CFI: l’alleanza delle centrali cooperative ha generato quasi mezzo miliardo di euro di capitale nelle imprese

ROMA – «Trent’anni di lavoro ricreato sul territorio. è quanto ha fatto la legge Marcora grazie alla quale sono rinate imprese capaci di stare sul mercato, in grado di resistere anche negli anni più duri della crisi». Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, intervenendo al convegno “Quando il lavoro si riprende il lavoro”, a Palazzo della Cooperazione a Roma. Secondo i dati presentati nel corso del convegno, infatti, se tra il 2007 e il 2013 il tasso di sopravvivenza delle imprese italiane è stato pari al 48,30%, per quelle con partecipazioni da parte di Cfi il dato è salito all’87,16%. Negli ultimi anni, tra il 2007 e 2013, con un capitale a disposizione di 84 milioni di euro CFI – società finanziaria promossa dalle centrali cooperative Agci, Confcooperative e Legacoop che sostiene l’imprenditorialità cooperativa investendo nel capitale delle imprese – ha generato 473 milioni, con un ritorno economico per lo Stato fino a 6 volte il capitale impiegato, salvando e promuovendo oltre 13mila posti di lavoro con un investimento medio per addetto di 13.200 euro. In totale, il 41% degli investimenti è stato realizzato al Sud, il 31% al Centro e il 28% al Nord, quadruplicando tra il 2013 e il 2014 le risorse messe a disposizione per le operazioni di workers buy out. «Un nuovo modo di guardare al lavoro a partire dalla migliore tradizione industriale italiana cogliendone le potenzialità innovative», ha evidenziato il sottosegretario De Vincenti. «Uno strumento efficace perché non basato sull’assistenzialismo, ma sulla promozione dell’imprenditorialità fondata sulla partecipazione, aiutando il Paese a rimettersi in piedi con le proprie risorse». «La trentennale esperienza della Legge Marcora – ha dichiarato il presidente dell’Alleanza, Rosario Altieri, aprendo i lavori – dimostra la validità di questo strumento, la cui gestione è affidata a CFI, struttura unitaria sin dalle origini in quanto costituita per iniziativa delle tre Centrali cooperative oggi riunite nell’Alleanza. I risultati registrati nel tempo evidenziano l’efficacia degli interventi attuati e l’ampliamento della platea dei beneficiari, oltre che delle fattispecie per le quali è possibile ricorrere al Fondo rotativo, ha opportunamente consentito di agire sul doppio binario, da un lato, del recupero delle imprese in crisi e, dall’altro, del supporto ai progetti strategici di sviluppo, consolidamento e riposizionamento di quelle esistenti. È quindi evidente – ha concluso Altieri – quanto la Legge Marcora sia stata finora importante per il movimento cooperativo e quanto, forse ancor più, possa esserlo nell’attuale contesto, nel quale la perdurante crisi rende più frequenti i casi di cessazione d’azienda – con le conseguenti iniziative volte alla salvaguardia dell’occupazione attraverso le operazioni di workers buy out – e più pressanti le esigenze di rilancio competitivo delle realtà più solide».

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