Quando il passaggio generazionale fa aumentare i ricavi

MONTEVECCHIA – Un’azienda manifatturiera che, in tempi di recessione spinta, raggiunge a fine anno gli obiettivi prefissati e chiude l’esercizio 2012 con un fatturato in crescita del 25%, a quota 5,3 milioni di euro, è un caso da studiare e prendere a modello. L’impresa in questione è la Amarc, storica realtà produttiva dell’alta Brianza, che da quarant’anni progetta e fabbrica scambiatori di calore e resistenze per il settore oil & gas e camere calde per l’industria chimica, con una sempre più rilevante vocazione alle soluzioni tecnologiche customizzate. Qual è il segreto? «Da un paio d’anni abbiamo avviato un piano industriale di sviluppo della nostra azienda, che prevede incrementi annui del 20%», racconta uno dei soci, Marco Ardesi. «Questa crescita ha alla base due aspetti fondamentali. Innanzi tutto, una riorganizzazione interna delle nostre divisioni produttive, con una conseguente azione mirata ai mercati di riferimento e una propensione accentuata all’esportazione, che oggi vale il 45% del giro d’affari. In secondo luogo, il cambiamento della governance, che vede oggi coinvolti molti giovani dirigenti, in una concreta attuazione del passaggio generazionale». Così, da qualche settimana, lo staff manageriale che oggi vede già schierato un bel gruppo di trentenni e quarantenni, si è arricchito di una nuova figura: quella del development manager, incarnata da Jonathan Paci, un professionista poliglotta che ha fatto esperienza in diverse parti del mondo. «La proprietà, che vede i figli dei fondatori già attivamente impegnati in azienda, dà molto spazio ai giovani, che partecipano in modo interattivo alle decisioni strategiche. Non è certo la prassi, per una piccola impresa a carattere familiare», commenta Paci, a cui è affidato il compito di contribuire allo sviluppo internazionale della società, che si sta spingendo verso una dimensione sempre più globalizzata e punta ai nuovi mercati, come la Russia e le altre province dell’ex-impero sovietico. «L’ultima consegna, uno scambiatore da 60mila euro, l’abbiamo fatta per un impianto in Turkmenistan». L’impegno richiesto per gestire questo tipo di commesse, dalla progettazione all’installazione sul posto, non è una cosa da poco, se si considera che Amarc è un’impresa da 25 addetti. Il segreto è proprio nella capacità, nella qualità e nella flessibilità del capitale umano. Anche di quello under 40…

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