Food 2.0: Reolì industrializza l’idea dell’olio spalmabile

RENDE – Nata nel 2015 dallo spin-off accademico R&DCal, Reolì industrializza il brevetto dell’olio foto-reoli-2-lucia-seta
spalmabile, progetto “Spread Bio-Oil” messo a punto dal Laboratorio di reologia e ingegneria alimentare dell’Università della Calabria, e lo presenta in anteprima mondiale al Sial di Parigi (16-20 ottobre). L’azienda è un’eccellenza tutta italiana: dalla ricerca e sviluppo alla produzione, fino alla distribuzione, tutte le attività di Reolì si svolgono nel nostro Paese. L’interazione virtuosa tra il mondo della ricerca e l’industria ha visto l’implementazione di un processo innovativo per la produzione di grassi vegetali semisolidi, dando vita a un olio spalmabile palm free, lattosio free e colesterolo free, oltre che privo di allergeni e grassi idrogenati.
Il progetto ha sviluppato un sostitutivo ai condimenti derivati da proteine animali ricchi di colesterolo e lattosio, come il burro, e da quelli contenenti olio di palma o grassi idrogenati come le margarine, i cui consumi pro capite in Italia sono stimati su base annuale pari a circa 4,1 e 4,3 chilogrammi. Infine i prodotti Reolì si propongono come alternativa al tanto dibattuto olio di palma, di cui in Europa l’importazione complessiva (includendo quindi gli usi specificatamente industriali) registrata nel 2015 è pari a circa 6,6 milioni di tonnellate, quantità più che triplicata rispetto all’inizio degli anni 2000. «Anche se la nostra realtà è nata di recente, l’idea imprenditoriale ha radici che partono da un iter di ricerca pluriennale svolto in sinergia con il laboratorio di ingegneria alimentare dell’Università della Calabria. Il frutto di questa collaborazione è l’ingegnerizzazione di un prodotto unico che fin dai primi riscontri avuti promette di riscuotere grande successo nel mercato alimentare», spiegano i manager di Reolì. La produzione avviene nel nuovissimo stabilimento Reolì dove è in funzione un impianto innovativo completamente automatizzato a ciclo continuo. Il sistema di stoccaggio degli oli e la linea di lavorazione del prodotto operano in ambiente totalmente asettico, sotto battente di gas inerte (azoto). «Il processo di organogelazione, che attribuisce la consistenza solida dell’olio, non comporta un’alterazione chimica della sua composizione», spiega Lucia Seta, R&D Engineer di Reolì. «Non è la molecola a essere modificata ma i legami molecolari e per questo le proprietà organolettiche dell’olio non vengono alterate. Il prodotto finito risponde ai requisiti di produzione alimentare anche dal punto di vista della consistenza meccanica». La tecnica adottata per l’ottenimento dei condimenti Reolì si basa sull’impiego di emulsionanti di origine vegetale in grado di solubilizzarsi nell’olio e di sviluppare al suo interno, in particolari condizioni di temperatura e concentrazione, un reticolo cristallino idoneo a incrementarne la consistenza fino a renderlo semi-solido. La gamma comprende al momento tre varietà: Reolì Extra-Vergine, che contiene il 60% di olio d’oliva, proposto come sostitutivo del burro; Reolì Girasole a base di olio di semfoto-reoli-3-laboratorioi di girasole (60%), che può essere impiegato in cucina al posto di mélange, grassi da spalmare e margarina; Reolì Girasole anidro, a base di olio di girasole e privo di acqua.
I prodotti Reolì saranno commercializzati in diverse confezioni nei canali Gdo (in vaschette monouso da 200 grammi), Horeca (in confezioni monouso da 20 kg) e Food Industry (prodotto anidro specifico). 
 

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