Dalle scatole agli eco-arredi: le insospettabili e molteplici vite del cartone

CARATE BRIANZA – Stuzzichini, cocktail, tanta gente e buona musica live. Si direbbe la perfetta ambientazione per un aperitivo domenicale in centro città, ed invece è l’atmosfera che ha accolto le decine di visitatori accorsi alla sede dello Scatolificio Camossi ai primi di marzo, per l’inaugurazione del nuovo marchio dell’azienda, la SC Ecodesign. Fondato da Paolo Camossi a Carate Brianza nel 1966, lo Scatolificio Camossi è sempre stata una realtà a conduzione familiare attiva nella produzione di imballaggi in cartone ondulato. In seguito alla scomparsa di Paolo, avvenuta nel 2008, la gestione è passata alla figlia Laura, la quale ha dovuto subito affrontare, insieme alla madre Nadia, il periodo più buio della storia dell’impresa. Trasferitasi da poco nel caratese, la ditta – che dà lavoro a 11 dipendenti e ha registrato nel 2013 un fatturato di 1,2 milioni di euro- ha avviato un deciso piano di rilancio e ha recentemente affiancato al suo tradizionale ambito di attività il nuovo brand SC Ecodesign, che realizza mobili e oggettistica in cartone riciclato, principalmente per l’interior design. «La nostra intenzione è di inseguire il trend della praticità, della eco-sostenibilità, del biologico, del riciclabile. Insomma, di tutto ciò che è green e ha a che fare con la natura», sostiene Laura Camossi. «La pasta di cellulosa è un materiale duttile, con cui si può progettare qualsiasi cosa, dalle sedie alle grucce, dai tavoli ai cestini, dalle cantinette portabottiglie alle panche». Ma l’ostacolo da superare è l’apprensione iniziale: «chi guarda i nostri prodotti è incuriosito, ma ha anche timore che non reggano il loro peso. In realtà non c’è pericolo e i prodotti garantiscono tutte le prestazioni in sicurezza, perché le nostre sedie sono testate per sopportare fino a un peso di 140 chilogrammi, le panche addirittura 300». Durante l’happy hour gli ospiti hanno potuto scoprire e apprezzare le numerose creazioni dell’architetto Alberto Pirelli, la “mente” che sta dietro al design di questi originali prodotti. «Oltre al fatto che sono tavole di cartone ad incastro, senza viti, facilissime da montare le une con le altre, la rinuncia ad ogni trattamento chimico non causa nessun problema di smaltimento», puntualizza l’architetto, che sintetizza così: «più che costruire prodotti, proponiamo uno stile di pensiero». L’azienda madre punta parecchio sul nuovo business: ne è testimonianza lo stesso evento di presentazione e il fatto che la SC Ecodesign manterrà un bilancio separato. La sua produzione sarà destinata, per il momento, ad ambiti molto ristretti: «siamo concentrati prevalentemente su due binari: da un lato l’arredamento di scuole primarie e secondarie per fare divertire i bambini, dall’altro l’azienda punterà su allestimenti di locali, lounge bar, temporary shop, enoteche e servizi catering», svela la Camossi. Per avere successo, tuttavia, è necessaria una riflessione sulle strategie di marketing: «Stiamo pensando di presentarci a diverse fiere – conclude l’amministratrice – non solo in Italia ma anche all’estero, come Germania, Inghilterra e Scandinavia, Paesi in cui il concetto di eco-compatibilità è molto sentito. Perché non basta fare cose belle, bisogna farle conoscere!». 

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