Ventimila manichini di alta gamma fanno correre fatturato e occupazione

RENAZZO DI CENTO – Bonaveri chiude il 2013 con una crescita del 10%: la società leader nella produzione di manichini di alta gamma segna un nuovo rialzo, proseguendo una crescita inarrestabile che l’ha portata in otto anni da 9 a 17,1 milioni di euro. A crescere sono stati soprattutto i mercati internazionali, spinti dalle vendite negli Usa e in Europa, che complessivamente valgono il 70% del fatturato. «Ottima anche la performance del mercato italiano, che resta comunque importante per la presenza dei grandi marchi della moda», spiega Andrea Bonaveri, presidente dell’azienda, secondo il quale la crescita «è frutto di una strategia pluriennale di investimenti tecnici e artistici nella ricerca e sviluppo dei prodotti, oltre alla capacità di realizzare figure personalizzate per i marchi più esclusivi della moda mondiale». Lo sviluppo delle attività presenta anche importanti ricadute occupazionali: solo nel 2013 l’azienda è passata da 64 a 85 dipendenti impiegati nella sede produttiva di Renazzo di Cento, nella quale vengono prodotti circa 20 mila manichini l’anno. Risultati che consentono all’azienda di programmare l’apertura del primo showroom milanese, che verrà inaugurato nel maggio 2014, portando così a 13 i punti di distribuzione del network commerciale, con 10 uffici di rappresentanza nel mondo di cui tre diretti. Il trend positivo è confermato anche dalle previsioni di crescita per il 2014, che trova nel lancio della nuova collezione Aloof un ulteriore stimolo a consolidare la posizione dominante nel mercato del manichino di alta gamma. Bonaveri – che assieme al fratello Guido conduce l’azienda fondata nel 1950 – si dice ottimista: «l’intenzione è quella di sviluppare la distribuzione nei Paesi emergenti, in primis Cina, Russia e Brasile. La vera sfida per gli anni a venire, comunque, è quella di difendere la creatività e manifattura d’eccellenza dalle copie e contraffazioni che avvengono non più solo sui mercati emergenti ma che si registrano anche da parte di marchi di blasone e tradizione. In questo senso la Bonaveri ha avviato da tempo una politica di tutela della proprietà intellettuale e contro la concorrenza sleale che l’ha già vista vincere dei contenziosi legali».

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