ASSOBIOTEC: vale 7,7 miliardi l’innovativa industria italiana delle biotecnologie

ROMA – «Investire nell’innovazione biotecnologica per tornare a crescere, creare occupazione qualificata e competere nei mercati internazionali»; è questo il messaggio che arriva dall’assemblea annuale di Assobiotec, l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie che riunisce, nell’ambito di Federchimica, più di 140 associati tra imprese e parchi scientifici e tecnologici. «Uno studio dell’Università di Berkeley, in California –– dichiara Alessandro Sidoli, presidente di Assobiotec – dimostra come investire in innovazione abbia importanti ricadute a livello occupazionale: per ogni nuovo posto di lavoro creato nei settori innovativi, se ne generano 5 nell’indotto, a fronte di un rapporto di 1 a 1,6 nei settori tradizionali». Nel fare il punto sullo stato del settore, Sidoli ha ricordato che «esiste in Italia, nel biotech, una realtà industriale estremamente dinamica e competitiva, che si è dimostrata capace di crescere nonostante la crisi globale. Serve ora un piano strategico per le biotecnologie, indispensabile per permettere al Paese di primeggiare nell’alta innovazione». Sidoli ha presentato il quadro del settore tracciato dal Centro Studi di Assobiotec nel BioInItaly Report 2015: 384 imprese, di cui 251 (225 italiane) imprese pure biotech (imprese totalmente dedicato al biotech),  oltre 7,7 miliardi di euro di fatturato, investimenti in R&S superiori a 1,5 miliardi di euro, 7300 addetti alla R&S. «Con un’incidenza media degli investimenti in R&S sul fatturato del 19% – che sale al  31%  per le pure biotech italiane – l’industria biotech si conferma essere uno dei comparti a più elevata intensità di innovazione». L’assemblea di Assobiotec è stata anche l’occasione per la cerimonia di consegna dell’annuale Assobiotec Award, assegnato alla scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo.

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