L’Europa accelera sull’adozione delle pompe di calore, mentre l’Italia continua a muoversi a un passo molto più lento. Nei 16 principali Paesi europei, il parco installato è passato da 26,1 milioni di unità nel 2024 a 28,2 milioni nel 2025, con una crescita di circa l’8% in un solo anno: un’espansione che conferma come la pompa di calore stia diventando una tecnologia strutturale nel mix energetico europeo. Secondo un’indagine di EHPA (European Heat Pump Association), Il divario tra i Paesi del Nord e il resto d’Europa resta però marcato: la Norvegia guida con 662 pompe di calore ogni 1.000 abitazioni, seguita da Finlandia (548), Svezia (509) e Danimarca (229). L’Italia si ferma a 184 unità, superando di poco la Svizzera (179) ma restando molto distante dalla Germania (63) e soprattutto dal Regno Unito (24). Eppure, anche nei Paesi più freddi, la tecnologia si dimostra pienamente operativa: a Oslo, nel 2025, si sono registrate temperature minime di –14,2 °C e –13,1 °C, mentre nello stesso periodo Milano ha toccato valori non inferiori a –7 °C. La distanza si conferma anche sul fronte delle vendite annuali per 1.000 abitazioni: Norvegia 43,8, Finlandia 36,2, Svezia 33,5. L’Italia, con 16,3, si mantiene in linea con Francia (16,4) e Paesi Bassi (16,6), ma ancora lontana dai livelli dei Paesi che stanno guidando la transizione. La competitività economica della pompa di calore, inoltre, resta fortemente legata al rapporto tra prezzo dell’elettricità e del gas: la tecnologia risulta particolarmente conveniente quando il costo dell’elettricità è inferiore a 1,5 volte quello del gas, mentre oltre 3,5 volte il vantaggio economico si riduce sensibilmente.

È in questo scenario che CNA Milano, con la condivisione e il supporto di CNA Nazionale, rilancia il proprio programma nazionale dedicato alla formazione degli installatori e all’accompagnamento delle imprese, confermando che la chiave non è solo la tecnologia, ma la qualità della progettazione, dell’installazione e della gestione degli impianti. Quest’anno il progetto si estende a livello nazionale, coinvolgendo tre poli formativi: l’Accademia degli Impiantisti di Busto Arsizio, l’Accademia di Forlì e quella di Roma. La nuova edizione prevede tre eventi e webinar tecnici gratuiti e un percorso pratico in presenza che permetterà ad altri 60 installatori di accedere a corsi fisici avanzati. Una risposta concreta alla necessità crescente di professionalizzare la filiera, in un contesto in cui le pompe di calore richiedono competenze tecniche molto più sofisticate rispetto alla caldaia tradizionale: «La transizione energetica e il risparmio energetico non si fanno con gli slogan, ma con le competenze. CNA vuole accompagnare installatori e imprese in un percorso concreto, fatto di formazione, casi reali e soluzioni applicabili», afferma Matteo Maria Reale, presidente CNA Milano. «Le pompe di calore sono una tecnologia matura, ma richiedono professionalità e progettazione: senza qualità non c’è vero cambiamento. Per questo nel 2026 abbiamo scelto di ampliare il progetto a livello nazionale, perché il futuro passa dalla preparazione dei tecnici e dall’informazione alle imprese». Le analisi tecniche più recenti evidenziano un punto cruciale: la pompa di calore è una tecnologia altamente efficiente, ma non tollera errori di progettazione, installazione o utilizzo. La potenza diminuisce con il calo delle temperature esterne, l’efficienza peggiora se la temperatura di mandata è troppo elevata, e molti utenti non sono abituati a gestire un impianto che funziona in modo diverso dalla caldaia, specie nei giorni più freddi.




