Search
Close this search box.

“Modello Lainate”: dai tetti delle fabbriche energia e risorse per tutti

Un progetto nato dall’iniziativa degli imprenditori locali e destinato a diventare un modello replicabile di sviluppo sostenibile e solidarietà. C’è un aspetto delle Comunità energetiche rinnovabili che spesso passa in secondo piano. Non si tratta soltanto di produrre energia pulita o ridurre i costi in bolletta. La vera sfida è trasformare un’infrastruttura energetica in uno strumento di coesione sociale. È questa l’idea alla base della Cer promossa da ILAS – Imprenditori Lainatesi Associati – che in pochi mesi è riuscita a coinvolgere aziende, istituzioni e stakeholder locali in un progetto destinato a lasciare un segno sul territorio. A raccontarlo è Joseph Fiori, presidente dell’associazione dal novembre 2024: «L’obiettivo dell’associazione è tornare a essere un soggetto attivo per lo sviluppo di Lainate. Tutto ciò che facciamo deve avere una ricaduta concreta sulla collettività e sul territorio», spiega.

Un’associazione nata nel 1968 che guarda al futuro.

La storia di ILAS affonda le proprie radici negli anni del grande sviluppo industriale lombardo. L’associazione nasce nel 1968, quando il vicino stabilimento Alfa Romeo di Arese richiamava migliaia di lavoratori e gli imprenditori locali decisero di unirsi per tutelare e valorizzare il tessuto produttivo del territorio. Oggi quella realtà rappresenta circa sessanta aziende, con oltre 3.000 lavoratori e un fatturato complessivo che supera i due miliardi e mezzo di euro annui. Tra i soci storici figura anche il gruppo Perfetti Van Melle, nato proprio a Lainate e diventato nel tempo uno dei marchi italiani più conosciuti nel mondo. Negli ultimi anni ILAS ha avviato un percorso di rinnovamento, con l’obiettivo di interpretare le nuove esigenze delle imprese e affrontare temi come sostenibilità, innovazione e sviluppo condiviso.

Tre mesi per passare dall’idea alla realtà

Uno degli elementi più significativi del progetto è la rapidità con cui è stato realizzato. Tra settembre e dicembre 2025 si sono svolti tre tavoli tecnici che hanno portato, il 23 dicembre, alla firma dell’atto costitutivo della Comunità energetica presso la Sala Blu di Villa Litta. Un risultato tutt’altro che scontato in un settore dove procedure amministrative e complessità normative rallentano spesso i processi.«In soli tre mesi e tre incontri mirati con le aziende abbiamo firmato l’atto costitutivo. Abbiamo dimostrato che il pragmatismo industriale, quando sposa una visione chiara, può correre più veloce della burocrazia», sottolinea Fiori. Fin dalla fase iniziale hanno aderito otto imprese fondatrici, diventate nove nel corso dei primi mesi di attività.  

Il ruolo del Comune: collaborazione senza appesantimenti

«Uno degli aspetti più innovativi dell’iniziativa riguarda il rapporto tra settore privato e amministrazione pubblica.Il Comune di Lainate ha sostenuto il progetto sin dall’inizio, partecipando agli incontri preparatori e sottoscrivendo l’atto fondativo come soggetto istituzionale di riferimento. Tuttavia, la gestione operativa resta affidata alle imprese, garantendo rapidità decisionale e autonomia organizzativa. Una formula che consente di coniugare collaborazione istituzionale e capacità esecutiva, evitando sovrastrutture eccessivamente complesse.

Dall’energia condivisa nasce un fondo per la comunità

La vera particolarità del progetto emerge però quando si osserva il suo impatto sociale. Le aziende coinvolte dispongono già di importanti impianti fotovoltaici e producono quantità significative di energia rinnovabile. Grazie al meccanismo della Cer, l’energia non autoconsumata può essere condivisa tra i membri della rete, generando incentivi economici che non restano nelle singole aziende ma vengono reinvestiti sul territorio. Per questo è stato istituito il Fondo “ILAS Energia per Lainate”, alimentato dalla quota prevalente degli incentivi derivanti dall’energia condivisa. Le risorse saranno destinate a progetti di interesse collettivo: sostegno alle situazioni di vulnerabilità, interventi ambientali e di forestazione urbana, iniziative dedicate ai giovani, percorsi formativi e progetti per la sicurezza urbana. È quello che Fiori definisce un nuovo modello di “mecenatismo energetico”.«Tra i primi aderenti ci sono grandi gruppi industriali che partecipano senza alcun interesse economico diretto. Mettono a disposizione i propri consumi per massimizzare le risorse che confluiranno nel fondo destinato alla città. È la dimostrazione che la responsabilità verso il territorio viene prima di tutto».  

Una visione che guarda al 2029

Oggi la Cer ILAS muove già circa 34 milioni di kWh di consumi annuali e dispone di una significativa capacità produttiva da fonte fotovoltaica, ma la prospettiva è ancora più ambiziosa. Nei prossimi anni il progetto punta ad ampliare progressivamente la partecipazione, coinvolgendo nuove imprese e, successivamente, anche le famiglie del territorio attraverso servizi di supporto dedicati. L’obiettivo dichiarato è arrivare entro il 2028 all’installazione di 100.000 metri quadrati di nuovi impianti fotovoltaici, generando fino a 15 milioni di kWh di energia pulita aggiuntiva ogni anno. Secondo le stime, il sistema potrebbe contribuire a evitare circa 7.500 tonnellate di emissioni di CO₂ all’anno e generare oltre 600.000 euro di risorse annuali da reinvestire in progetti per la comunità.  

Una sostenibilità che diventa concreta

Per Joseph Fiori la Cer rappresenta anche una risposta alle nuove sfide della sostenibilità aziendale.«Oggi le imprese sono chiamate a dimostrare concretamente il proprio impegno ambientale. Una comunità energetica consente di farlo attraverso un modello che riduce il consumo di risorse tradizionali e valorizza l’energia rinnovabile, creando allo stesso tempo benefici condivisi per il territorio». È questa forse la lezione più interessante del progetto di Lainate: la transizione energetica può diventare molto più di una questione tecnica. Può trasformarsi in un motore di sviluppo locale, capace di generare valore economico, ambientale e sociale allo stesso tempo. E proprio in questa capacità di mettere insieme imprese, istituzioni e cittadini potrebbe risiedere il vero significato del cosiddetto “Modello Lainate”.

Arianna Pinton

Categories

Archivi

Ultimi Post