le aziende italiane sui settori: agricoltura biologica, cultura e industria creativa, turismo, logistica e moda. «Grazie a Expo si aggiunge un altro incontro con i rappresentanti cinesi, in questo caso con una importante delegazione pronta agli incontri d’affari con le nostre imprese», ha dichiarato Alfredo Zini, consigliere della Camera di commercio di Milano . «Si tratta di momenti concreti per cogliere l’indotto della manifestazione sulla nostra economia, a beneficio delle imprese e con un partner di riguardo a livello mondiale come la Cina. Un mercato a cui la Camera di commercio attraverso Promos è attenta e in cui è attiva da oltre dieci anni con l’ufficio di rappresentanza e promozione a Shanghai». Intanto i rapporti economici tra Lombardia e Cina continuano a crescere: +8,5% l’export in un anno, +8,4% l’import, per un valore di 14 miliardi di interscambio nel 2014, di cui 3,3 miliardi di export. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati Istat 2014 e 2013.

OSSERVATORIO GECO: I dieci sprechi più frequenti nella progettazione industriale

Sprechi di tempo, di conoscenza e di risorse frenano l’innovazione, lo sviluppo e la progettazione in grado di far competere le pmi e le grandi aziende italiane sui mercati internazionali. È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio Osservatorio GeCo (Gestione dei processi collaborativi di progettazione) della School of Management del Politecnico di Milano in occasione del convegno “A ciascuno il suo: ingredienti e ricette per innovare”. «Le conseguenze? Per il 95% delle imprese intervistate sono le troppe e continue richieste di modifica, per l’88% il sovraccarico dei progettisti e per il 72% lo sforamento dei costi dei progetti». afferma Monica Rossi, responsabile della Ricerca dell’Osservatorio GeCo. Al primo posto della top 10 degli sprechi si classifica la necessità di spendere del tempo per modifiche e revisioni, dovute a cambiamenti nelle priorità, nei dati, nei requisiti: il 91% delle aziende lo riscontra spesso o talvolta al suo interno. Per l’83% lo spreco risiede nel fatto che i nuovi assunti spendono molto tempo per allinearsi alla conoscenza pregressa e non hanno a disposizione sistemi, strumenti e attività che li supportino in questo recupero di conoscenza. Per il 78% delle aziende, invece, è necessario rifare progetti (o una parte di essi) dopo aver scoperto di aver lavorato con dati rivelatisi, successivamente, non corretti o incompleti. Alla base del podio, lo spreco del tempo passato a inserire informazioni del progetto in più sistemi informativi, transcodificando manualmente dati e codici: è stato riscontrato dal 72% delle aziende. Chiude la top 5, con una presenza nel 70% delle aziende, lo spreco di risorse derivante dalla sovra-progettazione di prodotto, con conseguente crescita dei costi di sviluppo. E mentre il 67% delle aziende si ritrova spesso o talvolta ad aver immesso nel mercato prodotti difettosi che necessitano di ulteriori interventi di riparazione, il 59% riscontra due diversi sprechi: la realizzazione di progetti che non arrivano sul mercato e la necessità di rifare progetti già sviluppati ma dei quali non è stata recuperata la conoscenza pregressa. Chiudono la top 10, lo spreco di conoscenza legato all’avere progettato, nel prodotto, funzionalità non richieste dal mercato (riscontrato dal 55% delle aziende) e lo spreco di tempo derivante dalla mancanza di firme o autorizzazione dei responsabili che fanno “da tappo” (rilevato dal 46% delle realtà esaminate). «Gli sprechi sono in maggioranza considerati facilmente evitabili, anche se si presentano con frequenza», aggiunge Sergio Terzi, responsabile scientifico dell’Osservatorio GeCo. «In particolare sono ritenuti facilmente rimediabili l’attesa per firme e autorizzazioni, l’aver rifatto un progetto già sviluppato senza aver recuperato la conoscenza e le “sovra-progettazioni” che alzano i costi di sviluppo. Mentre vengono quasi percepiti come “fatalistici” e quindi difficilmente evitabili le modifiche legate a cambiamenti nelle priorità e nei dati, il rifacimento di progetti per dati rivelatisi non corretti e l’abbandono di un progetto non arrivato sul mercato». Tra le ricette per poter ordinare la progettazione in azienda verso le riduzioni degli sprechi e la crescita della competitività, l’Osservatorio GeCo ha identificato quattro modelli di innovazione già avviati dalle realtà analizzate e a cui ogni azienda può ispirarsi. «Il modello di progettazione orientata al cliente consente di essere competitivi nei costi e nelle tempistiche e maggiormente orientati alla customizzazione, con tempestività, puntualità e qualità al di sopra dei propri competitor», afferma Monica Rossi. «Un secondo modello emerso è quello basato su un approccio formale e pianificato alla creazione, con rilevazioni di performance e un aggiornamento costante scritto dei progetti: consente risparmi di costi e tempi e una flessibilità nei progetti, permettendo di avvantaggiarsi sui competitor dal punto di visto dell’innovatività». Aggiunge Sergio Terzi: “Il modello basato sulla progettazione collaborativa, ovvero sull’esplorazione simultanea collaborativa di diverse alternative progettuali, permette di essere competitivi in flessibilità e costi e di essere superiori ai diretti competitor soprattutto nella tempestività e nella puntualità oltre che nella qualità. Infine, il modello dell’innovazione sostenibile, basato sulla sostenibilità e l’innovazione dei prodotti attraverso l’attenzione alla logistica e alla seconda parte del ciclo di vita del prodotto, permette di essere competitivi nella differenziazione dei prodotti, ottenendo un vantaggio sui competitor per quanto concerne la qualità e la varietà dei prodotti stessi».

PLAST: Bilancio positivo e appuntamento al 2017 per 50mila operatori

MILANO – Si è conclusa la diciassettesima edizione di Plast, il Salone triennale internazionale per l’industria delle materie plastiche e della gomma, uno degli appuntamenti più importanti del settore, il più atteso dell’anno in Italia e in Europa. I risultati, in termini di visitatori e espositori, sono stati più che positivi. Il numero totale dei visitatori è infatti in linea con quello del 2012, e si attesta sui 50mila, di cui più del 35% esteri, provenienti da tutta Europa, Usa e Asia principalmente. Il respiro internazionale del Salone è stato confermato sia dalla percentuale dei visitatori stranieri in crescita rispetto al 2012, sia dalle numerose le delegazioni straniere in visita, 40 con 300 delegati totali, tutti soddisfatti degli incontri che hanno potuto effettuare durante le giornate di fiera. I visitatori italiani sono invece in leggero calo, rispettando comunque le previsioni degli organizzatori della manifestazione, i quali sottolineano come, nonostante le difficoltà congiunturali a cui devono far fronte le aziende, Plast 2015 abbia dimostrato una buona vitalità sia in termini di contatti d’affari sia per il numero di espositori presenti (1.558). Mario Maggiani, Ad di Promaplast, la società organizzatrice della fiera, ha già in mente le linee guida della prossima edizione che si terrà, eccezionalmente con un anno di anticipo, nel 2017 (dal 26 al 30 settembre) e che vedrà un consolidamento della presenza dei saloni satellite Rubber, Stampa 3D e Start Plast, ma sono allo studio anche nuove aree tematiche dedicate. «Anche sulla base di richieste che ci sono arrivate da alcune aziende espositrici o di potenziali espositori, chiusa questa edizione ci metteremo subito al lavoro per essere sempre un passo avanti e venire incontro alle nuove opportunità di business e alle nuove frontiere tecnologiche del nostro mondo», dice Maggiani. «Abbiamo in animo di organizzare alcuni settori tematici che rappresentano il futuro, uno fra tutti il riciclo. È un comparto su cui si stanno investendo ingenti risorse economiche e le aziende italiane sono in prima fila nell’innovazione, da sempre. L’altro grande tema a cui vorremmo dare sempre più spazio è il comparto dei materiali compositi che trovano applicazioni, anche di nicchia, e che riescono a sfruttare i vantaggi delle materie plastiche e degli agenti di rinforzo. Sono materiali avanzati utilizzati in settori di punta come l’automotive, l’aerospaziale, l’aeronautica, la nautica: tutti comparti che vedono l’industria italiana ai primi posti al mondo».

CONFARTIGIANATO: All’Italian Makers Village il fuori Expo “vale” sei mesi di eccellenze artigiane

MILANO – Sei mesi di eventi, mostre, incontri, workshop e percorsi tematici con protagonista l’eccellenza artigiana nei settori agrifood, moda, design, arte e meccanica. E’ l’Italian Makers Village, il Fuori Expo di Confartigianato in via Tortona 32, nel cuore creativo di Milano. 1.800 metri quadrati di “villaggio” per far incontrare, per l’intera durata di Expo 2015, i visitatori e circa 800 eccellenze produttive italiane (a rotazione settimanale secondo un calendario tematico) in un’ottica diversa da quella espositiva: intrattenimento e coinvolgimento guideranno un calendario di oltre mille appuntamenti. Ampio spazio viene dedicato al gusto con il ristorante Solatium, realizzato grazie alla collaborazione con l’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo e con lo street food curato da Confartigianato Imprese. L’Italian Makers Village nasce con l’obiettivo di promuovere attraverso l’esperienza diretta il valore culturale e sociale dell’artigianato come punto d’incontro tra tradizione e innovazione e come colonna portante del Made in Italy di qualità. Aperto tutti i giorni fino al 2 novembre, dalle 11 alle 24, IMV è ad ingresso libero. Oltre all’intrattenimento e agli eventi di carattere culturale, il Village prevede un calendario di incontri e di attività rivolte alle stesse imprese artigiane: incoming di buyers e delegazioni commerciali individuate grazie all’Istituto nazionale per il Commercio Estero per facilitare l’internazionalizzazione delle pmi aderenti al sistema Confartigianato. Ogni settimana vedrà proposto un tema declinato attraverso le esposizioni, gli eventi, le iniziative culturali e la ristorazione: dai territori alle start-up, dalle filiere alle singole categorie produttive. All’interno del calendario una settimana dedicata alla moda, una al vino, una al formaggio e tre special week dedicate all’arte e ad argomenti cruciali per il variegato mondo del “saper fare” italiano. Una selezione di mostre, tra fotografia e reperti storici, contribuisce a ripercorrere le radici e la storia dell’eccellenza artigiana. I 27 temi individuati per la Rassegna delle Eccellenze possono essere territoriali (regione, provincia, area vasta), trasversali (start-up, nuovi makers), temi di filiera (fashion, design), temi di prodotto (formaggio e vino). I settori da cui provengono gli espositori selezionati per ciascuna settimana a tema territoriale sono la lavorazione di legno, ferro, pietra, tessuti e pellami, l’artigianato artistico, e l’agroalimentare. L’iniziativa, contestuale alla partecipazione di Confartigianato all’interno di Padiglione Italia, nasce per raccontare ad un pubblico internazionale i valori del nuovo artigiano, una figura in grado di mantenere salde le radici con tradizioni e territorio e di percepire la necessità di innovare nelle idee, nei processi produttivi e nelle modalità di promozione utilizzando le tecnologie disponibili sul mercato. Per realizzare un percorso che vada oltre i sei mesi di Esposizione Universale e che sia funzionale all’internazionalizzazione delle imprese artigiane, Confartigianato ha stretto un accordo con il portale di e-commerce Ulaola e con Dawanda, il più grande marketplace online d’Europa, perché gli artigiani aderenti ad IMV possano avere il loro negozio online.

ASSOCOMAPLAST: Le macchine per la plastica e la gomma “iniettano” ottimismo e aumento dell’export

MILANO – In occasione del salone Plast l’associazione nazionale di categoria, che raggruppa oltre 160 costruttori di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma, ha elaborato il consuntivo di settore del 2014, anche sulla base dei dati di commercio estero di fonte Istat. La progressione dell’export ha tenuto il passo fino agli ultimi mesi dell’anno e ha sostenuto i costruttori italiani di macchinari a fronte di un mercato interno la cui ripresa si è fatta timidamente sentire solo negli ultimissimi mesi. In effetti, pur in presenza di un non trascurabile incremento degli acquisti dall’estero – nell’ordine degli otto punti percentuali sull’intero anno, a livello statistico – la propensione agli investimenti da parte delle aziende trasformatrici è risultata ancora limitata fino all’ultimo trimestre del 2014. Assocomaplast, anche in base alle rilevazioni tra i propri associati, ha pertanto stimato un valore della produzione che ha nuovamente toccato la soglia dei 4 miliardi di euro; la bilancia commerciale risulta aver ulteriormente incrementato il proprio saldo positivo, portandosi abbondantemente sopra la soglia dei 2 miliardi di euro mentre il mercato interno è appena al di sotto di tale valore. L’ultima indagine congiunturale dell’associazione ha anche messo in evidenza attese improntate all’ottimismo per circa un terzo delle aziende intervistate, che si aspettano un ulteriore incremento di ordinativi e fatturato nel semestre in corso. Una percentuale analoga ritiene che anche la quota export dovrebbe aumentare. Circa le macro-aree di destinazione delle vendite all’estero di macchinari italiani, si rileva una decisa progressione per l’Europa – in particolare in ambito UE, a fronte di un cedimento del totale dei mercati extracomunitari, trascinati al ribasso dal negativo risultato della Russia (-11,9%), condizionato dalle sanzioni applicate in seguito alla crisi ucraina e al crollo del rublo – e per l’aggregazione del Nafta, grazie alle incrementate forniture agli Stati Uniti. Il poco brillante andamento delle vendite verso il Brasile (-11% circa sul 2013) ha influenzato il trend complessivo del Sudamerica mentre un moderato rimbalzo delle forniture ai trasformatori cinesi (ma anche vietnamiti, indonesiani e indiani, solo per citarne alcuni tra i più significativi) ha compensato la frenata di quelle a Corea del Sud, Giappone e Thailandia sul fronte asiatico. Grazie al già citato buon andamento delle esportazioni verso gli Stati Uniti (+21,5%), questi hanno rimpiazzato la Francia (-10,4%) al secondo posto nella classifica dei primi Paesi di destinazione mentre al primo si conferma, come da tradizione e con ampio margine (seppure in leggera diminuzione), la Germania. Uno sguardo alle principali tipologie di macchine evidenzia ancora una volta la buona progressione delle macchine per soffiaggio e delle stampatrici flessografiche (+11,6 e +11,1% rispettivamente). Sostanzialmente immutato rispetto al 2013 il valore all’export per gli estrusori mentre risulta in deciso calo (-16%) quello di macchine a iniezione. Bene la categoria degli stampi (soprattutto quelli a iniezione), che rappresentano oltre il 28% del totale di settore esportato.

UNIONCAMERE LOMBARDIA: è lenta ma progressiva la ripresa dell’industria e dell’artigianato lombardo

MILANO – Il primo trimestre del 2015 presenta dati con variazioni positive ma di modesta intensità, caratteristici di una fase di lenta ripresa. La produzione industriale lombarda cresce dello 0,4% tendenziale e dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, mentre l’artigianato sconta ancora una lieve flessione dei livelli produttivi. Gli ordini crescono dello 0,4% congiunturale sia dall’interno che dall’estero, mentre si differenziano maggiormente i risultati tendenziali con l’estero molto più dinamico (+2,5% gli ordini esteri e +0,9% gli ordini interni). Conferme positive provengono anche dal fatturato in crescita del 2,9% tendenziale e dell’1,0% congiunturale. In miglioramento le aspettative degli imprenditori per la produzione, la domanda estera e l’occupazione. Ancora stazionarie le aspettative sulla domanda interna. Si incrementano i livelli occupazionali e si riduce il ricorso alla cig. Da un punto di vista settoriale, il numero di settori in crescita (6) è quasi identico al numero di settori ancora in contrazione (7). guidano i settori in ripresa la gomma-plastica (+4,1%), i mezzi di trasporto (+2,9%), la carta-stampa (+1,5%) e la meccanica (+1,0%). con incrementi minimi si segnalano i settori della siderurgia e degli alimentari (+0,2%). ancora penalizzati dalla stagnazione dei consumi e dalla crisi dell’edilizia i settori delle pelli-calzature (-5,3%), il tessile (-3,6%), l’abbigliamento (-3,3%), il legno-mobilio (-1,5%) e i minerali non metalliferi (-1,1%). chimica e industrie varie si aggiungono ai settori negativi, ma con variazioni molto vicine allo zero (-0,3%). Nell’artigianato la maggior parte dei settori registra un calo del livello della produzione rispetto a un anno fa, con le rilevanti eccezioni della meccanica (+2,6%) e della siderurgia (+2,0%), due tra i comparti artigiani che meglio hanno resistito alla recente crisi. Il legno-mobilio, altro settore che ha evidenziato una performance superiore alla media in questi anni, conferma i livelli produttivi di inizio 2014 (+0,1%), mentre tutti gli altri comparti registrano perdite superiori al punto percentuale. Se l’alimentare contiene la diminuzione (-1,1%), contrazioni rilevanti coinvolgono tutto il sistema moda: ossia l’abbigliamento (-3,3%), il tessile (-5,0%) e le pelli-calzature (-5,7%). Continua inoltre il forte calo dei metalli non metalliferi (-12,3%) collegati al settore dell’edilizia. Il ritardo nella ripresa degli investimenti influisce negativamente sui risultati delle imprese produttrici di tali beni, che rimangono in coda alla triade della classificazione per destinazioni finali dei prodotti con una contrazione della produzione dello 0,7%. I beni di consumo rimangono in territorio positivo, e l’incremento dei livelli produttivi si avvicina al punto percentuale (+0,9%). Le imprese produttrici di beni intermedi offrono un quadro complessivo positivo, con un incremento della produzione dello 0,4%. Altre variabili dell’andamento congiunturale: il tasso d’utilizzo degli impianti rimane a quota 73,6% per l’industria riducendo la variabilità a livello settoriale, con solo i minerali non metalliferi ancora sotto al 70%. Anche per i valori massimi si registra un livellamento, con il miglior risultato fatto segnare da pelli-calzature al 78,3%. Per le aziende artigiane l’utilizzo degli impianti è fermo al 67%, ma aumenta il numero di settori oltre il 70% che ora comprende: la siderurgia (72,8%), la gomma-plastica (70,6%) e il tessile (70,0%). Le aspettative degli imprenditori industriali mostrano un generale miglioramento. Per la produzione il saldo consolida il posizionamento in territorio positivo accelerando la crescita. Rimane alta la quota degli imprenditori che non prevedono variazioni (58%). In miglioramento anche le aspettative sull’occupazione che raggiungono il punto di svolta con un saldo praticamente nullo. In questo caso è dell’81% la quota di imprenditori che non prevede variazioni nei livelli. Le aspettative sulla domanda vedono l’estero in ripresa e una domanda interna ancora negativa ma che lentamente sale verso il saldo nullo. Nel caso dell’artigianato, a fronte di aspettative sulla domanda estera positive ma in rallentamento, si segnalano le aspettative sulla produzione, occupazione e ordini interni in territorio negativo ma caratterizzati da un marcato trend crescente che le fa avvicinare sempre più al punto di svolta. Rimane consistente la quota di artigiani che prevede stabilità dei livelli pari al 54% per produzione, al 55% per la domanda interna, al 69% per la domanda estera e all’85% per l’occupazione.

RAPPORTO IREX: Addio incentivi, ora le rinnovabili italiane sono protagoniste nel mondo

ROMA – Non fuggono all’estero solo “cervelli” e non sempre la fuga è una notizia negativa. L’Italia delle rinnovabili ha investito fuori confine 2,5 miliardi nel 2014. Una tendenza che ora coinvolge anche le imprese di dimensioni più contenute, spinte all’estero dal raffreddarsi del mercato nazionale. D’altro canto, l’estero guarda con attenzione alle aziende italiane del settore dell’energia pulita: l’eredità degli incentivi non è persa e per le imprese nazionali corrono i contratti esteri di fornitura, ingegneria, costruzione e gestione di impianti di energie rinnovabili. Sono alcuni degli elementi contenuti nella nuova edizione del Rapporto Annuale Irex intitolato “Strategie aziendali, competizione globale e politiche nazionali nel settore italiano delle rinnovabili”, realizzato dagli economisti di Althesys. Nell’ultimo anno l’Irex di Althesys ha censito 205 operazioni, pari a 7 miliardi di euro (-10% rispetto al 2013) e 4.736 megawatt di potenza. Le imprese italiane hanno investito all’estero 2,5 miliardi (l’88% della potenza). «La fotografia delle operazioni di dimensioni industriali del 2014 mostra un settore molto cambiato – commenta l’economista Alessandro Marangoni, coordinatore della ricerca e Ceo di Althesys – con un calo drastico degli investimenti in Italia a favore delle iniziative all’estero e un peso crescente degli operatori più grandi». «Nel mondo la percezione delle rinnovabili è molto cambiata», sottolinea Christine Lins, Executive Secretary di Ren21- Unep. «Nell’ultimo decennio il processo di transizione verso queste energie si è ben avviato, ma per realizzarlo è necessario uno sforzo condiviso da parte di tutti. Nel mondo sono almeno 138 i Paesi le cui politiche energetiche prevedono il ricorso alle rinnovabili. Di questi 95 sono i Paesi in via di sviluppo. Erano solo 15 nel 2005». Nonostante il calo degli incentivi, in Italia le fonti rinnovabili d’energia si sono confermate il perno del sistema elettrico e il Rapporto Irex stima che la sola produzione fotovoltaica abbia ridotto di 896 milioni il prezzo all’ingrosso dell’elettricità. La trasformazione del mercato ha accelerato la concentrazione e ha allargato l’internazionalizzazione anche alle imprese di dimensioni più contenute. Nonostante i tagli retroattivi che hanno punito i rendimenti, gli investitori finanziari sono rimasti attivi sul settore e il 2014 ha visto ben 5 Ipo sul mercato Aim. «Abbiamo osservato un rafforzamento della tendenza alla concentrazione fra imprese, dove quasi la metà delle operazioni sono di acquisizione, con maggiore attenzione per le tecnologie fotovoltaiche ed eoliche. Gli investimenti per crescita interna – aggiunge Marangoni – sono stati pari a 1.800 megawatt, per un valore di 3,1 miliardi di euro, sia fotovoltaici che eolici». Anche in Europa gli incentivi sono in riduzione, ma l’eolico resta comunque profittevole, con costi in discesa anche per il calo del costo del capitale, mentre nel fotovoltaico crescono i sistemi indipendenti e i piccoli impianti. Aumentano soprattutto gli investimenti italiani fuori dall’Europa: America Latina, Stati Uniti e Africa sono le aree più dinamiche. In molti Paesi, come ad esempio, Brasile, Cile, Messico, Usa, Sudafrica, Egitto e Marocco le rinnovabili sono ormai competitive o addirittura più economiche delle fonti tradizionali.

COMMISSIONE EUROPEA: il 6 e 7 maggio l’Expo-matching tra pmi europee e Paesi extraUe

MILANO – L’Expo 2015 rappresenta un’opportunità fondamentale per le pmi italiane ed europee per fare rete e promuovere nuove opportunità di investimento e partenariato con i principali mercati internazionali. Per questo motivo la Commissione Europea, attraverso la Direzione generale per il mercato interno, l’industria, imprenditorialità e le pmi (DG GROW), in collaborazione con Enterprise Europe Network e Promos, l’azienda speciale per le attività internazionali della Camera di commercio di Milano, all’interno del programma “Missioni per la Crescita”, ha promosso sette giornate di incontri d’affari tra imprese europee e internazionali più una giornata dedicata al Dop. Un ciclo di eventi che si svolgerà nell’area cittadina di Milano per rafforzare il sistema delle pmi europee e favorirne lo sviluppo globale con incontri b2b gratuiti, tra aziende europee e aziende del mercato oggetto dell’evento. Il primo incontro, previsto per il 6-7 maggio, si svolgerà al Palazzo delle Stelline (c.so Magenta 61) e sarà dedicato al Mediterraneo e la Turchia. La sessione mattutina del 6 maggio sarà dedicata alla presentazione delle politiche e degli strumenti per migliorare il contesto per gli affari e promuovere cooperazione industriale, investimenti e commercio tra le due sponde del Mediterraneo. Nel corso del pomeriggio e il 7 maggio si terranno incontri b2b tra le imprese degli stati membri e dei Paesi del Sud del Mediterraneo. I settori industriali interessati saranno quelli dell’industria alimentare e delle bevande, i prodotti alimentari innovativi e di alta qualità, la sicurezza alimentare e il controllo di qualità, la gestione della catena alimentare, la denominazione di origine (Dop) e l’indicazione geografica (Igp) dei prodotti alimentari. Nel pomeriggio del 7 maggio è prevista una visita all’Expo di Milano organizzata dalla Commissione europea. L’ 8 maggio l’Unione industriale di Parma offre alle aziende interessate la possibilità di una visita alle eccellenze dell’industria agroalimentare Emiliana. Le imprese operanti nei settori sopra menzionati e desiderose di partecipare all’evento del 6 e 7 maggio possono registrarsi al sito internet https://b2match.eu/expo2015-agrofood/registration. A seguire si svolgeranno le giornate UE – Cina il 9 e 10 giugno, Celac il 12 e 13 giugno, Giappone 10 e 11 luglio, Asean 29 e 30 settembre, Stati Uniti e Canada il 5 e 6 ottobre, Africa Sub Sahariana il 15 e 16 ottobre. Analogamente all’evento di maggio anche gli eventi successivi saranno strutturati secondo due momenti principali: una conferenza di presentazione degli strumenti della Commissione Europea a supporto delle pmi e dell’accesso ai mercati esteri; una serie di incontri tra imprese, distretti e cluster, centri di ricerca e organizzazioni industriali. Anche in questo caso le aziende interessate possono reperire informazioni o effettuare la registrazione visitando il sito www.euexpo2015.talkb2b.net.

Salvatore De Mauro

INDICE IFIIT: tra euforia e qualche delusione, continua a salire la propensione a investire in innovazione tecnologica

MILANO – Continua a salire – anche se timidamente – la fiducia degli imprenditori sugli investimenti in innovazione tecnologica. L’Indice mensile Ifiit si porta a 33,90 punti. Dal mese di novembre dello scorso anno il valore dell’indicatore ha registrato un incremento abbastanza significativo, ma è ancora presto per dire che la base imprenditoriale andrà concretamente a riposizionare a breve gli investimenti produttivi. Il mondo degli imprenditori manifesta segnali tra loro anche molto contrastanti. Vi sono alcuni “euforici” che, vivendo soprattutto di esportazioni o di mercato estero, stanno cogliendo le opportunità dell’euro debole e macinano attività e fatturato. Vi sono poi altri “delusi”, o perché strettamente legati al mercato interno, dove i consumi non sono ancora ripartiti, o perché esposti verso Paesi a rischio (Medio-Oriente, Libia, Russia, Iran). Infine altri, gli “attendisti”, che viaggiano sui posizioni neutrali con l’aspettativa di cogliere la possibile ripartenza del ciclo. Si accentua il fenomeno che Ifiit ha più volte sottolineato, ovvero la progressiva “arcipelaghizzazione” del sistema produttivo italiano, con aziende e distretti che resistono alla crisi e con altre porzioni di territorio che subiscono la contrazione. Nel complesso il tessuto produttivo resta ancora ricco di filiere integre, ma con eccellenze isolate e con la cilindrata ridotta (la produzione industriale è scesa di circa un quarto a causa della crisi). I settori che in questa fase congiunturale segnalano i più alti livelli di fiducia sugli investimenti in innovazione tecnologica sono: le macchine utensili, la meccanica fine, il bancario (soprattutto nella nicchia dei sistemi di pagamento), la sicurezza, la domotica e il farmaceutico. Stabili i comparti del legno-arredo, della moda e dell’abbigliamento. Restano al di sotto della media i livelli di fiducia nel commercio al dettaglio, nell’edilizia e nelle attività legate alle microimprese, alle attività artigianali e professionali. Il 70% degli intervistati sostiene che il nostro Paese mantiene alto il gap di competitività digitale con gli altri Paesi più industrializzati.

SPS IPC DRIVES: apre il 12 maggio la fiera che ha “automatizzato” la crescita

PARMA – Inaugura il 12 maggio, a Parma, la quinta edizione di SPS IPC Drives Italia (www.spsitalia.it), vetrina di prodotti e soluzioni di automazione in continua crescita dal suo debutto, nel 2011. Con una superficie espositiva in aumento e ben più di 100 nuovi espositori, anche l’edizione 2015 si prospetta un nuovo successo a conferma di un settore che continua a macinare risultati positivi e a essere fonte di nuovi investimenti in tecnologia e in organizzazioni commerciali sempre più numerose e competenti. L’edizione 2015 sarà focalizzata su “Industrie 4.0”, ovvero la quarta rivoluzione industriale, con le aree dedicate Industrial Software e System Integrator, mentre il progetto Linking University è stato ripensato in un’ottica più completa e globale: Know How 4.0: un‘area espositiva di nuova concezione tra gli stand del padiglione 2, un tramite tra impresa e università, start-up, enti pubblici, associazioni, laboratori di misura e centri di ricerca con tanti “sportelli” informativi ai quali rivolgersi per scoprire progetti, finanziamenti e opportunità di investimento offerte alle aziende per favorire il loro percorso di innovazione, crescita e internazionalizzazione. Il programma degli eventi-focus:

12 maggio, Sala Grande – Pad. 4 ore 11: Focus sull’industria automobilistica e dei trasporti in Italia: il vantaggio tecnologico di un settore all’avanguardia.

13 maggio, Sala Grande – Pad. 4 ore 10: Focus sull’industria farmaceutica e della cosmesi in Italia: tracciabilità e mass customisation.

14 maggio, Sala Grande – Pad. 4 ore 10: Focus sull’industria alimentare in Italia: tracciabilità garanzia dell’eccellenza.

SALONE DEL MOBILE: con la app In Italy la grande bellezza produttiva italiana si racconta in video

MILANO – Per la prima volta 64 aziende italiane decidono di collaborare a un unico grande progetto per raccontarsi al mondo e presentare l’Italian lifestyle come sistema, svelando la storia unica che si cela dietro ogni oggetto prodotto in Italia. L’iniziativa di Federlegno Arredo Eventi offre alle aziende uno strumento altamente innovativo per parlare di sé. E, all’Italia, un modo per raccontare al mondo cosa vuol dire, in fondo, essere Italia. Una grande installazione multimediale racconta, al padiglione 14 del Salone del Mobile, l’ultima operazione di promozione dell’Italian lifestyle, firmata Federlegno Arredo Eventi e realizzata con il contributo di Regione Lombardia in Accordo di Programma con le Cciaa lombarde. È il lancio della App In Italy che porterà in tutto il mondo, attraverso cinque cortometraggi interattivi, la bellezza dei prodotti di sessantaquattro aziende italiane, il racconto della loro storia, delle fasi della produzione, della vicenda imprenditoriale nascosta dietro ogni cosa. Un racconto possibile solo in Italia, luogo in cui bellezza naturale, cultura, arte e sapienza artigiana si uniscono creando un contesto produttivo irripetibile. In Italy mostra dunque al mondo da dove ha origine l’eccellenza italiana. E nei giorni del Salone si potranno vedere per la prima volta raccolti nell’installazione, oltre ai cortometraggi, le centinaia di video dei protagonisti del fare italiano che sono contenuti in questa unica raccolta multimediale. Al centro della scena si trova dunque l’unicità della produzione italiana, il rapporto che si crea tra progettisti e aziende, come raccontano quattro testimoni d’eccezione. Sono infatti quattro grandi designer, Rodolfo Dordoni, Carlo Colombo, Jean Marie Massaud e Patricia Urquiola i protagonisti di In Italy al Salone dove raccontano, attraverso la propria esperienza, la ragione per cui i progettisti di tutto il mondo scelgono di venire a realizzare le loro creazioni proprio in Italia. In Italy, appunto. L’intero progetto e l’installazione al Salone del Mobile sono a cura dell’architetto Dario Curatolo per Four in the Morning.

3DPrint Hub: confermate le attese di un settore in continua crescita ed espansione

MILANO –  Aziende, innovazione e futuro si sono incontrati nella prima edizione di 3DPrint Hub, l’evento organizzato da Senaf dedicato al mondo della stampa 3D. La tre giorni di Milano si è chiusa con un grande successo di pubblico dando vita ad un vero marketplace per le oltre 100 aziende presenti. «Il successo della prima edizione – commenta  Emilio Bianchi, direttore di Senaf  – ha confermato ancora una volta l’enorme potenziale che la stampa 3D offre a tutto il mondo produttivo. La maggior parte delle imprese del comparto dichiara di essere ampiamente soddisfatta del proprio andamento aziendale attuale, sia in termini di fatturato sia di occupazione, e di investire in R&S e formazione interna del proprio personale». E proprio la poliedricità della stampa 3D con la sua possibilità di molteplici sbocchi nei diversi settori produttivi è stata al centro dell’appuntamento. Dall’aerospaziale, all’architettura, dall’edilizia alla nautica, passando per il medicale, il turismo accessibile, fino ai mondi dell’automotive, della moda e della gioielleria, le 11 aree dimostrative hanno contribuito in maniera dinamica a spiegare in dettaglio le potenzialità di questa tecnologia applicata. Stampanti e scanner 3D, software e materiali per valorizzare le potenzialità delle tecnologie di stampa e realizzare prototipi, pezzi singoli e piccole serie appartenenti ad un determinato settore di destinazione. Tra gli ambiti di applicazione di maggiore interesse, l’area dedicata al medicale con le nuove tecnologie di scansione e stampa 3D che hanno reso possibile la produzione digitale di dispositivi medici su misura come, ad esempio, modelli di organi, tutori anatomici ed ortesi. Grande attenzione anche per gli spazi riservati al mondo dei gioielli e della moda che hanno offerto una chiave di lettura del tutto nuova degli accessori di bellezza come occhiali da sole, bracciali, ciondoli, collier e orecchini reinterpretati con le ultime tecnologie della stampa 3D. Infine, 3DPrint Hub ha affrontato con meticolosità anche il rapporto tra diritto e stampa 3D, analizzando da vicino gli aspetti legali legati allo sviluppo della stampa 3D. In particolare, sono stati delineati gli scenari futuri del settore mostrando da una parte, l’iter di documentazione legale necessario per proteggere progetti e nuove idee e dall’altra le opportunità e le potenzialità che accompagnano il continuo evolversi della stampa 3D. 

ASSOMEC: aperte le iscrizioni ai corsi executive per manager finanziati da Fondirigenti

MILANO – L’associazione d’imprese Assomec (www.assomec.eu) promuove e favorisce la formazione di manager e dirigenti aziendali attraverso la partecipazione a quattro percorsi formativi executive, integralmente finanziabili da Fondirigenti. «I finanziamenti sono disponibili fino a esaurimento delle risorse, quindi suggeriamo ai nostri imprenditori e manager di perfezionare l’iscrizione con debito anticipo, comunque non oltre ilprossimo 7 aprile», spiega la presidente Barbara Pigoli. Ecco di seguito l’elenco dei corsi con i link ai programmi e alla schede di iscrizione:

corso executive“Gestire e motivare i gruppi di lavoro, finalizzato a sviluppare in modo autonomo le attitudini personali nel rapporto con i collaboratori (scarica il programma completo)

corso executive “Credito e finanza”, per migliorare i rapporti con le banche e accedere al credito e ai finanziamenti agevolati (scarica il programma completo);

corso executive “Migliorare le performance produttive”, per ridurre gli sprechi e contenere i costi (scarica il programma completo);

masterclass per il dirigente “9 passi per lo sviluppo dell’impresa” (scarica il programma completo).

Il modello didattico prevede le lezioni in aula e due giornate di coaching in ogni azienda, per favorire la concreta applicazione delle metodologie apprese. Il finanziamento erogabile  è a valere sulle risorse del Conto di sistema (Avviso Fondirigenti 1/2015) e non intacca le risorse del Conto aziendale.  Per info: segreteria organizzativa, tel. 0243513.210, fax 0243513167, segreteria@assomec.eu.


 

DISTRETTO 33: Un Fuori Expo a Rho per le imprese che vogliono cogliere l’ “expo-opportunità”

RHO – I comuni del patto del Nordovest, presieduto dal sindaco di Rho Pietro Romano, insieme alle aziende di Distretto 33 hanno dato vita a “Fuori Expo Rho”. Progetto di “marketing territoriale”, come lo definisce il presidente di Distretto 33 Dario Ferrari, Fuori Expo Rho permette alle imprese che non sono riuscite a ricavarsi uno spazio all’interno dell’Esposizione Universale di mettersi comunque in mostra appena fuori dai cancelli del sito espositivo. Questo lo scopo del progetto, che vuole risvegliare la capacità imprenditoriale delle aziende del territorio e sfruttare le ricadute dell’Expo milanese. «Appena Milano si è aggiudicata l’edizione del 2015, nel lontano 2008, noi rappresentanti di Distretto 33 ci siamo subito recati a Saragoza, che in quell’anno ospitava l’Expo, per vedere che cos’è effettivamente un’Expo», spiega l’architetto Ferrari. «Non volevamo che una grande opportunità come questa si riducesse al fallimento che fu la fiera di Rho – Pero, nella cui realizzazione non furono affatto coinvolti gli imprenditori della zona». Il fulcro del progetto sarà il Collegium Rhaudense dei Padri Oblati di Rho, che quest’anno compiono 300 anni. Il Collegium, insieme a immobili e capannoni sfitti disponibili in zona, ospiterà spazi espositivi per le aziende e luoghi per meeting con i clienti, ma anche alloggi, parcheggi e spazi per cucinare. Già, perché nonostante il tema di Expo 2015 sia proprio quello dell’energia e della nutrizione, e dunque anche del cibo, sarà impossibile cucinare all’interno del sito espositivo: gli alimenti andranno preparati altrove, poi trasportati e terminati sul posto. Ai visitatori della manifestazione serviranno anche strutture affidabili a cui lasciare temporaneamente i loro amici a quattro zampe. Infatti, come sappiamo, Expo non sarà “pet friendly”: nessun animale sarà gradito tra i padiglioni. Per questo Distretto 33 sta collaborando con Enpa, l’Ente Nazionale Protezione Animali, per realizzare degli spazi di accoglienza. Le aree espositive destinate alle imprese verranno allestita sia nelle sale del Collegium Rhaudense, sia all’interno di Art Design Box, uno spazio per mostre ed eventi situato esattamente di fronte ai cancelli di Expo. Le esposizioni roteranno di mese in mese, ognuno dei quali sarà incentrato su un tema: “Territori e prodotti”, dedicato a consorzi ed enti culturali e turistici della zona, “Acqua e acque”, su fonti d’acqua e benessere, “Uva e cereali”, con un’attenzione particolare ai prodotti dedicati alle intolleranze, “Olio e oli”, dedicato sia alla cucina che ai trattamenti estetici, “Semi e radici”, con un percorso che andrà dal caffè alla soia, e “Tecnologie e materiali per il futuro”, in cui si spazierà dall’industria all’agricoltura.

OSSERVATORIO MECSPE: Innovazione e formazione spingono le pmi della meccanica e della subfornitura

MILANO – Un comparto strategico per l’industria manifatturiera italiana. Sono le imprese della meccanica e della subfornitura del nostro Paese da cui emergono segnali positivi per quanto riguarda le performance aziendali, soprattutto da chi investe in innovazione (l’82,2%) e in formazione (l’89,8%). Oltre un imprenditore su due (51,5%) è infatti ampiamente soddisfatto dell’andamento attuale della propria impresa e il 51,1% ipotizza nei prossimi tre anni una crescita a livello generale del settore. Un clima positivo che parte dalla chiusura dell’esercizio del 2014 rispetto a tre anni fa: ben il 51% ha registrato un incremento dei fatturati – in netto miglioramento rispetto alla rilevazione dello scorso anno – e il 62,1% ha mantenuto il livello occupazionale invariato. Solo l’11,1% ha dovuto ridurre l’organico. Anche le previsioni per l’anno in corso seguono questo percorso di crescita, con quasi la metà delle aziende (46,2%) che prospetta un incremento dei fatturati e solo il 7,2% un calo. Una crescita che si riflette anche sul portfolio ordini attuale, che permette di sostenere le esigenze finanziarie di circa due terzi del campione (65,6%) e sulla liquidità aziendale, giudicata sufficiente o buona dall’86,6%. Questa la fotografia delle imprese del comparto italiano della meccanica e della subfornitura scattata dall’Osservatorio Mecspe realizzato da Senaf in vista di Mecspe, la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione (Fiere di Parma, 26 -28 marzo 2015). «Le imprese della meccanica e della subfornitura credono fortemente nella ripresa del settore e dall’Osservatorio Mecspe emergono indicazioni importanti per il loro sostegno nel percorso di sviluppo», commenta Emilio Bianchi, direttore di Senaf . «Le aziende crescono, investono e hanno fiducia nel mercato, ma sono quelle che hanno puntato sull’innovazione e sulla formazione ad aver ottenuto le migliori performance aziendali. Asset, insieme all’internazionalizzazione, che possono fare la differenza migliorando significativamente la competitività delle nostre imprese. Per quanto riguarda l’export, quasi 8 aziende su 10 (78,2%) dichiarano di esportare i propri prodotti e servizi, con un’incidenza variabile.  Se il 31,3% dichiara di realizzare all’estero meno del 10% del proprio fatturato, c’è comunque un 20,4% che supera il 46%. Chi esporta punta prevalentemente verso gli Stati dell’Europa Centro-Occidentale (79,6%), seguiti da quelli dell’Europa dell’Est (36,1%) e del Nord America (23,6%). «Le imprese hanno colto le opportunità provenienti dai mercati esteri ma è necessario crescere di dimensioni per essere competitive», prosegue Bianchi. «Spesso questo richiede ingenti sforzi sia economici sia organizzativi e per questo le aziende del comparto della meccanica e della subfornitura, che impiegano in prevalenza meno di 50 dipendenti, devono trovare soluzioni alternative. Tra queste le reti d’impresa, che permetterebbero di presentarsi al mercato in maniera aggregata mantenendo comunque la propria identità aziendale. Uno strumento utilizzato attualmente solo dall’11% degli imprenditori, ma che trova il giudizio positivo di quasi due terzi delle aziende».