Commessa milionaria per la bonifica ambientale delle acciaierie di Piombino

MILANO – Tenaris Dalmine ha scelto la milanese Isovit, una delle poche società italiane in possesso delle più importanti certificazioni e autorizzazioni (Iso 9001 e 14001, Ohsas 18001, iscrizione all’albo dei gestori ambientali in due categorie), per la bonifica e messa in sicurezza del sito Tenaris di Piombino. Una commessa che vale diversi milioni di euro e attribuisce un riconoscimento significativo alla professionalità e all’impegno costante di Isovit nel perseguire con estrema attenzione la politica di salute, sicurezza e ambiente nell’ottica del miglioramento dell’efficienza aziendale, come spiega Massimo Vitale, uno dei titolari: «Negli ultimi anni abbiamo cercato di selezionare la clientela concentrandoci soprattutto in ambito industriale, dove operare in sicurezza è un valore riconosciuto. Per questo abbiamo investito molto (80mila euro nel 2012, n.d.r.) nel capitale umano. Investire nella formazione dei nostri operatori, partendo dai corsi “base” come antincendio e primo soccorso fino ad arrivare ai corsi peculiari quali l’uso di piattaforme aeree, il lavoro in ambienti confinati e l’ottenimento di patentini per la rimozione dell’amianto, è il cardine della politica Isovit. Solo così riusciamo a offrire ai nostri clienti un servizio puntuale, flessibile e rispettoso delle normative cogenti e vigenti in materia di sicurezza». Fondata nel 1963 per la messa in opera di isolamenti termici in ambito industriale, la Isovit ha via via sviluppato competenze nelle bonifiche di tipo ambientale, partendo dai primi anni Novanta con l’entrata in vigore della normativa sulla rimozione dell’amianto: «Oggi i nostri principali clienti sono le acciaierie ma anche le industrie chimiche, farmaceutiche e termoelettriche. Negli ultimi anni abbiamo lavorato anche oltre frontiera, sempre per incarico di imprese italiane, in particolare negli Stati Uniti, Germania e attualmente in Romania, anche se il nostro business è realizzato prevalentemente sul mercato interno». Niente male, per una piccola impresa che fattura 8 milioni di euro con una quarantina di addetti.

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