Dario Ferrari, architetto e presidente di Distretto 33, il consorzio che riunisce enti e imprese lungo l’asse del Sempione, da Milano al confine svizzero, racconta il ruolo del Distretto nello sviluppo territoriale e gli obiettivi della collaborazione con Albatros per la promozione delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer).
Presidente Ferrari, qual è il ruolo di Distretto 33 nello sviluppo del territorio?
«Distretto 33 nasce in occasione di Expo Milano 2015 e opera lungo tutto l’asse del Sempione, un territorio strategico che collega Milano al centro Europa attraverso il Passo del Sempione. Il nostro obiettivo è favorire progetti di sviluppo territoriale mettendo in rete istituzioni, imprese e competenze. Nel quadro dell’accordo con Albatros ci occupiamo di promuovere la costituzione di comunità energetiche rinnovabili nei comuni con cui collaboriamo da anni. In queste settimane, ad esempio, stiamo dialogando con il Comune di Verbania per presentare il progetto “La Tua Cer”, la fondazione promossa da Albatros. Analoghe attività sono state avviate a Rho, Pero, Bareggio, Cusago e in altri centri del territorio. In questo senso Albatros rappresenta per noi un partner strategico: grazie alla sua esperienza nazionale possiamo affiancare le amministrazioni locali sia nei progetti di efficientamento energetico sia nella costituzione vera e propria delle comunità energetiche. Un esempio concreto è la Cer di Lainate, alla cui realizzazione hanno contribuito anche consulenti che collaborano con il nostro Distretto».

Come funziona concretamente la collaborazione con Albatros?
«Distretto 33 nasce per creare opportunità di lavoro e sviluppo per le imprese aderenti. L’accordo con Albatros si inserisce perfettamente in questa missione. Albatros dispone di una struttura organizzativa nazionale e necessita di partner qualificati sul territorio per la realizzazione dei progetti. Quando noi sviluppiamo contatti con amministrazioni comunali o realtà imprenditoriali e favoriamo l’avvio di una Cer, possiamo successivamente coinvolgere le aziende del nostro network nelle attività operative: installazione di impianti, servizi Esco, interventi di efficientamento energetico e opere collegate alle comunità energetiche. In questo modo si genera un beneficio diffuso: i territori accedono a nuove opportunità energetiche e le imprese locali possono partecipare concretamente alla realizzazione dei progetti».
A che punto siamo oggi nella diffusione delle Cer sul territorio?
«La situazione è in continua evoluzione. Mi auguro che le scadenze previste per gli incentivi e le agevolazioni possano imprimere una forte accelerazione ai progetti. Abbiamo osservato una differenza significativa tra le Cer promosse da soggetti privati e quelle che coinvolgono direttamente le amministrazioni comunali. Nel caso delle imprese, come accaduto a Lainate, i processi decisionali sono più rapidi e consentono di arrivare alla costituzione della comunità energetica in tempi relativamente brevi. Per i Comuni, invece, il percorso è spesso rallentato dalla complessità burocratica. Può accadere che un dirigente con cui si è già impostato il progetto venga trasferito e che l’intero iter debba ripartire da capo. Inoltre molte amministrazioni preferiscono procedere attraverso manifestazioni di interesse o bandi pubblici per garantire la massima trasparenza. Attualmente stiamo lavorando con circa una decina di realtà territoriali. Se da un lato abbiamo già ottenuto risultati concreti con il mondo imprenditoriale, dall’altro siamo in una fase di attesa e accompagnamento nei confronti delle amministrazioni pubbliche, che continuiamo a sensibilizzare sulle opportunità offerte dalle Cer e dagli strumenti di incentivazione disponibili».
Il quadro normativo favorisce questo percorso?
«La normativa è certamente migliorata nel tempo, ma continua a essere caratterizzata da frequenti aggiornamenti che generano incertezza. Molti incentivi prevedono finestre temporali limitate e risorse che non sempre risultano sufficienti rispetto alla domanda. Inoltre le direttive europee richiedono tempi di recepimento e applicazione che possono creare ulteriori complessità operative. Oggi guardiamo con attenzione alle nuove risorse che l’Europa sta destinando alle politiche ambientali. La vera sfida sarà tradurre questi fondi in strumenti concreti e facilmente accessibili per enti locali, imprese e cittadini che vogliono investire nelle comunità energetiche. Su questi aspetti Albatros svolge un ruolo importante, grazie al dialogo costante con ministeri e istituzioni nazionali, mentre noi ci occupiamo soprattutto di trasferire queste opportunità sul territorio e di accompagnare gli stakeholder locali nel percorso di sviluppo».
Quale ruolo gioca il Milano Innovation District (Mind) nelle vostre strategie?
«Mind rappresenta un elemento centrale della nostra visione. Distretto 33 ha una forte presenza all’interno del Milano Innovation District, il grande ecosistema dell’innovazione nato sull’area che ha ospitato Expo 2015. Proprio qui abbiamo organizzato alcuni dei nostri eventi più recenti, coinvolgendo partner come Albatros, Edison e altri operatori impegnati nei temi dell’energia e della sostenibilità. Mind è molto più di una semplice sede: è un acceleratore di idee e progetti. Ospita realtà di eccellenza come Human Technopole, il nuovo ospedale Galeazzi, le future facoltà scientifiche dell’Università Statale di Milano e numerosi centri di ricerca di rilevanza internazionale. Ogni iniziativa che trova spazio in questo contesto beneficia di una straordinaria visibilità. Per questo intendiamo promuovere anche i progetti legati alle comunità energetiche attraverso eventi e convegni ospitati a Mind, creando una cassa di risonanza capace di amplificare le opportunità per tutto il territorio del Sempione e oltre.
Arianna Pinton




