Viaggia sulle locomotive il nuovo business dei costruttori di caldaie a vapore

CASTELLETTO MONFERRATO – Sui vecchi treni a vapore si sono prodotte storie e girati film di ogni tipo: la Lucato Termica ci ha costruito una nicchia di eccellenza del suo business, focalizzato sulla produzione, installazione e manutenzione delle caldaie a vapore per uso industriale. L’azienda alessandrina, fondata nel ’58 da Antonio Lucato e oggi condotta dai figli Giordano e Tiziano, è l’unica impresa italiana a saper ricostruire le caldaie delle locomotive a vapore, quegli stupendi cimeli dell’ingegneria ferroviaria che per un paio di secoli hanno portato in giro per il mondo uomini e merci. «Oggi le vecchie locomotive, ripristinate nella loro piena potenza e sicurezza, vengono utilizzate per scopi turistici. In alcuni Paesi c’è un mercato molto importante, come ad esempio la Francia, dove operano 77 ferrovie turistiche con 150 locomotive a vapore ancora funzionanti. Da diversi anni riusciamo a sistemare una locomotiva all’anno, mettendo in campo una competenza e un know how tecnico unico in Italia»: Giordano e Tiziano Lucato, una passione per i treni fin da quando erano bambini, spiegano con orgoglio la chiave del successo che ha portato questa piccola realtà (una decina di addetti per un fatturato annuo intorno a 1,4 milioni di euro) a operare per le Ferrovie Nord Milano, le Ferrovie Appulo-Lucane, Le Ferrovie della Calabria, le Ferrovie della Sardegna, ma anche quelle francesi della Provenza e dell’ M.T.V.S. vicino a Parigi, per commesse che valgono mediamente dai 200mila ai 600mila euro a intervento: «La locomotiva arriva intera nella nostra officina, quindi la smontiamo, revisioniamo la parte meccanica e ripariamo la caldaia sostituendo anche le parti danneggiate con pezzi forgiati o fabbricati su misura, poi la riassembliamo, riverniciamo la carrozzeria e la rispediamo al cliente, che fa la corsa prova in loco solo perché noi non disponiamo di un paio di chilometri di binari per effettuare il test». Di imprese come la Lucato ce n’è una in Polonia, una nella Repubblica Ceca, due in Germania e un paio di Inghilterra: come si mantiene questa esclusività tecnologica? «Per fare questo lavoro servono passione ed esperienza, perché la ricostruzione di un pezzo meccanico, in molti casi senza alcun disegno tecnico da cui partire, è un’opera di ingegno artigianale. Noi ci appoggiamo anche a una rete di eccellenze artigiane locali, ad esempio una fonderia di Asti per le fusioni in bronzo dei cuscinetti e una torinese per la ghisa, uno specialista che sa realizzare le fasce elastiche dei pistoni, un altro artigiano di Tortona che fa delle torniture particolari per certi componenti, una ditta milanese esperta nella tornitura delle ruote. Qui nel nostro territorio c’è un mondo di competenze tecniche del tutto sconosciute, che attraverso la nostra attività riusciamo a valorizzare». Così per il 2013 il portafoglio ordini della Lucato Termica è già completo: a fine mese arriverà dalla Svizzera una grossa caldaia di una locomotiva del Club San Gottardo e dall’autunno, finanziamenti permettendo,  un’altra locomotiva dalla Francia.

Previous Story

Passaggio generazionale riuscito per gli specialisti degli analizzatori di liquidi

Next Story

BANCA ETRURIA: l’oro come alternativa in tempo di crisi

Latest from Segnali di ripresa