Crea occupazione la coop che fa del disagio la marcia in più

CASTELFRANCO VENETO – Annalisa, 29 anni, lavora dal 2003 per N.O.I., come Valentina che di anni ne ha appena 23, oppure Francesco, il 32enne con la postazione lavorativa personalizzata. Persone che la vita ha reso uniche contro ogni volontà: chi è affetto da spina bifida, chi ha vinto un tumore al cervelletto a 18 anni, chi combatte ogni giorno contro la distrofia facio-scapolo-omerale. Persone che hanno potuto dimostrare la loro normalità, in un contesto lavorativo che li rende autonomi. La Cooperativa sociale N.O.I. -Nuovi Orizzonti Informatici, nata nel 2000 a Castelfranco Veneto, impiega infatti su un totale di 160 lavoratori, soci e non, 39 persone con disabilità, 30 persone con situazione di disagio e molte donne, ben 90. Un modello lavorativo che tutela la persona e trasforma le differenze in un vantaggio, secondo una sensibilità che è ben distante dalle dinamiche del mercato del lavoro attuale, per dimostrare che è possibile conciliare vita privata, esigenze personali e attività lavorativa. In modo stabile: su 160 soci, 138 hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato. E con un significativo successo imprenditoriale, premiato da un fatturato 2011 che ha superato i 3,5 milioni di euro. «Attraverso un lavoro di elevata qualità vogliamo offrire alle imprese e agli enti pubblici servizi che rispondono agli standard qualitativi dei clienti ,creando così opportunità di lavoro e di accrescimento personale ai soci svantaggiati», afferma il presidente della cooperativa Fabio Panizzon. «Scherzando fra soci, ci definiamo una “cooperativa a costi zero”, poiché non abbiamo nessun finanziamento o contributo da enti pubblici, nessuna sovvenzione da aziende, ma siamo soddisfatti quando guardiamo alla strada percorsa finora». L’assetto organizzativo si suddivide in sei settori di impiego principali, cui le differenti professionalità vengono specificatamente indirizzate, anche cogliendo le opportunità di inserimento occupazione per le persone disabile previste dall’articolo 14 della Legge Biagi. Una struttura organizzativa che vede attività di front office o di call center, operazioni di programmazione e web mastering, ma anche gestione documentale, progettazione e disegno CAD, gestione musei, biblioteche e teatri e infine un settore interamente dedicato ai progetti di inclusione sociale e lavorativa. Rami lavorativi ognuno con le proprie responsabilità, in cui obiettivi e modalità organizzative rimangono univoche e condivise. «La nostra cooperativa si fa portavoce di una sempre maggior richiesta di personalizzazione del mondo lavorativo, in un’ottica di costante attenzione ed evoluzione della sua struttura.? Accogliere nella loro normalità i cosiddetti “svantaggiati sociali” e dimostrarne le potenzialità produttive è una prova inconfutabile di come un’azienda possa crescere forte e vigorosa anche dando fiducia alle capacità dell’uomo», conclude Panizzon.

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