Quando investire in formazione vuol dire fabbrica a «zero infortuni»

MONZA – Si può arrivare al livello zero di infortuni in un’azienda manifatturiera? E’ l’obiettivo puntato e raggiunto da Parigi Industry, una delle più importanti aziende produttrici di tubazioni flessibili per impianti di acqua, gas e petrolio. Quel tipico made in Italy che non si vede, fatto però di componenti e prodotti di altissima qualità che fanno funzionare sistemi e strutture. L’azienda brianzola, nata negli anni Cinquanta a Milano e oggi operativa nei due stabilimenti di Monza e Soncino, è una realtà globalizzata che esporta il 65% dei suoi 30 milioni di euro di fatturato. Ma non si producono ogni anno 20 milioni di tubi flessibili senza una “squadra” di assoluta affidabilità, come conferma la manager Laura Parigi, esponente della seconda generazione della famiglia proprietaria: « Nel 2011 abbiamo investito fortemente in una formazione continua di sicurezza e qualità dei processi che coinvolgono i nostri 130 dipendenti, oltre a una formazione linguistica diffusa e a una ridefinizione dei ruoli con un più opportuno utilizzo di policy aziendali. I punti di eccellenza dell’attività formativa sono stati l’implementazione del sistema 5S (di ispirazione giapponese, n.d.r.) nei reparti produttivi, un primo approccio alla programmazione neurolinguistica per i manager e il programma Dpi (to develop people internationally) per gli junior area manager, per migliorare la gestione delle attività di internazionalizzazione». Davvero sorprendenti i risultati ottenuti, che hanno valso all’azienda il Premio “Dal dire al fare 2011” promosso da Assomec: «abbiamo completamente eliminato gli infortuni sul lavoro in entrambe le sedi e abbiamo ridotto la percentuale di scarto dal 2,5% allo 0,5% sulle macchine di assemblaggio e trecciatura, oltre a un maggior coinvolgimento e motivazione da parte dei collaboratori».

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