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Sarà un’opera “made in Brianza” il padiglione estone a Expo 2015

MONZA – Il Padiglione estone a Expo 2015 è “Made in Brianza”: una cordata composta da sette imprese brianzole, guidata da Redaelli Costruzioni, ha firmato il contratto come general contractor per il Padiglione della Repubblica d’Estonia alla presenza di Andres Kask, vice commissario del Padiglione estone. «Oggi vediamo i frutti di un lavoro importante fatto per le nostre imprese», ha dichiarato Massimo Manelli, responsabile del tavolo di coordinamento di Brianz@Expo2015. «L’associazione è vincente soprattutto dal punto di vista della formula che ha privilegiato il business  e i contatti con i Paesi stranieri. Su 30 padiglioni self built – ha proseguito il direttore Manelli – che hanno effettivamente iniziato i lavori, siamo presenti in 11: è un risultato lusinghiero, il cui valore risalta ancora di più se si tiene conto dei tanti colossi internazionali della progettazione e delle costruzioni che sono scesi in campo per vincere commesse». Brianz@Expo, l’associazione business oriented che vede come capofila la Camera di commercio di Monza e Brianza, in un anno dalla sua nascita ha già favorito incontri tra circa 150 imprese brianzole e più di  una ventina di commissari, vicecommissari e responsabili dei Padiglioni dei Paesi che parteciperanno ad Expo 2015.  In particolare, grazie all’attività di promozione svolta con Vento & Associati, nel corso del 2014, il Sistema Brianza è stato presentato alle delegazioni Paese di Angola, Argentina, Austria, Brasile, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Estonia, Federazione Russa, Lettonia, Repubblica Ceca, Romania, Stati Uniti, Svizzera, Ungheria e inoltre alla delegazione CNH Case New Holland Agricolture del Gruppo FCA. Oltre una decina di aziende brianzole sono coinvolte nei lavori di realizzazione di undici padiglioni self built. Angola, Israele e Malesia hanno affidato la realizzazione degli impianti meccanici e di condizionamento dei Padiglione Paese alla Meregalli Impianti. Per conto del Padiglione austriaco la Redaelli Costruzioni, come sub contractor, ha realizzato gli scavi e le fondamenta oltre alle infrastrutture di smaltimento, le predisposizioni impiantistiche e le finiture interne. Mentre per l’Ungheria, sempre come sub contractor, la Redaelli Costruzioni ha ricevuto l’incarico per la realizzazione delle opere di chiusura dell’involucro edilizio e delle opere di finitura interna. Il Bahrein, primo Stato ad aver concluso i lavori, ha affidato a Restaura di Vimercate l’intera costruzione del padiglione. Per il padiglione della Cina, la Teaco ha curato la realizzazione degli impianti e per il Padiglione di China Vanke, l’azienda Tre-P&Tre-Più ha fornito le porte interne. Tecnolegno si occuperà delle finiture interne del Padiglione CNH Case New Holland Agricolture del Gruppo FCA. L’azienda Job Service ha lavorato per lo spostamento e corretto smaltimento delle macerie durante i lavori di scavo per la creazione delle fondamenta del Padiglione della Repubblica Ceca, e la Berti Piattaforme Aeree ha fornito le piattaforme aeree per il sollevamento degli addetti alla realizzazione della struttura. La Sering ha curato il progetto esecutivo, il progetto costruttivo, il project management e il site management di 4 cluster: BioMediterraneo, Zone Aride, Tuberi e Cereali, Isole.

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