Gioco di squadra per le tecnologie che trasformano i rifiuti in business

SEREGNO – Piccole imprese fanno rete per internazionalizzare. Potrebbe essere questo il leit motiv che accompagna Idrodepurazione da alcuni anni a questa parte. L’azienda, leader nella depurazione delle acque reflue civili ed assimilabili, del trattamento e del recupero della sostanza organica presente negli scarichi di lavorazione dell’industria agroalimentare, e del recupero e riutilizzo delle acque piovane, negli ultimi quattro anni si è impegnata nello studio e nella progettazione di nuove soluzioni per produrre energia rinnovabile, in particolare per la produzione di energia elettrica con utilizzo di biogas da digestione anaerobica. A fine 2012 il suo fatturato si assestava sui 7 milioni di euro, a fronte di 25 addetti. Forte di questi risultati l’azienda ha deciso di porsi sul mercato internazionale in maniera strutturata e aggregata. Insieme ad altre aziende agroalimentari del settore delle carni, Idrodepurazione sta partecipando al consorzio Gait, che promuove sul mercato russo un know how tecnologico integrato di filiera. «Con i nostri sistemi di trattamento dei reflui noi arriviamo alla fine del ciclo», spiega Michele Benedetti, amministratore dell’azienda brianzola. «Siamo entrati nel consorzio dal settembre scorso e adesso siamo riusciti a entrare nella prima commessa di rilievo. Quando approcciamo un nuovo mercato cerchiamo di farlo sempre costruendo una rete d’impresa. Operando nel settore dell’ambiente da 35 anni conosciamo le società che sono sul mercato e con alcune di queste, anche se competitor, abbiamo avviato progetti di aggregazione per approcciare in maniera strutturata i mercati esteri». Non solo Russia, dunque, anche perché essendo Idrodepurazione una società con caratteristiche di system integrator, è più facile essere flessibili e riconvertire le risorse per andare su altri mercati. «Attraverso la partnership con altre società abbiamo investito nella  progettazione e realizzazione di impianti completi per la produzione di biogas – continua Benedetti – migliorare la tecnologia esistente e individuando alcune soluzioni ad hoc che completano la gamma dei macchinari prodotti a livello standard in tutto il mondo».  E sempre sul versante biogas Idrodepurazione ha costituito insieme ad altre tre società estere il consorzio Iwr (www.iwgroup.it), che propone una piattaforma operativa per il riciclo dei rifiuti. «Noi abbiamo affrontato il tema del riciclo dei rifiuti dal punto di vista biologico, mentre le altre società si occupano di rifiuti inorganici, di separazione e dell’ottenimento di materia prima dai rifiuti. Il nostro è un consorzio stabile e stiamo proponendo in giro per il mondo questa soluzione alternativa all’incenerimento, con l’obiettivo di competere con i grandi contractor multinazionali sul mercato delle infrastrutture ambientali».

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