La partnership tra imprese e ricerca genera business sulle biotecnologie

GERENZANO – Sono già quindici i partner privati e istituzionali della rete Biolife Start Up, un progetto innovativo volto a promuovere la vocazione già riconosciuta del distretto tecnologico per le biotecnologie nel cuore dell’Insubria. Con questo progetto la Fondazione istituto insubrico di ricerca per la vita (Fiirv) di Gerenzano (Varese), gestore del centro di ricerca Insubrias Biopark, si candida quale capofila delegato da Provincia di Varese, insieme ad altri partner prestigiosi, al programma Aster di Regione Lombardia. Biolife Start Up propone infatti di creare occupazione e rilancio economico, mediante la valorizzazione delle competenze sulle biotecnologie non alimentari, le potenzialità delle innovazioni trasferibili al mondo dell’impresa partendo dal territorio lombardo per allargarsi al territorio nazionale e internazionale. Il metadistretto delle biotecnologie non alimentari lombardo è già oggi il più avanzato a livello nazionale: la maggior parte delle imprese del settore opera infatti a Milano e nelle province di Como, Varese, Lodi e Pavia. È proprio questa l’intuizione: sviluppare la specificità territoriale, nonché quella dei centri accademici locali (e non), creando un incubatore dedicato a nuove imprese del comparto biotech non alimentare che sfrutti le facilities offerte dal Fiirv e che riqualifichi aree dismesse, senza così contribuire a un ulteriore consumo del suolo. Il progetto mira infatti a rilanciare l’ex area fermentatori (circa mille metri quadrati) proponendo una struttura di rilevanza nazionale. Il rilancio dei fermentatori con certificazione GMP (utili soprattutto a produrre farmaci sperimentali per la cura dell’uomo), oggi raramente presenti sul mercato italiano se non in grandi case farmaceutiche, permetterà a più soggetti (in prevalenza piccole imprese attive nel settore biotech) di impiegarli per l’attività di ricerca. Questa caratteristica renderà il Biolife Start Up un elemento di attrazione sia per imprese già operanti che per aspiranti spin off universitari o start up di impresa, tanto da aver trovato sin da subito alleati importanti. Nel dettaglio: Comune di Gerenzano, Cciaa di Varese, Unione industriali di Varese, Liuc Università Cattaneo, Università degli studi dell’Insubria, SerViRe, Actygea, Areta International, Chorisis, Cyathus Exquirere Italia, Gi.Mac di Maccagnan Giorgio, MacGi, IBI Industrie Biomediche Insubri s/a, Toma Advanced Biomedical Assays. E la rilevanza e le ambizioni di Biolife Start Up hanno già incontrato l’interesse di sei soggetti aderenti molto prestigiosi: la Fondazione Istituto nazionale dei Ttumori di Milano, il Policlinico San Donato, l’Istituto Ortopedico Galeazzi, l’Istituto di tecnologie biomediche del Cnr, la Diasorin e Banca Intesa San Paolo.

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