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A Bagni di Lucca la Cer genera condivisione e attrazione territoriale

Nel territorio montano di Bagni di Lucca, poco più di 5.500 abitanti, il percorso verso una comunità energetica rinnovabile si confronta con le sfide tipiche dei piccoli comuni: numeri contenuti, complessità normativa e tempi amministrativi spesso lunghi. Eppure, tra interesse diffuso, primi investimenti nel fotovoltaico e una crescente attenzione alla sostenibilità, il progetto prende forma grazie a una visione condivisa tra amministrazione e territorio. L’assessora all’Ambiente Priscilla Valentino e l’agronoma Pamela Giani raccontano il percorso avviato, tra opportunità, criticità e prospettive future.

Priscilla Valentino, assessora Ambiente ed Energie rinnovabili del Comune di Bagni di Lucca

Quando il tema della transizione energetica e il progetto di una Cer sono entrati nell’agenda politica della vostra amministrazione?

Valentino:«Sono stata eletta nel 2022 come assessora all’Ambiente e alle Energie rinnovabili. Già alla fine dello stesso anno abbiamo avuto l’opportunità di conoscere il tema delle comunità energetiche e abbiamo iniziato ad approfondirlo. Direi quindi che sin dall’inizio del 2023 il tema è entrato stabilmente nell’agenda politica ed è diventato oggetto di studio e interesse da parte dell’amministrazione».

In che modo la cittadinanza, le imprese e le associazioni hanno condiviso questo percorso?

Valentino:«Nel primo anno abbiamo organizzato due incontri pubblici. C’era molto interesse, ma in quel momento mancavano ancora riferimenti normativi chiari, in particolare i decreti attuativi. La cittadinanza ha partecipato con attenzione, ma successivamente abbiamo dovuto mettere temporaneamente in stand-by il primo progetto, perché non c’erano numeri sufficienti, soprattutto tra le aziende produttrici. Oggi l’interesse c’è ancora, ma dobbiamo fare i conti con le dimensioni del nostro territorio: non siamo una realtà industriale e i numeri sono ancora contenuti. Abbiamo comunque due o tre aziende interessate, ma la base è ancora in fase di consolidamento».

Come è nata la collaborazione con Albatros?

Valentino: «La scelta è nata guardando esperienze vicine a noi, in particolare quella del Comune di Villa Basilica. Mi sono confrontata con il sindaco Ballini e ho visto che lì Albatros stava portando avanti un progetto importante di comunità energetica. Da quel confronto abbiamo deciso di prendere contatti e avviare una collaborazione con loro».

Quale supporto avete ricevuto per affrontare gli aspetti tecnici, amministrativi e giuridici?

Pamela Giani, agronoma del Comune di Bagni di Lucca

Giani:«Il supporto è stato completo e direi indispensabile. Nei piccoli comuni è difficile avere competenze specialistiche su temi così complessi. Albatros ci ha aiutato sia dal punto di vista tecnico sia nella pianificazione: dalla costruzione di una timeline con scadenze e adempimenti, fino agli aspetti strategici, come quando coinvolgere la popolazione e come comunicare il progetto. Spesso negli uffici comunali le urgenze quotidiane rischiano di assorbire tutte le energie. Avere un supporto esterno qualificato ci ha permesso di mantenere il focus su un progetto importante per il futuro del territorio. Senza questo supporto sarebbe stato molto difficile portarlo avanti».

Quali sono i punti di forza della vostra Cer?

Valentino:«Il nostro territorio è piccolo e presenta una particolarità tecnica: abbiamo due cabine primarie, quindi in una prima fase possiamo lavorare solo su una parte del territorio. Detto questo, negli ultimi anni sono stati fatti diversi investimenti nel fotovoltaico: molti cittadini hanno installato impianti sui tetti e potrebbero entrare nella Cer come produttori, beneficiando degli incentivi del GSE. Parallelamente abbiamo due aziende energivore che potrebbero contribuire come grandi consumatori. Anche se i numeri sono contenuti, possiamo comunque mettere insieme interessi diversi e costruire una base solida».

Come immaginate la distribuzione dei benefici economici?

Valentino:«Non ci siamo ancora soffermati in modo definitivo su questo aspetto, ma l’idea è trovare un equilibrio. Da un lato, riconoscere un beneficio a chi ha investito negli impianti; dall’altro, destinare una parte delle risorse al sostegno del tessuto sociale. Pensiamo, per esempio, al coinvolgimento di associazioni come Auser o Croce Rossa, oppure al supporto per le fasce più fragili della popolazione, come gli utenti degli alloggi popolari».

Volete aggiungere qualcosa?

Giani:«Un aspetto importante riguarda i tempi. Parliamo di Cer da circa tre anni e non è sempre facile spiegare all’esterno la complessità dei passaggi burocratici e normativi. Se i tempi si allungano, si rischia di perdere l’entusiasmo iniziale dei cittadini. È fondamentale riuscire a comunicare che non si tratta di mancanza di volontà, ma di un percorso complesso che richiede tempo. Allo stesso tempo, registriamo un interesse crescente, anche da parte di persone che si trasferiscono nel territorio: spesso sono loro a chiedere informazioni su come aderire alla comunità energetica. Questo dimostra che esiste una sensibilità ambientale che si sviluppa anche spontaneamente».

Valentino:«Condivido pienamente. Uno degli aspetti più delicati è proprio quello della fiducia: all’inizio c’è stato un grande entusiasmo – alla prima assemblea pubblica avevamo circa 80 partecipanti – ma poi, con il rallentamento dovuto ai tempi normativi, il coinvolgimento si è ridotto. Ora è fondamentale dimostrare che il progetto esiste, è concreto e viene portato avanti con competenze adeguate. In questo senso, il supporto di Albatros sarà determinante».

Arianna Pinton

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