La Ferrari dei forni per grandi cucine cambia pelle dopo un master

CODOGNO – In una piccola casa costruttrice italiana, uno staff di 11 addetti produce forni professionali di alta qualità per la ristorazione, avendo come concorrenti grandi imprese internazionali e tenendo all’interno tutto il ciclo di lavoro, dal progetto alla lavorazione dell’acciaio, dall’assemblaggio al collaudo. Non a caso, è chiamata la Ferrari dei forni: stiamo parlando della Sogeco, azienda fondata nei primi anni Novanta e dal ’99 entrata nella proprietà di una nuova e giovane compagine sociale guidata dalla famiglia Sanvito. Oggi è guidata da Ismaele Sanvito, 37 anni, amministratore delegato e socio di riferimento, che sta portando l’azienda verso uno sviluppo industriale importante e un processo di internazionalizzazione crescente. Come ha fatto? «Quando sono entrato in azienda, facendo tutta la gavetta necessaria dall’officina fino all’amministrazione, la Sogeco era gestita in modo artigianale. Nel 2005 ho assunto le redini dell’impresa, che aveva nel frattempo aumentato il fatturato del 50%, e mi sono reso conto? che mi mancava qualcosa: ero molto preparato dal punto di vista tecnico (diplomato in telecomunicazioni e laureato in statistica in Cattolica) ma carente sul piano strategico». All’epoca il business di Sogeco derivava per il 70% del fatturato dalla produzione conto terzi per le primarie marche italiane del settore. Oggi i ricavi da contoterzismo raggiungono appena il 30%, il fatturato è per il 50% sull’export (Far East, Sudamerica, ora anche Russia) e Sogeco si è affermata con il proprio brand. Cosa è successo? «Sono tornare a studiare, perché avevo bisogno di una nuova visione. Ho scartato i master teorici e ho scelto l’ Executive Master Pmi & Competitività di Altis-Università Cattolica perché il format era congeniale per combinare lavoro e studio. Ma lo era anche per la proposta degli argomenti, che vanno a incidere direttamente nell’organizzazione e nello sviluppo dell’impresa. A me non serviva un master per fare curriculum: avevo bisogno di qualcuno che mi spiegasse come tradurre in pratica quello che avevo studiato sui libri». Risultato: il corso di studi executive “obbliga” Sanvito a uscire dal suo capannone e a confrontarsi con il mondo, consentendogli di elaborare una visione strategica. «L’altro vantaggio fondamentale è stato l’aver acquisito una metodologia di gestione. Come solitamente accade nelle imprese artigianali, facevo tutto io ed era come se il personale non esistesse, me lo trascinavo dietro quasi per inerzia, mentre in realtà sono risorse con dinamiche proprie. Nel Master ho acquisito conoscenze e competenze per valutare queste risorse e gestirle al meglio, utilizzandole in modo più adeguato al servizio dell’azienda». Così, una piccola realtà artigianale è diventata il principale competitor italiano in un mercato in cui i big tedeschi dettano la linea tecnologica, ma in cui l’azienda di Codogno sa dire la sua: «Abbiamo reingegnerizzato il ciclo per aumentare la produttività, a cominciare dal metodo di assemblaggio. Nel 2005 il tempo medio di consegna di un forno era di 25 giorni lavorativi, oggi lo standard è di 8 giorni lavorativi». Per questo oggi la Sogeco è veloce e vincente in tutto il mondo, proprio come una Ferrari.

Previous Story

BIB: aperto il Bond Imprese Brianza, plafond da 10 milioni per sostenere le pmi del territorio

Next Story

ANTAL: stabile il mercato del lavoro italiano, crescono oil & gas e telecomunicazioni

Latest from Capitali umani