Undici imprenditori per una super squadra votata alla meccanica e all’edilizia

SARONNO – C’è quello che fa parapetti e inferriate artistiche e quello che lavora la lamiera con il taglio laser; c’è il produttore di carriponte e impianti di sollevamento e quello che piega a salda i tubi: ci sono undici aziende, tutte situate nell’hinterland a nord-ovest di Milano, che dopo due anni di incontri, tavoli di lavoro e discussioni davanti a una buona pizza hanno deciso di mettersi insieme e costituire il Gruppo Carpentieri Alto Milanese. Per quale ragione? Lo ha raccontato Marino Innocenti (a destra nella foto), titolare della Nuova Ocim e portavoce del gruppo, durante il primo Forum della meccanica organizzato a Saronno da alcune sedi locali della Compagnia delle Opere: «E’ un’iniziativa nata e cresciuta tra aziende anche concorrenti che, con grande semplicità e pazienza, hanno cercato e cercano di trovare un punto di sintesi. L’aspetto importante è che ha prevalso la fiducia rispetto alla concorrenza. Gli incontri preparatori si sono svolti nelle diverse aziende, per conoscere e condividere l’eccellenza, le dotazioni tecniche, le possibilità operative di ciascun membro del gruppo», che oltre a Nuova Ocim comprende Benito Mattiolo, CMG, DAV, Futura, Lacomet, Latorretta, Mazza Sollevamenti, Neofin, Officina Meccanica Selmo e Tecnofer. Tutte aziende impegnate nel settore della carpenteria, con produzioni e lavorazioni destinate sia all’edilizia sia alla meccanica. Che hanno messo in comune capacità produttive e visione di mercato per raggiungere obiettivi più ambiziosi. Quali? «Ora ci possiamo presentare insieme, come un soggetto unico e specializzato, con l’obiettivo di poter soddisfare anche richieste di grande sostanza tecnico-economica, proprio perché insieme possiamo “aggredire” un progetto in molti dei suoi aspetti. Abbiamo investito in un portale (http://carpenteria-metalmeccanica.it/) in cui è preponderante l’immagine di gruppo, che mette sul piatto una serie importante di competenze progettuali, know how, strumentazioni». Oltre alla fondamentale questione di aver trovato una modalità innovativa per approcciare un mercato quanto mai in crisi, la costituzione del gruppo ha risposto ad altre esigenze, forse ancor più rilevanti: «Abbiamo cominciato a scambiarci i preventivi, quando uno di noi non riesce a soddisfare un ordine, oppure a farci affiancare nel soddisfare una richiesta; spesso questo sistema fiduciario consente di dare una mano a chi è in difficoltà nel completare una commessa. E’ successo anche che chi aveva un po’ più di lavoro per se’ sia riuscito a girarne un po’ agli altri. Ma anche più in generale aver lavorato sull’idea del gruppo ci ha consentito di avere attenzione verso chi era più in difficoltà». Poi l’operare in gruppo ha comportato anche vantaggi pratici, ad esempio nel campo della formazione: «Diverse aziende avevano la necessità di fare formazione per poter conseguire alcune certificazioni, così abbiamo potuto attivare dei corsi in comune risparmiando una cifra consistente. Stiamo anche cercando finanziamenti per poter fare come gruppo i corsi per il rilascio dei patentini per saldatori», ha concluso Innocenti.

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