E’ nata la rete delle associazioni per sostenere la crescita di 900 pmi

SESTO SAN GIOVANNI  – Dopo il matching, il protocollo: a pochi giorni dall’evento che ha coinvolto 300 imprenditori in un’iniziativa di incontro e incrocio delle opportunità d’affari, le associazioni promotrici di Pmi Lombardia si sono ritrovate per fissare in un programma condiviso la formalizzazione degli accordi e le prime iniziative ufficiali. Così al tavolo delle firme erano presenti Salvatore Belcastro, vicepresidente di Ainm (Associazione imprenditori nord Milano), Antonino Tricomi, presidente di Alime (Associazione libere imprese europee), Giovanni Sala, presidente di Pmi Brianza, e Nadia Toppino, consigliere di Ail (Associazione imprenditori lombardi), in rappresentanza del presidente Claudio Ferrari. Un tavolo sovra regionale, arricchito dalla presenza dell’emiliano Eugenio Ferrari, presidente di Assoretipmi, e del ligure Ubaldo Santi, presidente dell’European Professional Group, a conferma della visione multicentrica sottintesa dal progetto di Pmi Lombardia. Quali gli obiettivi di un soggetto così eterogeneo? «La nostra prima necessità è dare concretezza all’intesa avviando un progetto di supporto alle imprese dei nostri territori, attraverso due linee di sviluppo: la prima riguarda il potenziamento della nostra capacità di rappresentanza presso le istituzioni», spiega Belcastro. Sono già in corso i contatti con i sindaci dei territori coinvolti, per organizzare un tavolo permanente in cui discutere strategie e politiche condivise con le amministrazioni locali di rilancio dell’economia. «La seconda questione si traduce nel favorire lo scambio di opportunità, beni e servizi tra i nostri associati, in una sorta di economia di prossimità o a chilometro zero che riesca a valorizzare le diverse esperienze ed eccellenze delle circa 900 imprese associate». A differenza di altre organizzazioni datoriali, anche storiche, la nuova rete associativa non si mette in concorrenza con i propri associati offrendo servizi, ma incentiva il networking delle competenze tra le imprese, per generare un primo volano di crescita. «Oggi mettersi in rete è essenziale – aggiungono Tricomi e Sala – sia per aumentare la massa critica nei confronti dei sistemi istituzionali e bancari, sia per accedere a volumi maggiori di risorse disponibili per lo sviluppo delle pmi». Tra le iniziative territoriali già ipotizzate dai rappresentanti delle associazioni firmatarie, vi sono attività di sensibilizzazione nelle scuole e strumenti per incrociare la domanda-offerta di lavoro.

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