Quelle pellicole per cialde di cui la Nestlé non può fare a meno

BRENNA – «La Nestlé effettua controlli accuratissimi nel nostro stabilimento, in termini di pulizia e di equità nel trattamento uomo/donna, ed ogni volta ci conferma la propria fiducia rinnovando gli ordini, che di anno in anno stanno crescendo. L’apprezzamento che questo cliente, per noi di primaria importanza, ci dimostra, è un costante stimolo a implementare ulteriormente la nostra tecnologia per poter garantire lo standard di servizio e prodotto richiesti». E’ con orgoglio che Mariateresa Radice, socio fondatore con il marito Massimo, parla della sua azienda, nata 30 anni fa, che si è specializzata nella micro e macro perforazione di films plastici destinati principalmente al confezionamento di prodotti agro-alimentari. La ditta occupa attualmente 48 dipendenti e fattura circa 12 milioni di euro, di cui circa il 50% all’estero. Il motivo? «Il mercato italiano sta molto soffrendo in questi ultimi anni – ci spiega la signora Radice – Molti dei nostri clienti sono falliti; abbiamo assistito alla scomparsa dal mercato di importanti clienti storici, travolti da questa crisi senza fine. Per questo motivo abbiamo deciso di dedicare le nostre energie nell’ampliamento della nostra presenza all’estero, zona Euro ed aree mediterranee, dove la crisi è meno sentita». Nonostante la congiuntura economica negativa la Corapack ha continuato ad investire: «da pochi mesi è stato terminato un ampliamento del sito produttivo che ha permesso di rendere più efficiente il passaggio dei materiali dal deposito materie prime all’area di produzione vera e propria per infine affluire al deposito prodotti finiti e destinati alla consegna. Da circa due anni, poi, operiamo anche in India attraverso una joint venture con una ditta locale, che si è posta l’obiettivo di diversificare la produzione. E’ un’altra avventura: il mercato di sbocco non è ancora pronto e il lavoro va a rilento – confessa Radice – ma esiste interesse e nei prossimi anni ci aspettiamo grandi soddisfazioni». E’ stata inoltre internalizzata una nuova linea di lavorazione, che veniva prima realizzata in outsourcing, e che ha richiesto l’assunzione di ulteriore personale, consentendo però un maggior controllo e cura del prodotto finito. La Corapack riserva particolare attenzione al personale dipendente: la gestione ad impronta familiare ha sempre considerato i collaboratori come preziosi strumenti, indispensabili per l’ottimizzazione del ciclo produttivo, e come tali, degni di rispetto e di considerazione. Tutto questo fa di Corapack un’azienda che, pur nella sua contenuta dimensione, si distingue per l’oculata, prudente ma vincente gestione. Infine, la Corapack sta preparandosi per il passaggio generazionale, che si trova già in fase avanzata di attuazione. I soci fondatori, Massimo e Mariateresa, stanno un po’ per volta cedendo la gestione dell’azienda ai figli Fabrizio e Michele, i quali, con lo stesso entusiasmo e lungimiranza dei genitori, portano le loro idee innovative e l’energia necessaria per proseguire un cammino che, in questi ultimi anni, si è rivelato irto di difficoltà.

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