Per le guarnizioni delle auto l’innovazione ha la forma della schiuma a celle chiuse

SAN BENIGNO CANAVESE – Una cella di produzione completa, con al centro un robot antropomorfo che muove la testa di erogazione e di applicazione della schiuma poliuretanica secondo le indicazioni di lay out del particolare da realizzare: è il sistema Penguin Foam, l’ultima e più importante innovazione lanciata da FT Famat, l’azienda fondata venticinque anni fa da Flavio Vazzoler e oggi detentrice esclusiva (grazie alla partnership con Ceracon) della tecnologia più avanzata al mondo per la guarnizionatura e l’incollaggio di particolari plastici o metallici nel settore dell’industria automobilistica. «Ma anche per elettrodomestici, componenti elettrici ed elettronici, edilizia, in tutti quei comparti produttivi  in cui ai prodotti sono richieste caratteristiche durevoli di affidabilità, comfort e  sicurezza», spiega Vazzoler, che sottolinea come il nuovo sistema si basi su un principio innovativo: «Il vantaggio competitivo  rispetto ai sistemi esistenti è che utilizza una speciale schiuma a celle chiuse, capace di garantire una perfetta tenuta contro acqua, polvere, vibrazioni e rumore, mentre tutte le altre sono a celle aperte. Di conseguenza può sostituire le classiche guarnizioni stampate e non solo. Stiamo infatti sviluppando nuove conoscenze,  quindi prevediamo sviluppi applicativi molto interessanti anche in funzione delle esigenze dei clienti». Penguin Foam è l’ultimo tassello di una strategia che ha sempre visto FT Famat distinguersi per l’avanguardia delle sue proposte tecniche: «Siamo stati i primi al mondo a incollare il paraurti della Brera sul prolipropilene senza alcun tipo di trattamento ed abbiamo sviluppato un sistema innovativo di foratura del paraurti con l’incollaggio diretto dei canotti. Abbiamo appena consegnato le linee per l’assemblaggio e le lavorazioni sui paraurti della nuova Maserati». Un successo costante per una piccola realtà che conta una ventina di addetti, sempre operando nella logica della produzione customizzata su richiesta del mercato: «Il nostro fatturato  è generato in Italia ma le nostre macchine sono in giro per il mondo, nei più importanti siti produttivi mondiali dell’automotive e non solo». Che resta l’ambito trainante ma  non esclusivo, in quanto l’azienda torinese ha avviato la penetrazione nell’industria alimentare, con la messa a punto di impianti per il porzionamento dei prodotti dolciari, e in quella dell’elettronica, dove fornisce macchine per imballaggio e scrittura laser.

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