Dalla piccola sartoria chimica soluzioni su misura per automotive e moda

ABBIATEGRASSO – Triplicare gli occupati in poco più di dieci anni è un bel segnale di crescita e sviluppo, in un mercato superaffollato e ultracompetitivo come quello della chimica fine: ne è efficace testimone Massimiliano Canepa, fondatore nel 2001 della Surfatek, piccola impresa (9 addetti) specializzata nella formulazione e produzione di prodotti chimici per il trattamento e la finitura di componenti metallici e non. Surfatek ha chiuso il 2012 confermando il progressivo trend di crescita che l’ha portata a fatturare 1,3 milioni di euro. «Noi operiamo come una sartoria in ambito chimico, “calziamo” i prodotti sui processi dei clienti, tenendo conto di variabili come la tipologia dei materiali, gli impianti,  le esigenze dei presidi depurativi, la qualità della finitura desiderata dal cliente eccetera: la nostra capacità non è tanto quella di produrre innovazione, che è un’attività propria delle multinazionali del settore, quanto quella di mixare una serie di componenti che devono consentire al prodotto finale di avere prestazioni di  livello superiore». In una parola, Surfatek risolve problemi: «Fin dall’inizio avevamo ben chiaro che per crescere e consolidarci dovevamo essere fortemente orientati al mercato. Da qui nasce la nostra filosofia: dare risposte a problematiche produttive e migliorare ogni possibile aspetto di qualsivoglia natura,  all’interno del processo del cliente. Noi forniamo quei prodotti chimici che servono per le fasi interoperazionali, che si usano cioè tra una lavorazione e l’altra, o per la finitura dei manufatti che devono essere successivamente confezionati o assemblati prima della  vendita». Lo sanno bene le imprese fornitrici dei settori automotive e  moda (occhialeria, accessori, orologi, gioielli, materiali preziosi), che sono le principali utilizzatrici dei prodotti Surfatek. L’azienda spazia comunque in tutti i settori industriali, «anche in ambito militare, dove sono richieste finiture con un elevato grado di eccellenza». Così, continuando a muoversi in prevalenza sul mercato italiano, ma strizzando anche l’occhio a interessanti opportunità che si stanno aprendo su alcuni mercati europei (Spagna e Portogallo in primis, ma anche Germania, Polonia e Inghilterra), la Surfatek mantiene dritta la barra della sua principale direttrice di sviluppo: «Da subito abbiamo scelto la strada dei prodotti a basso impatto ambientale, quindi le soluzioni acquose invece dei solventi, perché siamo convinti che la riduzione dei fattori di tossicità e inquinamento ambientale – che diventano anche fattori di ottimizzazione economica – è, e sarà sempre di più,  una leva di competitività dei nostri prodotti. Forse non inventeremo mai il prodotto miracoloso che sbaraglia il mercato, ma di sicuro continueremo a  cercare di migliorare la nostra capacità di comprendere e di rispondere alle richieste del cliente, anche di quello più piccolo, e a investire sul capitale umano, dando valore e merito (anche economico) alle persone che lavorano con noi». Spesso la chiave del successo è già nelle nostre mani, basta saperla usare: l’esperienza di Surfatek lo conferma.

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