Villa Basilica, in provincia di Lucca, è un piccolo comune di circa 1.500 abitanti, ma guarda con decisione alla transizione energetica. Il sindaco Giordano Ballini racconta come è nato il percorso verso la costituzione della Cer locale, con il coinvolgimento del territorio e il supporto fornito da Albatros.
Sindaco Ballini, quando il progetto di una Comunità energetica rinnovabile è entrato nell’agenda della sua amministrazione?
«Sono al secondo anno di mandato e seguivo questo tema già prima della mia elezione. Appena mi sono insediato abbiamo deciso di avviare concretamente il percorso per costituire una comunità energetica locale, affidandoci ad Albatros come partner tecnico. Lo abbiamo fatto perché crediamo che una Cer rappresenti un’opportunità importante sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale».

Come ha reagito il territorio? Cittadini, imprese e associazioni hanno condiviso il progetto?
«Abbiamo già avviato tutti gli atti necessari e organizzato alcuni incontri informativi, anche se il lavoro di coinvolgimento dovrà proseguire. Villa Basilica è un territorio caratterizzato da un tessuto di piccole e medie imprese, fortemente legato al distretto cartario lucchese. Accanto alle aziende produttrici di carta operano cartotecniche e officine meccaniche che costituiscono un sistema produttivo molto dinamico. Molti edifici industriali situati nel fondovalle presentano coperture particolarmente adatte all’installazione di impianti fotovoltaici. Proprio per questo stiamo cercando di far comprendere alle imprese e alla comunità i vantaggi concreti derivanti dall’adesione alla Cer».
Un modello che consente anche di limitare il consumo di nuovo suolo.
«Esattamente. Utilizzare superfici già esistenti rappresenta una scelta intelligente. Oltre al risparmio in bolletta e agli incentivi previsti, c’è la possibilità di valorizzare l’energia prodotta in eccesso. A tutto questo si aggiungono benefici ambientali importanti: riduzione delle emissioni, minore impronta di carbonio e un uso più efficiente delle risorse energetiche».
Come è nata la collaborazione con Albatros?
«La collaborazione è nata grazie al consulente che segue l’amministrazione comunale per la gestione dei consumi energetici e delle utenze pubbliche, dall’illuminazione agli edifici comunali. Attraverso questo rapporto siamo entrati in contatto con Albatros».
Quale supporto concreto vi ha fornito Albatros?
«Il percorso amministrativo, tecnico e giuridico necessario per costituire una comunità energetica non è semplice. Albatros ci ha accompagnato in tutte le fasi: dalla predisposizione degli atti da portare in consiglio e in giunta fino all’individuazione del percorso più corretto per arrivare alla costituzione della Cer. È stato ed è un partner competente e affidabile».
Avete già definito come saranno utilizzati i benefici economici generati dalla condivisione dell’energia?
«Non ancora. Dobbiamo completare alcuni passaggi istituzionali in consiglio comunale e successivamente definire anche questi aspetti. È ancora presto per prendere decisioni definitive, che saranno comunque condivise e valutate con attenzione».
Qual è stata la risposta della cittadinanza?
«Abbiamo riscontrato soprattutto curiosità e interesse. Le premesse sono positive, anche se servirà continuare l’attività di informazione e sensibilizzazione per coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini».

Oltre al fotovoltaico state valutando altre fonti rinnovabili?
«Sì, ed è uno degli aspetti che riteniamo più interessanti. Abbiamo già effettuato un censimento degli edifici idonei a ospitare impianti fotovoltaici, ma vorremmo andare oltre. Insieme ad Albatros stiamo valutando la possibilità di realizzare anche un piccolo impianto mini-idroelettrico. Il Comune dispone infatti della concessione necessaria per sviluppare questo progetto. L’obiettivo sarebbe quello di inserirlo all’interno della comunità energetica, affinché i benefici economici derivanti dalla produzione di energia possano ricadere non solo sull’amministrazione comunale, ma sull’intera comunità».
Nel vostro territorio ci sono altri comuni che stanno seguendo la stessa strada?
«Sì. Diversi comuni della Valdinievole e della Valle del Serchio hanno già avviato o stanno costituendo le proprie comunità Energetiche. È un elemento positivo, perché permette di confrontarsi con esperienze già avviate e dimostra che questo modello è realmente percorribile. Avere esempi concreti aiuta anche a superare dubbi e perplessità che possono emergere nelle fasi iniziali del progetto».
Arianna Pinton




