Le imprese del “made in Italy” raccontano le esperienze di successo all’estero

ROMA – Il “made in Italy” accende la speranza e rilancia l’economia del Paese: nel 2012 le esportazioni italiane nel mondo sono cresciute del 3,7% con una crescita media dell’export nel primo bimestre di quest’anno del 2,5%. Se ne parla a Roma martedì 23 luglio (ore 9,30) presso la Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo,  nel convegno “Internazionalizzare per crescere – Quale sistema Paese per vincere questa sfida?”, organizzato dall’Associazione di volontariato osservatorio per la sicurezza, Andromeda. All’incontro i veri protagonisti saranno imprenditori di piccole e medie imprese che racconteranno il loro sogno di internazionalizzazione e di come stanno sfidando la crisi. Secondo i dati del ministero dello Sviluppo Economico l’anno scorso il saldo di conto corrente dell’Italia ha evidenziato un passivo di 11,6 miliardi di euro, quasi 37 miliardi in meno che nel 2011. Tale progresso è da attribuirsi quasi esclusivamente al comparto merci che, grazie alla performance positiva delle vendite all’estero di prodotti made in Italy rispetto agli acquisti, è passato in soli dodici mesi da un passivo di 17 miliardi ad un surplus di quasi 18. Le produzioni italiane hanno trovato maggiori opportunità di affermazione presso i paesi extra-europei i cui mercati, attualmente, rappresentano la principale speranza di crescita per il nostro paese. Mediamente nel 2012 le esportazioni italiane nel mondo sono cresciute del 3,7% (un punto e sette decimi in più quelle mondiali), mentre quelle dei paesi extra europei del 9,2%. Non bene, i risultati nei Paesi UE il cui rallentamento economico ha notevolmente pesato e reso sempre più debole il livello della domanda mondiale. Sostanzialmente simile appare il quadro relativo agli scambi anche a inizio 2013: un calo delle vendite presso i nostri partner in Europa è più che compensato dalle forniture a paesi extra UE e, quindi, una crescita media dell’export nel primo bimestre di quest’anno del 2,5%. Per quanto riguarda l’import i nostri approvvigionamenti dall’estero sono scesi del 4,4% nel 2012: maggiore è stata la flessione degli acquisti di merci provenienti dall’Unione Europea (-7,1%) rispetto a quelli provenienti dai paesi extra UE (-3,9%).

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