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La rivoluzione dei “mercati verticali” per la leader italiana della logistica

SCANDICCI – Dal cuore della Toscana al globo intero, con più di 200 uffici operativi su tutti i mercati, per mettere a disposizione dell’industria e del commercio internazionale i servizi logistici più avanzati ed efficienti, al servizio dei flussi di importazione ed esportazione della produzione manifatturiera: è la mission di Savino del Bene, la più importante società italiana di spedizioni e tra le prime 25 compagnie del settore a livello mondiale. Fondato oltre un secolo fa a Firenze, oggi Savino del Bene è un gruppo aggregato di diverse società della logistica, che muove un giro d’affari annuo di quasi 1 miliardo di euro, operando in tutto il mondo con attività di spedizione via mare (75% dei ricavi), via aerea (25%) e su gomma (5%). Un sistema che funziona ogni giorno senza limiti di tempo o di spazio, grazie all’impegno quotidiano di oltre 2.900 addetti, l’autentico punto di forza del gruppo. «Savino Del Bene è una società di spedizioni internazionali che fornisce soluzioni logistiche integrate e personalizzate. Con un team di professionisti a disposizione in ogni momento e luogo, siamo in grado di adattarci alle esigenze dei singoli mercati attraverso la nostra presenza capillare e la conoscenza di norme e regolamenti locali», spiega il direttore generale Fabio Nocentini. Dal 2008, anno della crisi economica globale che ha causato una significativa riduzione dei volumi delle merci trasportate nel mondo, la società ha avviato un processo di riorganizzazione interna e ridefinizione del business. Il risultato è stato una crescita vertiginosa che ha quasi raddoppiato il fatturato, aumentato l’occupazione e portato il gruppo a competere direttamente con i grandi player mondiali sui mercati più importanti. L’offerta di servizi integrati e flessibili – garantiti dalla conformità alle più rigorose certificazioni internazionali del trasporto marittimo e aereo – si avvale del rapporto di fornitura con i maggiori vettori in ambito navale (Maersk Line, Mediterranean Shipping Company, CMA-CGM Group…) e aereo (Cargolux, Alitalia, Air France, Lufthansa, American Airlines, Air China solo per citarne alcune), proprio con l’obiettivo di poter coprire e raggiungere qualunque destinazione mondiale. Un dipartimento di information technology all’avanguardia, oggetto di investimenti continui, supporta il modello organizzativo e garantisce programmi di logistic supply chain  per soddisfare specifiche esigenze della clientela, che opera in settori produttivi anche molto differenziati. La nuova strategia dei “vertical markets” ha rappresentato una svolta innovativa per la compagnia. «Abbiamo costruito e addestrato dei team di lavoro dedicati per ognuno dei diversi settori manifatturieri che serviamo, in particolare automotive, macchine e impianti, oil & gas, fashion e tessile, alimenti freschi e conservati, farmaci, marmo e ceramiche. In questo modo mettiamo a disposizione dei nostri clienti, soprattutto quelli in corso di acquisizione, un interlocutore che ha la più profonda conoscenza degli aspetti tecnici, normativi e operativi connessi al trasporto e alla distribuzione di quello specifico tipo di prodotti». Dall’Italia, un Paese produttore ed esportatore per il quale Savino del Bene gestisce il 25% di tutte le spedizioni di prodotti manifatturieri, la presenza del gruppo toscano a livello mondiale si è via via ramificata attraverso la costituzione di uffici commerciali e centrali logistiche di stoccaggio e smistamento: «Oggi le aree geografiche di maggior rilevanza per le nostre attività sono l’Europa, le Americhe e l’Asia. Si stanno aprendo scenari molto importanti per l’Africa che, una volta superate le situazioni di rischio a causa di conflitti o turbolenze sociali, diventerà uno dei continenti di maggior sviluppo per il settore della logistica», aggiunge Nocentini. «In questo senso i nostri prossimi step saranno focalizzati sul consolidamento della posizione di mercato e sul rafforzamento delle strutture operative nei diversi continenti, oltre che sulla penetrazione in aree emergenti».

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