Nel “Vivaio d’imprese” il non profit aiuta i giovani a creare start up

CASTELFRANCO VENETO – Coinvolgere gli studenti degli ultimi anni delle superiori. Fare un’indagine sulle “idee imprenditoriali” che hanno e dedicare gli ultimi mesi di scuola a istruirli su come metterle in pratica: normative, analisi di mercato, ricerca dei clienti e avvio, retribuzione compresa. Supportarli durante l’estate nella produzione e nella realizzazione dei loro obiettivi imprenditoriali, perché possano diventare già a settembre protagonisti di un’azienda autonoma e costruita con le loro mani. Questo fa il progetto “Vivaio di Imprese”, rovesciando il principio classico dell’alternanza scuola-lavoro per renderlo opportunità interna alla stessa, trasformabile in un lavoro concreto, costruito fin dalle fondamenta dagli studenti. E in tutta Italia già si contano oltre cento esperienze imprenditoriali nate nell’ambito di questo progetto. La Cooperativa N.O.I – Nuovi orizzonti informatici, coop sociale di tipo B attiva nell’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, è tra i principali protagonisti del progetto “Vivaio di Imprese”, iniziativa promossa e finanziata dalla Provincia di Treviso, che vede come capofila l’Istituto Cavanis “Collegio Canova”, e sostiene il progetto con l’attività di servizi informatici di cui è specialista. L’idea di partenza è di creare un incubatore di imprese per giovani neodiplomati e neolaureati: dopo anni di tirocini formativi nelle aziende, ora saranno le aziende ad entrare nella scuola. Si vuole dare vita a nuove idee, sviluppando cantieri-scuola, per l’appunto, in cui l’innovazione e la creatività giovanile possano dar luogo a vere e proprie imprese destinate a diventare operative sul territorio. «In particolare – dichiara Riccardo Miotto, responsabile del progetto per la Cooperativa N.O.I. – attiveremo collaborazioni al servizio di data-entry e il tutoraggio destinato a formare i ragazzi degli ultimi anni della scuola superiore e neolaureati sui vari step costitutivi di un’azienda. Dalla conoscenza delle normative, all’analisi di mercato fino alla programmazione commerciale, alla ricerca attiva di clienti e alla produzione, infatti, i giovani coinvolti verranno resi totalmente autonomi, in grado di gestire un’azienda e renderla auto-sostenibile, comprese le retribuzioni. Non si tratta di una simulazione bensì di un vero e proprio percorso sperimentale di impresa, che dopo un periodo di incubazione già all’interno della scuola, diventerà operativo in estate, con l’inserimento di studenti da protagonisti nel mondo del lavoro».

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