Milano guida la classifica dei brevetti in campo energetico

C’è chi brevetta convertitori di energia marina ma anche generatori eolici che sfruttano i movimenti d’aria del traffico ferroviario o veicolare e cassoni che assorbono l’energia delle onde per trasformarla in energia elettrica. C’è chi trasforma i rifiuti urbani in combustibile chi ne crea uno vegetale dal mais. C’è chi perfeziona gli scaldaacqua e le caldaie domestici e crea dispositivi per recuperare calore da fluidi caldi o dai caminetti. Sono 2.650 le invenzioni brevettate in Italia riguardanti energia e calore, alcune permettono di produrne in modo più efficiente e “pulito”, altre a basso impatto ambientale, altre ancora fanno risparmiare in tempi di crisi. Di queste domande circa 2 su 5 sono state depositate a Milano (40,2%), il 12,3% a Roma e il 7,9% a Torino. Complessivamente le prime 4 province (Milano, Roma, Torino e Bologna) coprono oltre il 60% di tutti i brevetti del settore. Tra le tipologie il 44% riguarda migliorie e nuovi ritrovati da applicare al settore dell’industria dei combustibili, petrolio e gas e il 27% macchine motrici a liquidi, motori a vento e meccanismi per la produzione di energia meccanica. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Uimb (Ufficio italiano brevetti e marchi) sulle invenzioni depositate in Italia dal 1 gennaio 1980 al 6 marzo 2012. Una “produttività” che nasce anche grazie al notevole numero di imprese italiane del settore energetico: sono oltre 6.300 di cui un quinto attive in Lombardia, con una crescita del 31% rispetto al 2011.

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