Con un sorbetto rivoluzionario nasce il polo della valorizzazione agroalimentare

ROMA – Realizzare prodotti agroalimentari di grande qualità attraverso le più sofisticate e innovative tecnologie che consentano di creare una produzione seriale, senza rinunciare per questo alla qualità del prodotto artigianale; questa è Officina Mediterranea, la start up di produzione e selezione delle eccellenze agroalimentari, con sede nel Centro agroalimentare di Roma, uno dei più importanti poli logistici d’Europa per la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli ed ittici. L’azienda, che si caratterizza per una forte identità territoriale relativamente all’area mediterranea, intende integrare qualità di prodotto e qualità del servizio. «Attualmente Officina Mediterranea sta producendo Fructus, un nuovo sorbetto naturale basato unicamente su frutta, zucchero e miele», spiega Guido Del Gizzo, amministratore delegato della società romana. «E’ una specialità realizzata con materie prime di alta qualità che deve le sue caratteristiche di eccellenza a diversi fattori: la trasformazione diretta della frutta fresca in sorbetto, senza passaggi tecnologici o stoccaggi intermedi, solitamente nella stessa giornata in cui avviene la raccolta; l’attenzione posta al raggiungimento, sulla pianta, del giusto grado di maturazione fisiologica del frutto;  la scelta di cultivars caratterizzate da una forte carica aromatica; l’uso di frutta ed ingredienti provenienti dall’agricoltura biologica; l’assenza degli ingredienti causa delle intolleranze alimentari più comuni, quali latte e suoi derivati, uova, glutine o altri derivati di cereali; l’assenza di qualsiasi tipo di conservante o colorante».  L’obiettivo è arrivare entro il 2014 a 800 tonnellate di prodotto all’anno, pari a un fabbisogno di  30/40 quintali al giorno di frutta per il sorbetto. Inoltre, Officina Mediterranea sta per presentare un progetto legato all’olio extra vergine da raccolta anticipata, che ha una qualità superiore e più duratura nel tempo rispetto all’olio raccolto a piena maturazione delle drupe. A dicembre verrà invece presentato il cacio di Leopoldo, un pecorino biologico affinato sotto vinacce di Morellino, che si produce appunto all’epoca della vendemmia, contemporaneamente ai salumi ottenuti da  maiale nero allevato brado in azienda.

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