In fondo al mare è vincente la carpenteria che si affida al design

GRUARO – «In questo momento di crisi tutte le aziende stanno limitando le produzioni seriali e se in passato una linea durava tre anni, adesso dopo sei mesi o al massimo un anno è già vecchia. Dunque diventa fondamentale, anche per un’azienda di carpenteria meccanica come la nostra, essere creativi e proporre sempre un design innovativo per le macchine che  realizziamo per il settore industriale, civile e logistico»:  insomma, anche l’occhio vuole la sua parte e la lavorazione meccanica contoterzista per la progettazione e la produzione di macchinari si adegua, come conferma Renato Stefanuto, amministratore delegato della Officine Stefanuto, impresa veneta che insieme ai suoi 60 dipendenti ha appena festeggiato il mezzo secolo di attività e si avvia a chiudere un buon 2013 a 8 milioni di euro di fatturato. «Oltre agli aspetti intrinsechi connessi alla qualità e all’affidabilità, la componente design oggi incide sul 40-50% del valore di vendita; di fatto bisogna avere una linea accattivante per riuscire a differenziarsi perché il cliente è diventato molto esigente. E’ ovvio che è difficile andare a fare la guerra ai grossi gruppi, perché la nostra è una piccola realtà, però i nostri clienti che hanno una produzione di 50-100 macchine all’anno su queste gamme specialistiche vogliono riuscire a dare un prodotto sempre più performante al loro cliente». Ma lo stile costruttivo è importante quanto la capacità di Officine Stefanuto di realizzare strutture all’avanguardia per applicazioni molto speciali: «Abbiamo realizzato macchine subacquee per la posa di un oleodotto nel Mar Nero, fabbricando tutta la carrozzeria in ferro a profili aperti, quindi senza rischi di implosione.  Per il settore aerospaziale abbiamo costruito un involucro di alluminio per il trasporto di satelliti e la macchina utilizzata per la pavimentazione dei nuovi Airbus 380.  Nell’ambito delle telecomunicazioni sono nostre le costruzioni di macchine per la posa dei cavi telefonici sottomarini e delle sonde per il monitoraggio dei terremoti e degli tsunami, nell’ambito del progetto Geostar». Il punto di forza di un’impresa familiare che fonda la sua crescita sulla continua innovazione risiede ovviamente nel capitale umano: «Lavorare bene la lamiera e trattare materiali come l’alluminio, l’acciaio al carbonio o le leghe leggere non è la cosa più semplice, è un know how che un tecnico o un operaio si costruisce negli anni. Il vero problema è che oggi la classe di saldatori che sa fare questo mestiere sta andando in pensione e il nuovo ricambio fa fatica ad arrivare, anche se investiamo molto in formazione sulle nuove leve. Ma questa è l’unica possibilità di sviluppo: valorizzare gli uomini e il loro talento».

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