Dall’economia di comunione una risposta “illuminata” alla crisi

LAINATE – Anche in tempo di crisi, ci sono imprese che continuano a credere negli uomini invece che nei numeri. E’ il caso della Ecie, una realtà aziendale piccola nelle dimensioni (una cinquantina di addetti) ma grande nella visione e nella mission, direttamente ispirate ai principi dell’economia di comunione messi in pratica dal Movimento dei Focolari di Chiara Lubich. «Anche quando la situazione si è fatta più critica, intorno al 2008, non abbiamo mai pensato di licenziare: la nostra forza sono la capacità progettuale e tecnica di fare un ottimo prodotto, riconosciuto dal mercato mondiale, e quella di condurre la nostra impresa familiare proprio come se fosse una famiglia, unita nel bene e nel male»: così Erika Delfi, figlia del fondatore Luigi che nel 1991 diede vita alla produzione di fanalerie e strumentazioni per le moto, inquadra la situazione delle Ecie, diventata nel tempo fornitrice dei più importanti marchi mondiale del motociclismo (Ducati, Yamaha, Piaggio, Triumph, Bmw e tantissimi altri). Un business che oggi vale circa 10 milioni di euro e fronteggia l’agguerrita concorrenza asiatica ed europea puntando sempre alla miglior soluzione tecnologica, grazie a un ufficio tecnico di grande qualità che sforna idee e innovazioni per le diverse famiglie di prodotti (fanali, proiettori, indicatori di direzione, interruttori, strumenti e plance, contachilometri eccetera) richiesti dalle case motociclistiche e, da qualche anno, anche dai produttori di macchine agricole e di illuminotecnica. Ma in che modo una giovane figlia di imprenditore è riuscita nella non facile impresa di “entrare” nell’impresa di famiglia? «Dopo qualche anno di esperienza nelle diverse aree aziendali, dalla gestione del personale fino ai rapporti con fornitori e clienti, ho deciso di iscrivermi al Master Pmi e Competitività di Altis, l’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica». Un percorso formativo congeniale per piccoli e giovani imprenditori, «per acquisire, oltre che più approfondite competenze in materie economico-finanziarie e gestionali, anche una coscienza e una visione più ampie del ruolo di imprenditore». Il Master ha consentito a Erika di sviluppare come tesi finale un project work in collaborazione con un suo cliente, per ottimizzare aspetti legati alla catena logistica: «Abbiamo subito implementato in azienda il know how teorico e pragmatico acquisito durante il corso, migliorando notevolmente la gestione della produzione e della distribuzione». Ora per Ecie lo scenario si fa ancor più interessante: l’azienda sta infatti procedendo sulla strada dell’aggregazione con un’altra primaria società del settore, per dare vita al più importante polo italiano della fanaleria per moto e automotive. L’unione, o meglio, l’economia di comunione fa la forza…

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