INDICE IFIIT: si consolida il ritorno di fiducia per gli investimenti in innovazione tecnologica

MILANO – L’indice Ifiit (Indice di fiducia negli investimenti in innovazione tecnologica), che nello scorso mese era risalito sopra la quota tecnica e psicologica dei 30 punti attestandosi a 30,30, conferma anche nell’ultima rilevazione di giugno una tenuta della posizione, segnalando anzi un ulteriore, anche se leggero, innalzamento portandosi a 30,50 punti. La propensione ad investire in nuovi e più sofisticati processi produttivi è soprattutto concentrata nelle medie e nelle grandi imprese, mentre nella rete delle piccole e medie il fenomeno è diffuso a macchia di leopardo. I segnali di incertezza – e in molti casi con manifestazioni di peggioramento della propensione agli investimenti – si rilevano sulle realtà tipicamente orientate al mercato interno e per quei settori che stanno scontando una fase acuta nella crisi. Non mancano però numerosi e significativi esempi di creatività imprenditoriale, tipicamente in area high-tech, con nuove società e start-up che dovranno essere adeguatamente valutate e seguite nel corso del tempo. Restano sostanzialmente su posizioni stabili – e alte, al di sopra della media registrata dall’indice – i settori della meccanica fine, della meccatronica, delle biotecnologie e dell’energia. Stabilità – ma su livelli intorno ai valori medi – per i comparti del tessile-abbigliamento, dell’agro-alimentare, della grande distribuzione organizzata, della logistica e dei trasporti. Segnali sparsi e non omogeneizzabili giungono dai comparti del lusso, della nautica e della chimica. Ancora di gran lunga inferiori ai valori mediani il settore dell’edilizia e delle costruzioni, affiancati dal mondo professionale. I tagli alla spesa sanitaria (una contrazione che nel triennio 2013-2015 sarà compresa fra i 14 e i 18 miliardi di euro) incidono sul comparto delle apparecchiature elettromedicali e sui fornitori di sistemi informativi, che sono alla ricerca di una riorganizzazione strategica delle opportunità e, conseguentemente, manifestano una minore fiducia sugli investimenti. Si conferma la differenza tra aree geografiche del Paese in merito alla presenza di aziende fortemente orientate all’innovazione tecnologica. Alto il livello nel nord-est e nel nord-ovest, medio al centro, basso nel meridione.

Previous Story

Con la saldatura a frizione si fabbricano gli alberi motore più resistenti sul mercato

Next Story

Dal Veneto ai mercati esteri con il “managerattivo” per esportare eccellenza

Latest from Ufficio studi