Redazione

Parla italiano Hyperloop, il treno supersonico del futuro

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LOS ANGELES – Al via la prima partnership pubblico-privata per il primo studio di fattibilità del sistema interstatale Hyperloop Transportation Technologies tra l’Ohio e l’Illinois: il treno Hyperloop, viaggiando alla velocità del suono, collegherà Cleveland e Chicago. La startup è stata creata dall’italiano Bibop G. Gresta, tra i fondatori di Digital Magics, ed è controllata dalla società Jumpstarter, che fa parte del portfolio dell’incubatore quotato su AIM di Borsa Italiana. Hyperloop Transportation Technologies ha firmato gli accordi ufficiali con la Northeast Ohio Coordination Agency, agenzia di trasporti e pianificazione ambientale e il Dipartimento dei Trasporti dell’Illinois: il treno supersonico (una capsula a lievitazione magnetica dentro un tubo a bassa pressione) collegherà Chicago, la più grande città dell’Illinois, e Cleveland, capoluogo amministrativo nello Stato dell’Ohio, percorrendo oltre 500 km in 28 minuti e viaggiando alla velocità di circa 1.200 km orari. Bibop G. Gresta, co-fondatore e presidente di Hyperloop Transportation Technologies, ha dichiarato: «Questi accordi segnano un momento storico per HyperloopTT. Per la prima volta uno stato americano sta investendo nella nostra tecnologia. È il primo grande passo verso una rivoluzione tecnologica che cambierà il modo di concepire i trasporti». Gabriele Ronchini, fondatore e amministratore delegato di Digital Magics, dichiara: «L’affermazione “l’innovazione rappresenta il nostro futuro” non è mai stata più vera quando parliamo di Hyperloop. In soli 5 anni sono oltre 800 le persone che lavorano in tutto il mondo per questo progetto visionario. HyperloopTT ha prodotto 27 brevetti, stretto 8 accordi governativi in fasi avanzate di negoziazione e oltre 40 partnership per lo sviluppo della tecnologia». Il progetto Hyperloop è una capsula che si libra sospesa, all’interno di un tubo a bassa pressione. Così come per un aereo in alta quota, la capsula incontra meno resistenza. L’aria rimanente di fronte alla capsula viene convogliata verso la parte posteriore del tubo utilizzando un compressore, che consente di raggiungere velocità incredibili fino ad arrivare a oltre 1.200 km/h e con basso consumo di energia elettrica. Il sistema è stato progettato con i massimi standard di sostenibilità, in modo da avere un minimo impatto al suolo. L’intero sistema dei tubi è infatti costruito su piloni, in modo da ridurre i costi di acquisizione dei terreni e garantire l’isolamento da condizioni climatiche e ambientali. La progettazione dei piloni è tale da rendere la struttura a prova di terremoto, nonché autosufficiente in termini energetici. Grazie ai pannelli solari posti lungo tutta la parte superiore dei tubi e grazie a un sofisticato sistema di recupero energetico, Hyperloop è in grado di produrre più elettricità di quanta ne consumi.

  

 

 

Innovazione: Università di Bergamo e Gruppo SMI aprono Smilab

BERGAMO – Ricerca e sviluppo di soluzioni innovative nel campo dell’automazione. Dalla sinergia tra Università degli Studi di Bergamo e il Gruppo SMI, azienda di San Giovanni Bianco, tra i maggiori costruttori di impianti di imbottigliamento e macchine di imballaggio al mondo, nasce il laboratorio dell’innovazione Smilab, con sede nel Point di Dalmine (Bergamo). Un luogo per la messa a punto di progetti utili a valorizzare le capacità degli studenti universitari dell’ateneo bergamasco e rispondere all’esigenza dell’impresa, focalizzato per i prossimi tre anni su progetti di ricerca e sviluppo del Gruppo SMI e, in particolare, di Smitec, presso i laboratori del Point di Dalmine, il Polo per l’innovazione tecnologica gestito dall’Azienda speciale della Camera di Commercio (Bergamo Sviluppo), dove quattro ricercatori lavoreranno sui progetti di SMI. Un innovativo progetto di collaborazione tra ateneo e impresa che pone le basi per ulteriori attività congiunte, dalla formazione continua alla partecipazione a bandi di finanziamento.  Tra le attività al centro della collaborazione: lo sviluppo di un software di automazione per le macchine di SMI che sia in grado di sfruttare le potenzialità dei paradigmi Internet-of-Things (la rete delle apparecchiature e dei dispositivi, diversi dai computer, connessi a Internet), nuove soluzioni per la manutenzione predittiva (dall’identificazione dei sensori allo sviluppo di algoritmi dedicati) e per la risoluzione di problemi di produzione fino ad arrivare all’implementazione di nuove interfacce uomo-macchina per l’operatore in ottica di maggior usabilità. È prevista in futuro l’attivazione di nuove aree di ricerca sui temi della lean production e della progettazione di soluzioni integrate prodotto-servizio. «Le sfide poste dall’industria 4.0 richiedono un know how sempre più avanzato e una capacità di innovazione altamente competitiva. L’attivazione del laboratorio congiunto con il Gruppo SMI va esattamente in questa direzione, inaugurando una nuova frontiera della collaborazione tra aziende e università. Un esempio che al momento è tra i primi in Italia e che ci auguriamo possa fare da apripista per molte altre progettualità di questo tipo», ha dichiarato Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università degli Studi di Bergamo in visita in azienda insieme al prorettore Sergio Cavalieri e ai coordinatori dei quattro gruppi di ricerca dei due dipartimenti di ingegneria: Valerio Re, Laboratorio di microelettronica e sensori, Fabio Previdi, Laboratorio di automatica e sistemi di controllo, Paolo Righettini, Laboratorio di meccatronica, Caterina Rizzi, Laboratorio Virtualisation & Knowledge. «Siamo implacabili nella ricerca di miglioramento, mai facilmente soddisfatti, ci sforziamo costantemente per migliorare e incoraggiare l’innovazione. Smilab è il risultato dell’applicazione sistematica di questo semplice principio su cui si basa la nostra crescita», ha commentato Paolo Nava, presidente e ceo del Gruppo SMI.

Le pmi delle costruzioni vanno all’estero con Caseitaly

Per le imprese italiane del comparto costruzioni la crisi non è finita, sono passati dieci anni e la ripresa non è ancora arrivata. La situazione è molto chiara, la chiave per la sopravvivenza è il mercato estero. Ma per le pmi, in particolare quelle specializzate in componenti tecnici dell’involucro edilizio – serramenti e porte, portoni e chiusure tecniche, tende e schermatura solare, lattoneria accessori e coperture metalliche – , non sempre l’internazionalizzazione è un processo facile. Richiede conoscenze specifiche in campo amministrativo, legale e organizzativo di cui non tutti dispongono. Ancor prima, bisogna trovare il modo di farsi conoscere all’estero e prendere contatto con operatori del settore costruzioni: installatori qualificati, rivenditori, grossisti ed importatori, architetti, progettisti, ingegneri, riviste di settore, istituzioni e associazioni per portare all’attenzione la propria expertise, quell’unicità e quel saper fare tipico del made in Italy capace di mixare qualità, design e sicurezza. Da questa esigenza quattro associazioni di categoria insieme a Finco (Federazione industrie prodotti impianti servizi ed opere specialistiche per le costruzioni e la manutenzione), è nata Caseitaly, un format innovativo per la promozione e l’internazionalizzazione delle imprese italiane dei componenti tecnici per l’involucro edilizio volto a promuovere efficacemente le aziende stesse, i loro valori, i loro prodotti e servizi. «Non possiamo più permetterci di raccogliere ancor troppo debolmente la potenzialità dei mercati internazionali, che da un lato richiedono le specifiche e i contenuti dei nostri prodotti, ma dall’altro non riescono a venirne in contatto in modo sistematico ed efficace. Noi vogliamo colmare questo gap in modo concreto. Portare le piccole e medie aziende italiane all’estero è la nostra missione che si traduce non solo in un aumento di fatturato, ma vuol dire anche salvaguardia di posti di lavoro e facilitare l’occupazione sul nostro territorio», dichiara la presidente Laura Michelini.  Il progetto Caseitay, grazie al sostegno di Mise e Ice, ha dato il via a un grande international tour che ha l’obiettivo di mettere in contatto diretto le aziende italiane affiliate con il target estero di riferimento. Partito nel 2018 con la R+T di Stoccarda e la Fensterbau di Norimberga, il tour ha toccato poi la fiera Sib di Casablanca, dove lo stand italiano è stato visitato dal premier e dal ministro dell’Urbanistica del Regno del Marocco e da quello della Costa d’Avorio. Sono stati sviluppati contatti con diversi buyer provenienti non solo dal Marocco, ma anche da Senegal, Ghana, Angola ed Etiopia. «Abbiamo organizzato più di 250 incontri tra operatori esteri del settore e aziende afferenti a Caseitaly», afferma la Michelini. Molto ci si aspetta ancora dalle prossime tappe del tour:  Barcellona (Construmat) dal 14 al 17 maggio e Parigi (Batimat) dal 4 all’8 novembre.

Vernici: Boero consolida l’espansione in territorio cubano

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GENOVA – Si consolida l’espansione del Gruppo Boero, azienda leader nell’industria delle vernici per edilizia e yachting, sul territorio cubano: l’azienda ligure ha recentemente ospitato presso lo stabilimento di Rivalta Scrivia cinque rappresentanti del governo cubano, tra cui la viceministro del Commercio estero e investimenti stranieri di Cuba, Ileana Núnez Mordoche. Boero è una delle poche realtà industriali italiane selezionate dal governo cubano su proposta di Aicec (Agenzia per l’interscambio culturale ed economico con Cuba), controparte italiana di ProCuba (Agenzia per gli investimenti stranieri di Cuba), che ha organizzato la visita e segue le attività del gruppo nel Paese. Il brand Boero è infatti già attivo a Cuba con progetti rilevanti, a partire dalla fornitura di pitture per interni e esterni per la manutenzione di prestigiose catene alberghiere internazionali già esistenti nella località di Varadero. Il gruppo ha inoltre contribuito alla ricostruzione della storica Chiesa di Baracoa, distrutta pesantemente dall’uragano Matthew nell’ottobre 2016, fornendo gratuitamente i prodotti vernicianti necessari al suo recupero e ha inoltre contribuito alla ricostruzione del municipio, del Museo di Colombo e della Casa dei Veterani. «La visita della delegazione del governo cubano è stato motivo di grande orgoglio per la nostra azienda: è la conferma di essere, con la nostra lunga storia, tra le eccellenze aziendali italiane e di poter sostenere le nuove sfide commerciali internazionali con grande competenza e professionalità», ha commentato Andreina Boero, presidente di Gruppo Boero. Continua dunque l’espansione dell’azienda ligure all’estero anche per la divisione edilizia, con un importante +30% nel 2018 rispetto al 2017, anche grazie ad accordi sempre più ampi con diversi distributori nei Paesi esteri. La domanda di prodotto italiano di qualità, in costante aumento, spinge inoltre la vendita di prodotti a valore aggiunto come smalti e decorativi in molti Paesi tra i quali l’Egitto, dove Boero è distribuito da gennaio 2018, e in Iraq, unico brand internazionale presente nella regione in tre importanti showroom.  Infine, a febbraio è stata avviata la distribuzione in Armenia: un dealer storico nei prodotti per il legno affiancherà alla sua linea tutta la gamma Boero, con particolare enfasi sui prodotti decorativi. 

I tedeschi premiano il laser tutto italiano per il miglior design

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GRASSOBBIO – Design accattivante unito a un’interfaccia pratica e intuitiva. Sono queste le caratteristiche che hanno portato iLux XP, dispositivo made in Italy brevettato da Mectronic allo scopo di effettuare trattamenti di Theal Therapy, ad aggiudicarsi l’ambitissimo German Design Awards 2019, uno dei più accreditati premi del settore a livello globale. L’importante associazione tedesca German Design Council, che ha oltre 60 anni di storia, premia annualmente non solo i prodotti più originali del design contemporaneo, ma soprattutto i progetti ad alto contenuto innovativo, capaci di tradursi in modelli rappresentativi e iconici. iLux XP è stato scelto da un’apposita giuria di esperti come vincitore nella categoria “medicina, riabilitazione e assistenza sanitaria”. «Siamo orgogliosi del fatto che iLux XP sia stato premiato da una prestigiosa associazione nel panorama internazionale del design. Punto d’arrivo dopo anni di ricerca e innovazione, il nostro dispositivo rappresenta l’ultima evoluzione della fototerapia e della laserterapia: la Theal Therapy, oltre a curare i più forti campioni del mondo, è la terapia laser per tutti. Viene infatti utilizzata con successo in ambiti completamenti diversi: dal trattamento delle patologie di un atleta quali tendiniti e lesioni muscolari, al trattamento del dolore di un paziente amputato di arto inferiore; dalla cura delle ulcere cutanee e diabetiche al trattamento conservativo delle patologie della colonna, come ernie, lombosciatalgie e radicolopatie», ha spiegato Ennio Aloisini, ceo di Mectronic. iLux XP è il risultato di un percorso iniziato oltre 30 anni fa con la progettazione del primo laser ad alta potenza al mondo per riabilitazione e culminato dopo 15 anni di costante attività di ricerca scientifica e tecnologica con la definizione di questa metodica caratterizzata da sette distinti brevetti. Il dispositivo è composto da protocolli terapeutici specifici per ottenere i 5 effetti principali della terapia Theal: biostimolante, antalgico, antinfiammatorio, antiedemigeno e decontratturante. i protocolli sono facilmente customizzabili attraverso l’innovativa e pratica interfaccia grafica, che permette di monitorare in contemporanea i valori di tutte le fasi e cambiarli secondo le necessità.

Aziende protagoniste al primo Festival della Meccanica

Dal 28 novembre al 1° dicembre 2018 la città di Lecco e il territorio brianzolo sono protagonisti nel settore della meccanica con i numerosi eventi organizzati dalla prima edizione del Festival della Meccanica, nato per esaltare le eccellenze nazionali e internazionali del Distretto Metalmeccanico Lecchese e di Brianza Metallurgica Alta Brianza. L’iniziativa prevede momenti di confronto e crescita tra il mondo istituzionale, imprenditoriale e politico, con testimonianze delle esperienze aziendali di successo del territorio, come l’iniziativa “Imprese aperte”: per avvicinare i giovani sono organizzate visite guidate per scuole e centri formativi presso alcune realtà aziendali, tra cui Galbiati Group, Mollificio Colombi, Ferper Springs e Ita SteelGroup. Il Festival della Meccanica ha origine da un gruppo di imprenditori lecchesi costituitosi in Associazione, con lo scopo di promuovere iniziative ed eventi mirati a coinvolgere e sensibilizzare il tessuto sociale lecchese nei confronti del Distretto Metalmeccanico da anni presente sul territorio. Il valore della tradizione unito ad una grande capacità di innovare processi e competenze sono fattori costituenti della cultura del territorio lecchese ed hanno permesso al sistema di imprese che operano nel settore meccanico, di esprimere un elevato potenziale e numerose eccellenze riconosciute in ambito internazionale. Il Festival, nel promuovere incontri di confronto tra il mondo istituzionale, imprenditoriale e politico, testimonianze di esperienze, vetrine espositive, eventi e manifestazioni in piazza, si propone di sensibilizzare il tessuto sociale di Lecco e del suo territorio verso una migliore conoscenza di ciò che il Distretto Metalmeccanico esprime e che – anche in relazione alla tipologia del prodotto – talvolta non appare al grande pubblico in tutta la sua rilevanza.

Welfare all’avanguardia per i 1.500 addetti di Synlab Italia

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MONZA – Synlab Italia, il più importante gruppo di diagnostica integrata sul territorio nazionale, con 9 centri polidiagnostici, 12 poliambulatori, e oltre 170 punti prelievo presenti in sette regioni italiane, ha sottoscritto un nuovo contratto per i circa 1500 dipendenti, per il 70% donne con un’età media di 38 anni circa, che prevede misure a sostegno della famiglia, della salute e della formazione. Si tratta del primo contratto integrativo aziendale, in vigore dal 1° agosto fino al 31 luglio 2021 e valido per i dipendenti Synlab Italia (amministrativi, infermieri, tecnici di laboratorio, biologi, medici, addetti alla logistica, addetti all’accettazione) che lavorano in Liguria, Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Lazio e Campania. «Abbiamo voluto un contratto integrativo aziendale che fosse uguale per tutti i dipendenti delle diverse realtà che compongono Synlab Italia, con maggiori benefit per la conciliazione famiglia-lavoro e per la crescita professionale, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto con le persone che lavorano con noi e l’identità dell’azienda che, presente in Italia dal 2010, rappresenta oggi un punto di riferimento con 25 milioni di analisi di laboratorio e 1,2 milioni di prestazioni polidiagnostiche effettuate ogni anno», ha dichiarato Giovanni Gianolli, amministratore delegato di Synlab Italia. Il nuovo contratto prevede un contributo di 550 euro per la nascita di ogni figlio oltre a un buono di 85 euro per l’acquisto di servizi di baby sitting fino ai quattro anni di età dei bambini. Inoltre, rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali, salgono da 5 a 8 i giorni all’anno di permesso retribuito per malattia dei figli dai 3 ai 12 anni di età. Un’altra novità è la possibilità di “donare” le ore di permesso non godute (Banca dei permessi solidali): un dipendente può cedere le ore di permesso, per finalità solidaristiche (ad esempio per gravi problemi di salute), di cui non ha usufruito a un collega che ha terminato le sue e ne ha ancora necessità. In questo caso l’azienda interviene raddoppiando le ore donate: in pratica se un dipendente per esempio dona 2 ore a un collega, l’azienda riconosce a quest’ultimo altre 2 ore. Synlab Italia nel nuovo contratto ha istituito anche una “banca ore” in cui i dipendenti possono scegliere di accreditare le ore di straordinario lavorate ogni mese e avere in cambio nei mesi successivi un numero uguale di ore di cui usufruire come ‘riposo compensativo’. In pratica i dipendenti possono scegliere se ricevere l’intero pagamento delle ore di straordinario, compreso il compenso aggiuntivo previsto per ogni ora di lavoro straordinario, oppure di convertire in tempo libero o riposo le ore di straordinario e ricevere in busta paga il solo compenso aggiuntivo. Sono previsti contributi di 2000 euro per i dipendenti che scelgono di iscriversi a un master universitario o a un corso di laurea: un tecnico di laboratorio, per esempio, può scegliere di iscriversi a un corso di laurea in biologia. Synlab lo sosterrà con 500 euro al momento dell’iscrizione e con 1500 al conseguimento del titolo di studio se il dipendente continuerà a lavorare per l’azienda durante gli studi. Nel nuovo contratto sono state inserite 5 ore di permesso retribuito all’anno per le visite mediche specialistiche, 1 check up gratuito all’anno per tutti i dipendenti e sconti per il dipendente, il coniuge e i parenti di primo grado sui servizi medici di Synlab.

Dynamica innova con la simulazione dinamica

CORMANO – La realtà virtuale sta impattando molto rapidamente anche nel mondo della progettazione industriale: è il senso dell’attività di Dynamica, società fondata da Andrea Bartolini insieme a due specialisti del mondo accademico, per sviluppare progetti d’innovazione in ambito b2b. Incontriamo Bertolini in Corefab, dove la società ha la sua sede operativa: «La nostra mission – spiega Bertolini, che ha una sede operativa presso l’hub dell’innovazione Corefab – è portare nuove tecnologie nel campo della simulazione dinamica, all’interno nel normale work flow di progetti di automazione industriale. Dynamica è il partner ideale per progetti connessi a grandi sistemi o processi oppure all’innovazione nell’ambito dei beni strumentali». In sostanza, la società propone la declinazione della simulazione dinamica in tutte le fasi della progettazione, da quando si inizia a progettare il sistema sino al momento in cui devono essere verificate determinate performances o si deve procedere alla fase di collaudo, ancor prima della creazione prototipale. E’ interessante notare l’approccio customizzato dell’attività di Dynamica: «Noi facciamo l’analisi del problema da risolvere o del progetto da realizzare e capiamo che tipo di modello può servire. Valutiamo se è possibile affidarsi a librerie di modelli software già esistenti o se bisogna realizzarne uno su misura o adattato. Di fatto, generiamo applicativi che sono modelli software di simulazione. Dopodiché, produciamo il modello con il grado di dettaglio richiesto per quel problema o progetto. Una volta realizzato il modello, il cliente può chiederci un semplice report dei risultati ottenuti dalla simulazione dinamica, oppure può decidere di portarsi questo know how in azienda per applicarlo on demand», spiega Bartolini.
Al di là degli aspetti di business, il vero obiettivo di Dynamica è portare know how alle aziende, diffondendo la cultura della modellazione dinamica – soprattutto quella che si sviluppa nelle piattaforme open source tipo Open Modelica -come valore aggiunto alle metodologie di progettazione. «L’open funziona molto bene e si può usare anche in ambito industriale. Se invece il cliente vuole una soluzione basata su tool proprietari, possiamo soddisfare anche questa richiesta». Tra i target di Dynamica si annoverano settori industriali molto diversi, in genere aziende interessate a sviluppare innovazioni o miglioramenti su prodotti o processi. Per un grande produttore di sistemi elettrici di distribuzione ad alta tensione, la società sta creando modelli di simulazione dinamica per reti di dimensioni continentali. Per alcuni costruttori di macchine oleodinamiche, Dynamica sta lavorando alla realizzazione dei digital twin, cioè il modello digitale di un macchinario per verificarne condizioni operative e prestazioni. «Stiamo cominciando il discorso della manutenzione programmata o predittiva, ci lavoriamo da un anno e mezzo. Oggi esistono modelli basati su dati, mentre il nostro modello si basa sulle equazioni; i dati servono per nutrire il modello, ma noi crediamo sia più efficiente un modello basato sulle equazioni della meccanica e della fisica. Abbiamo portato un prototipo a SPC Drives con un modello applicato a un braccio automatizzato. L’ideale è giungere a creare un modello che giri su plc».

Mercati africani più vicini con il Venture Lab di Altis

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MILANO – Mentre gli analisti socio-economici continuano a guardare all’Africa come al mercato del futuro, c’è chi si sta muovendo da tempo per favorirne uno sviluppo positivo anche nel presente. E’ la mission di E4Impact Foundation, la fondazione costituita da Altis, l’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica, che da una decina d’anni promuove un percorso formativo economico e manageriale rivolto agli aspiranti imprenditori di diversi Paesi africani, soprattutto dell’area centrale del Continente Nero. Il Global Mba in Impact Entrepreneurship, ideato e sviluppato da Altis, è offerto dalla fondazione e dall’Università Cattolica in sette Paesi africani, sempre in partnership con università locali: Kenya, Uganda, Etiopia, Ghana, Sierra Leone, Costa d’Avorio e Senegal. Nel prossimo anno accademico il programma sarà avviato anche in Gabon, Sudan e Zimbabwe. Frutto di questo intenso impegno formativo, finalizzato a creare legami stretti tra le imprese italiane e i nuovi imprenditori africani, è la Business Networking Week in Italy (http://e4impact.org/bnwi/), un programma di networking e di formazione imprenditoriale che E4Impact Foundation propone ai migliori imprenditori che hanno partecipato negli scorsi anni al Global MBA. Quest’anno la settimana, in programma a Milano dal 10 al 14 settembre, intende offrire agli imprenditori africani opportunità di networking con clienti, fornitori e potenziali partner, occasioni di visite aziendali e meeting con alcune eccellenze imprenditoriali italiane, momenti di incontro con potenziali investitori, sessioni di formazione con particolare attenzione ai temi di import/export e all’accesso ai mercati EU. Nel pomeriggio di martedì 11 settembre si terrà l’Italy-Africa Venture Lab, momento di incontro e networking tra attori del mondo finanziario e imprenditoriale italiano (investitori, start-up, pmi, incubatori, business services providers) interessati all’Africa e gli imprenditori africani, operanti in differenti settori: agricoltura, salute, energia, fin-tech, manifatturiero, educazione e formazione, information technology eccetera. I partecipanti avranno modo di accedere in anticipo al profilo degli imprenditori presenti e di esprimere le proprie preferenze per incontri one-to-one dedicati.

R&D aprono a Effebiquattro le porte del successo

SEREGNO – Un’area produttiva di 52mila metri quadri, di cui 33mila al coperto; una produzione quotidiana di 1.000 porte; oltre 500 modelli di prodotto; un fatturato 2015 di 21milioni, una stima di crescita del 12% e l’obiettivo, entro il 2018, di aprire 59 showroom monomarca in Italia e nel mondo. Sono i numeri di Effebiquattro Milano, primo produttore italiano di porte per interni. L’azienda di Seregno, nata nel cuore della Brianza più di 40 anni fa dall’istinto imprenditoriale del cavaliere Mario Barzaghi, oggi è una realtà all’avanguardia, capace di produrre porte tecnologicamente avanzate che uniscono design raffinato, alta qualità e dettagli tecnici. Le collezioni Effebiquattro Milano si distinguono tra Dilà, porte in legno e core business dell’azienda fin dalla sua nascita, e Contract, porte in melaminico destinate a progetti speciali e alla grande distribuzione. Tra i recenti successi a livello nazionale, spiccano la fornitura di circa 1.200 porte Dilà per il rinnovato Teatro alla Scala e 1.103 porte per il Bosco Verticale di Milano. L’innovazione e la ricerca sono stati la risposta di successo alla crisi che ha investito negli ultimi anni il settore del legno. L’azienda, in questo delicato periodo, ha studiato il mercato e ha avuto il coraggio di rinnovarsi e ora è pronta: ha rafforzato la propria presenza in Italia, che oggi rappresenta con orgoglio ancora il 60% della produzione, ha sviluppato nuovi canali commerciali e ha aperto nuovi mercati internazionali, a partire da Israele, Russia, Nord Africa, Australia, Messico, Stati Uniti e, da ultimo, Emirati Arabi. «Abbiamo investito in materiali, tecnologie e lavorazioni. L’obiettivo che abbiamo così raggiunto è il mantenimento di perfezione, creatività e qualità artigianali nella produzione industriale. Dimostrazione che il “creato in Italia” può essere oggi sinonimo di qualità e inventiva anche su grande scala grazie al valore aggiunto della ricerca», spiega Barzaghi. L’utilizzo di tecnologie e materiali innovativi in risposta ai cambiamenti del mercato e alle crescenti esigenze dell’utenza ha portato anche all’introduzione di importanti plus tecnici. L’acustica è uno degli elementi fondamentali per poter garantire comfort abitativo: le porte Effebiquattro sono dotate di serrature magnetiche silenziose e offrono ottime prestazioni di isolamento acustico in quanto capaci di raggiungere livelli di abbattimento del rumore pari a 28 decibel contro i 19 di una porta comune. La ricerca si traduce anche nella capacità di soddisfare i mercati stranieri, ciascuno con caratteristiche differenti: per il Middle East e l’Africa, per esempio, sono state prodotte porte in legno con grande resistenza alle alte temperature, all’umidità e alla nebbia salina.

Cresce il mercato degli infusi ed Everton amplia lo stabilimento

GENOVA – Un trend all’insegna della crescita, con 23 milioni di fatturato nel 2017 e un miliardo di tazze di tè e tisane vendute, per ben 150 milioni di litri di bevande, pari a 60 piscine olimpioniche: sono i numeri di Everton Spa, l’azienda ligure nata nel 1947 e cresciuta fino a diventare uno dei punti di riferimento per il mercato del tè, tisane, infusi, solubili e zuccheri, sia a marchio proprio che a marca privata. Per sostenere il trend di sviluppo, Everton ha attuato un piano di ampliamento dello stabilimento di Tagliolo Monferrato (Alessandria), grazie al quale l’azienda si è dotata di un più efficiente e ampio magazzino, che oggi occupa un’area di 3.050 metri quadrati e consente un aumento dell’87% di posti pallet per lo stoccaggio di materie prime e di prodotto finito. Per rendere i processi più performanti, a vantaggio dei propri dipendenti e della qualità finale dei prodotti, Everton ha inoltre completato il rinnovamento tecnologico delle linee produttive in ottica Industria 4.0 e introdotto il sistema gestionale Sap-Mes integrato con la produzione per un investimento complessivo di 1,2 milioni di euro. La scelta di dotarsi di un sistema Erp integrato viene dal fatto che nell’ultimo decennio l’azienda ha avviato un processo di internazionalizzazione e di integrazione di filiera. Il gruppo, infatti, è oggi dislocato in tre Paesi: oltre all’Italia, dove si concentrano la produzione e il confezionamento di preparati solubili e zuccheri, è presente in India con Everton Tea India Pvt Ltd – con le coltivazioni dirette e la sede per la produzione e confezionamento di tè – e in Croazia con Herbarium Doo, dove si concentra la produzione e confezionamento di erbe, tisane e infusi. I dipendenti totali sono 200, per la maggior parte donne. «Il nuovo sistema gestionale permettere una maggiore integrazione tra la produzione e le altre aree aziendali, e consente di svolgere analisi di marginalità accurate, facilitando il governo dei processi produttivi e aziendali in generale», ha dichiarato il direttore generale Federico Figini. Una scelta, questa come quella relativa all’ampliamento, fortemente voluta dalla famiglia Dodero Donelli, frutto della forza imprenditoriale del gruppo e della vocazione a intuire e soddisfare i bisogni dei consumatori, traducendoli in leve di mercato. Un modus operandi che anche gli ultimi dati di bilancio confermano: in 5 anni il tasso di crescita media è stato del 15%: sono oltre 3.000 le tonnellate di solubili prodotti ogni anno nello stabilimento di Tagliolo Monferrato e oltre il miliardo le bustine di tè/infusi prodotte, pari a 150 milioni di litri, per un totale di 500 tonnellate tra tè ed erbe.

I ferrovieri USA parleranno italiano con le “cornette” Ermetris

GORIZIA – La tecnologia friulana conquista gli Stati Uniti: Ermetris, azienda specializzata nelle soluzioni innovative per il settore ferroviario, ha ricevuto da Amtrak, leader del trasporto ferroviario oltreoceano, una commessa per la fornitura di speciali “cornette intelligenti” con pulsantiera esterna per 30 treni ad alta velocità della linea Boston – New York e 120 convogli della California. Gli strumenti, appositamente sviluppati per rispondere a specifiche richieste di manutenzione, garantiranno la comunicazione tra il macchinista e i passeggeri e tra il macchinista e il personale ferroviario. «Parliamo di un particolare telefono ferroviario che viene connesso all’architettura di bordo e che funziona senza l’ausilio di altri dispositivi», spiega Claudio Borrello, amministratore e fondatore di Ermetris. «È uno strumento che viene integrato nel banco del macchinista per fare le comunicazioni con i passeggeri – comunicazioni di servizio, ma anche di sicurezza – e che permette anche di comunicare con i capitreno e con l’altro macchinista che si trova sul fronte opposto del convoglio. Una dotazione che abbiamo sviluppato custom, sia per quanto riguarda la pulsantiera sia per la cornetta. Il valore complessivo è di oltre 500mila euro». Ermetris è stata scelta da Amtrak dopo un’accurata indagine. Due i principali problemi da risolvere, entrambi riguardanti la manutenzione degli apparecchi: ridurre la rottura del meccanismo di fissaggio delle cornette e rendere più agevole la sostituzione del cavo spiralato. «Al posto del fissaggio meccanico, con conseguente sblocco meccanico, abbiamo sviluppato un sistema di ancoraggio della cornetta di tipo magnetico che garantisce la stabilità dell’apparecchio anche a fronte delle vibrazioni cui è sottoposto un treno. Per il cavo spiralato, particolarmente soggetto a rottura la cui sostituzione richiedeva un intervento di manutenzione su tutto l’apparecchio, con conseguenti tempi lunghi, è stato invece sviluppato un sistema di sgancio del solo cavo così da facilitare la riparazione e soprattutto non dover ricorrere alla sostituzione di tutta la cornetta», aggiunge Borrello. Non è la prima volta che Ermetris arriva al mercato americano. «Abbiamo in passato fatto delle forniture per un general contractor destinate agli Stati Uniti», ricorda l’ingegnere. «È la prima volta però che arriviamo al mercato statunitense in modo diretto. E lo abbiamo fatto con un prodotto definito come “standard” che, in quanto destinato ai macchinisti, viene sottoposto anche alla valutazione e approvazione da parte dei sindacati». Alla prima pre-serie di apparecchi che sono già stati consegnati, nei prossimi due anni seguirà la completa fornitura al colosso ferroviario americano. Amtrak opera infatti su 33.800 km di ferrovie connettendo 500 località di 46 Stati. Conclude Borrello: «Per un’azienda che è partita come start up solamente cinque anni fa questo è un grande risultato che conferma il trend di crescita di Ermetris e la bontà delle soluzioni a forte tasso di innovazione proposte».

Tecnologie di ispezione visiva: Antares Vision cresce del 52%

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TRAVAGLIATO – Antares Vision, società leader mondiale nelle macchine e sistemi per l’ispezione visiva, nelle soluzioni di tracciatura e nella gestione intelligente dei dati, continua il proprio trend positivo anche nel 2017. Il fatturato consolidato della multinazionale bresciana, infatti, ha fatto registrare una crescita del 52% toccando quota 89,3 milioni di euro (58,5 milioni nel 2016), con un Ebidta di 23,3 milioni di euro (+95% rispetto ai 11,9 del 2016), un EBbit di 22,4 milioni di euro (+101% rispetto agli 11,1 del 2016) e un utile netto di 16 milioni di euro (+72% rispetto ai 9,3 milioni di euro del 2016), con ammortamenti per 948mila euro e imposte per 6,3 milioni. I ricavi sono suddivisi nelle seguenti aree geografiche: 16% in Italia, 32% nei Paesi Ue e il 52% nel resto del mondo. Gli ordini raccolti nel 2017 sono stati pari a 107 milioni. Una crescita aziendale importante che non poteva non riguardare anche il personale, con l’assunzione nel 2017 di oltre 80 nuovi collaboratori altamente specializzati: la forza lavoro a livello globale supera adesso le 400 unità ed è stimata oltre le 500 entro la fine del 2018. «La nostra azienda – afferma Emidio Zorzella, CEO di Antares Vision –, dopo aver raggiunto nel 2017 il traguardo dei primi 10 anni di attività, prosegue nel suo importante percorso di crescita. Lo scorso anno abbiamo inaugurato il nostro Innovation Center di Galway, in Irlanda, ma anche un sito produttivo a Sorbolo (Parma) interamente dedicato all’ideazione e alla produzione di macchine d’ispezione innovative, consolidando al tempo stesso la nostra presenza internazionale in oltre 60 Paesi. Per l’esercizio 2018 puntiamo ad ampliare l’attività in nuovi settori di mercato come il food & beverage e i dispositivi biomedicali, oltre a far crescere ulteriormente il nostro network globale». Contando su 6 filiali estere (Usa, Germania, Francia, Brasile, Corea del Sud, India), Antares Vision è fornitore di 9 delle 20 principali aziende farmaceutiche mondiali, mentre sono oltre 25.000 i sistemi d’ispezione che assicurano ogni giorno la sicurezza e la qualità del prodotto, oltre 2000 linee di serializzazione installate in tutto il mondo, che garantiscono la tracciatura in tutta la filiera distributiva di oltre 5 miliardi di prodotti.

Grob acquisisce Dmg Meccanica per il know how sull’elettromobilità

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TORINO – Siglata l’acquisizione da parte del gigante tedesco Grob, leader nella fabbricazione di macchine utensili (5.600 dipendenti e revenue per 1,3 miliardi di euro nel 2016), dell’italiana Dmg Meccanica, azienda specializzata nella produzione di macchine e impianti per la fabbricazione di statori per motori elettrici, alternatori e generatori, al fine di intensificare il lavoro di ricerca e sviluppo nel settore dell’elettromobilità e proporsi così come un partner sempre più competente, soprattutto per l’industria automobilistica. Financial advisor dell’operazione: Translink Corporate Finance. «Il settore automotive sta vivendo una nuova rivoluzione industriale a livello globale», spiega Mauro Bussotti, partner Translink Strempel & Co. che ha seguito l’operazione. «La scommessa dei giganti europei, americani e orientali è quella di diventare, nei prossimi anni, sofisticati produttori anche di motori elettrici. Più bravi di giganti specializzati quali la Bosch tedesca, la Nidec giapponese, la Midea (Welling) cinese, che sarebbero i naturali e più attrezzati fornitori di motori elettrici per la trazione automobilistica. Ma la sfida non riguarda solo la competizione tra marchi storici per la supremazia sul mercato, riguarda soprattutto il barrare la strada a tante nuove Tesla che cercheranno di conquistare quote di mercato in tutte le fasce di questo settore industriale. Considerando che l’industria automobilistica, relativamente ai primi 18 gruppi, rappresenta un fatturato globale di circa 2.000 miliardi di dollari (in termine di vendite), si comprende quanto questa sfida sia strategica anche per l’economia dei relativi Paesi». La futura collaborazione si prefigura dunque come una situazione vincente per entrambe le aziende: Grob fa proprie nuove conoscenze nel campo dell’elettromobilità e Dmg Meccanica trova in Grob un partner solido dalla vocazione internazionale per la produzione in serie. Per il consolidamento di queste tecnologie nel settore dell’elettromobilità sono previsti ulteriori investimenti sia nella sede di Torino sia in quella di Mindelheim. Nel 2016 Dmg Meccanica, che conta quaranta dipendenti e nel suo portafoglio clienti annovera molti nomi importanti tra i produttori di motori elettrici e i fornitori dell’industria automobilistica, ha raggiunto un valore complessivo della produzione pari a 10 milioni di euro. I proprietari Mauro Marzolla e Marco Debilio resteranno con l’azienda, continuando a guidare Dmg Meccanica in qualità di amministratori delegati e mantenendo tutti i posti di lavoro nella sede italiana.

Rillosi: «In Extravega la flessibilità è al potere e crea eccellenza»

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PADERNO DUGNANO – La flessibilità? Per chi occupa una posizione manageriale di una famosa multinazionale, oppure è un giovane collaboratore di qualche millennial startup nel mondo del digitale, è certamente già dato per scontato, ma per i collaboratori di una azienda manifatturiera, non avere orari fissi di lavoro, è una cosa che fanno in poche, speciali aziende. Alla Extravega Architectural Fabrications di Paderno Dugnano, piccolo paese a nord di Milano, questa di “organizzarsi tra dipendenti” per il maggior bene comune è una storia che si crea giorno dopo giorno, fin dagli anni Novanta. «Il bene maggiore è il bene dell’azienda, ma è anche il bene di ogni singolo collaboratore, e il bene delle famiglie di questo micro-mondo che si chiama Extravega. E’ il maggior bene di tutti i clienti, che dal 1985, anno della fondazione, spingono da sempre questa azienda all’eccellenza. Ed ovviamente è anche il maggior bene di tutti i fornitori, che aiutano Extravega a migliorare le proprie performance e capacità, anno dopo anno», spiega il fondatore e amministratore Antonio Rillosi. Una trentina di dipendenti, di cui il 30 per cento sono donne, unica sede produttiva mondiale in Italia, con sedi commerciali all’estero, negli States, a Londra e in Australia, la Extravega produce al proprio interno il Made in Italy per gli architetti più esigenti e per i clienti più esclusivi: è un servizio ai progettisti di tutto il mondo, un laboratorio che lavora al proprio interno tutti i materiali: metalli, vetro, legno, marmo e materiali compositi. Materiali naturali, che diventano facciate, scale, arredi e pezzi d’arte. In Extravega si producono pezzi unici e parti importanti di progetti di design ed architettura, da installare in giro per il mondo. Potrebbe sembrare uno slogan, ma il lavoro che viene svolto è un mix di sapienza artigiana, auto-organizzazione che deriva dall’esperienza, engineering e progettazione all’avanguardia. E molta innovazione tecnologica. Alle quali si è aggiunta la voglia di innovare anche nell’ambito dell’organizzazione aziendale, e la mancanza di orari fissi per i dipendenti, che praticamente si autogestiscono, è uno dei tanti fatti inusuali che lo testimonia. «Ho iniziato lavorando nell’azienda di mio padre e questa cosa dell’orario fisso, del cartellino, della campanella che suona, come a scuola, mi ha sempre dato fastidio, è qualcosa che limita la persona. E le sue idee. Quando ho fatto il mio percorso ho voluto farlo diverso», racconta Rillosi, che aggiunge: «Non ci ha guidato certo il mero tornaconto personale: è partito tutto da quella idea che dietro al fatturato c’era di più, c’era qualche cosa di valore: le persone. Se lavori libero, se puoi esprimere le tue idee, lavori meglio e dai di più. E si costruisce un bel gruppo affiatato, dove gli obiettivi sono di tutti. E l’azienda va meglio». I sindacati? «Inesistenti, a cosa servirebbero? Avete mai provato a chiedere a un sindacalista di aiutarvi a risolvere un problema di momentanea indisponibilità economica? Oppure di accompagnarvi con una certa esperienza nella apertura del vostro mutuo della prima casa?». La flessibilità è negli orari e, quando serve, anche nelle mansioni: «Ognuno dei miei collaboratori sa fare benissimo più cose, e, alla bisogna, si sposta anche di ruolo, anche perché cambiano i prodotti. Si fanno oggetti diversi ogni volta, e le persone, così allenate al nuovo che avanza, ragionano con grande elasticità. E non si annoiano mai, imparando cose nuove, crescendo in esperienza. E in soddisfazioni personali». Non si timbra neppure il cartellino, ognuno segna le proprie ore e quelle si contano. «Ci sono anche dei problemi o qualche incomprensione, come in ogni gruppo di persone. È certo, però, che questo sistema funziona: oggi siamo una delle aziende leader e questo nostro modus operandi è una vittoria e non lo gettiamo via per qualche contrattempo per il nervosismo di una giornata». Molte aziende della new economy in California fanno così da sempre: «Quando ho creato Extravega ho voluto fare così: insieme ai miei ragazzi e ragazze abbiamo inventato un posto dove si vanno a fare delle cose, non “a lavorare”. Con passione e voglia di farle bene. Perché il cliente questo lo capisce, e vede la differenza fra noi e i nostri concorrenti». Un modello nuovo che si è fatto pratica, e incredibilmente funziona: «Certi sistemi “militareschi” spinti all’eccesso portano le aziende a chiudere. Invece con lo spirito creativo che c’è qui, tutti si sentono più liberi di inventare, di creare, di proporre idee. Questo sistema è il nostro: perché dobbiamo veramente combattere con le competenze. Con il saper fare di ognuno di noi. Per il bene di tutti noi, e del Made in Italy».

Lo storico “pomodoro” De Rica passa al Consorzio Casalasco

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CREMONA – Il Consorzio Casalasco del Pomodoro, leader in Italia nella coltivazione, produzione e trasformazione del pomodoro, e Generale Conserve Spa, azienda italiana specializzata in conserve alimentari, hanno siglato l’accordo definitivo per l’acquisto del marchio De Rica da parte di Casalasco. De Rica, storico marchio italiano, è da sempre sinonimo di prodotti naturali, genuini e di alta qualità, e grazie anche al rilancio avviato a fine 2013 da parte di Generale Conserve, gode di grande notorietà e copertura distributiva in Italia come in vari Paesi esteri, collocandosi nel segmento premium del mercato delle conserve vegetali. Il Consorzio Casalasco del Pomodoro, prima filiera italiana nella coltivazione e trasformazione di derivati del pomodoro, con un fatturato di 230 milioni di euro, oggi conta 370 aziende agricole associate che coltivano 7mila ettari di terreno dislocati nella Pianura Padana tra le province di Cremona (dove ha sede a Rivarolo del Re), Parma, Piacenza e Mantova. Una terra che oggi permette alle 550mila tonnellate di pomodoro fresco raccolto di essere trasformato nei 3 stabilimenti di proprietà della cooperativa in prodotti esportati in 60 Paesi nel mondo. Grazie all’accordo tra le due aziende, assistite dallo Studio Vitale & Co coadiuvato da Lmcr e dallo Studio De Bellis, l’acquisizione garantisce che De Rica resti in Italia. L’operazione riporta il rinomato brand nella sua zona originaria di produzione e decreta il passaggio di un altro importante marchio italiano direttamente in mano al mondo agricolo cooperativo, espressione di una filiera tutta italiana con un forte legame col proprio territorio d’origine.

Gellify entra in Silicon Valley investendo nella startup Beaconforce

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BOLOGNA – Gellify, piattaforma di innovazione B2B in grado di connettere le start up software digital alle aziende tradizionali, annuncia l’ingresso nel proprio programma di gellificazione di Beaconforce, piattaforma che tramite l’ascolto e il feedback continuo tra dipendenti e manager permette di migliorare la loro motivazione intrinseca e quindi la produttività, la retention dei talenti e le performance dei team. Con la piattaforma SaaS, Beaconforce trasforma i feedback forniti dai dipendenti con una apposita app mobile in informazioni strutturate, attraverso algoritmi di intelligenza artificiale. La start up nasce nel 2016 a San Francisco ed è già un’azienda distribuita a livello globale con risorse negli Stati Uniti, in Italia, in India, in Canada e in UK. «L’ingresso di Beaconforce nel portafoglio di Gellify rappresenta il nostro primo importante investimento in una realtà della Silicon Valley ad alto potenziale di crescita – dichiara Fabio Nalucci, CEO e founder di GELLIFY – perché va incontro, sfruttando le analytics e l’intelligenza artificiale, a una delle più grandi criticità delle aziende di oggi, ovvero la gestione e il coinvolgimento delle risorse umane e dei talenti». «L’idea di Beaconforce nasce dai risultati di oltre vent’anni di studi scientifici e accademici – dichiara Luca Rosetti, Ceo di Beaconforce – che hanno dimostrato che le persone sono realmente motivate da una spinta interiore che le fa agire per propria gratificazione personale, perché sono immerse in un’attività coinvolgente e appagante. La forza della motivazione intrinseca e dell’efficacia di questi studi è evidente anche dal successo dei progetti Beaconforce, in tutto il mondo: nei primi due mesi dall’adozione da parte dell’azienda oltre il 70% dei dipendenti entra spontaneamente nel nostro circolo virtuoso di feedback». Beaconforce è uno strumento di ascolto e non di controllo e consiste nel ricevere quotidianamente da parte dei dipendenti due domande a risposta multipla a cui è possibile rispondere volontariamente e in maniera anonima. In questo modo la persona si sente parte integrante e attiva dell’organizzazione e fornisce al contempo dati ed informazioni, che vengono poi tradotti in raccomandazioni pratiche consigliate ai manager. Gellify opera tramite altre due business unit: Gellify Air, focalizzata sui programmi di innovazione delle aziende italiane, per creare un flusso di innovazione che congiunga imprenditori digitali ed imprenditori tradizionali con un verticale sull’Industria 4.0, e Gellify Investment, composta da un team di sei investitori, che si posiziona accanto ai principali venture capitalist italiani come capacità di investimento in start up.

  

Royal Group: tutta l’energia che serve alla ripresa delle pmi

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COMO – Mentre l’economia italiana continua a mandare chiari segnali di ripresa, soprattutto per i settori con maggiore attività sui mercati esteri, si affaccia all’orizzonte una stagione di accelerazioni anche sul fronte del costo energetico: «Quando aumenta la domanda, proprio a causa della ripresa delle attività produttive, cresce il valore dell’offerta. E’ quanto sta avvenendo anche nel comparto energetico con i rincari del costo della materia prima già registrati nell’ultimo trimestre, con l’impennata di novembre», spiega Vincenzo Forino, amministratore delegato di Royal Group (www.royalgroupsrl.it), società che opera dal 2007 – cioè dall’avvio del mercato libero dell’energia – come fornitore diretto di energia elettrica e gas a imprese, pubbliche amministrazioni e istituzioni private. Nell’ultimo decennio l’evoluzione del prezzo dell’elettricità è stata generalmente in crescita, ad eccezione del biennio 2009-2010, per l’effetto della crisi economica che ha colpito il Paese. Nel 2017 il prezzo all’ingrosso dell’energia ha subito un aumento dovuto alla chiusura delle centrali nucleari in Francia, che ha fatto salire il costo anche nelle nostre bollette. Così Royal Group ha avviato una strategia commerciale finalizzata all’ottimizzazione del costo dell’energia, sia attraverso la possibilità di interventi di efficientamento energetico, sia soprattutto mettendo in campo un squadra di consulenti d’area per una presenza capillare nei territori dove maggiore è la richiesta di energia a fini produttivi, cominciando proprio dal nord Italia. «Stiamo investendo nello sviluppo di una rete di consulenti commerciali che possa affiancare gli imprenditori nella valutazione e nella scelta delle migliori condizioni tariffarie, per poter garantire sensibili risparmi economici e una forte componente di servizio», aggiunge Alberto Viotto, responsabile commerciale nord Italia. Come si muove il team Royal Group? «Vogliamo umanizzare il rapporto tra fornitore e cliente, superando la logica asettica e spesso inefficiente del call center. Il nostro primo contatto tende ad analizzare le fatture sia di energia elettrica sia di gas naturale per valutare il posizionamento economico sul mercato, individuare eventuali voci poco “trasparenti” in fattura e favorire abbattimenti di tassazione, con un resoconto oggettivo che può anche confermare la validità del contratto in essere. Infatti il nostro obiettivo non è la vendita, ma la creazione di clienti soddisfatti e fidelizzati. In seconda battuta formuliamo un’eventuale offerta commerciale migliorativa, con riduzione di Iva e accise (ove possibile per legge), ripartizione vantaggiosa per kw/h o Smc, procedure snelle e rapide per la risoluzione di problematiche tecnico-contabili, gestione diretta di nuovi allacciamenti o aumenti-riduzioni di potenza dei contatori, progetti di efficientamento in ambito civile, industriale, commerciale». Royal Group sta inoltre procedendo alla stipula di convenzioni e accordi quadro con associazioni di categoria e territoriali, per favorire forniture e tariffe su misura per i diversi comparti economici (industria, artigianato, commercio, terziario eccetera). Grazie alla convenzione siglata con Voxfabrica, è possibile richiedere gratuitamente la valutazione del proprio conto energetico e ricevere un’offerta a condizioni migliorative. Per maggiori informazioni rivolgersi a: direzione@voxfabrica.it.

Film plastici: AMB apre il secondo polo e raddoppia la produzione

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S. DANIELE DEL FRIULI – Alla luce del trend positivo dei risultati economici, del piano di investimenti pluriennale e di un avanzato modello di innovazione del prodotto, AMB Spa – azienda italiana e punto di riferimento internazionale per la realizzazione di film plastici multistrato destinati prevalentemente al packaging di alimenti – annuncia il nuovo piano di sviluppo e l’apertura di un secondo stabilimento ad Amaro, che dal luglio affianca lo storico quartier generale di San Daniele del Friuli. Il nuovo insediamento, frutto di un investimento di 6,6 milioni di euro, si trova ad Amaro e supera i 25 mila metri quadrati, destinati a produzione, logistica e uffici direzionali. Il graduale aumento della capacità produttiva tramite l’acquisto e l’installazione di nuovi impianti di estrusione e della prima linea produttiva Cast si completerà entro il 2017 e permetterà di ottenere una produttività complessiva pari a 65 mila tonnellate, di cui 15 mila derivanti dalla nuova produzione di Amaro; cifra quest’ultima destinata a raddoppiare entro il 2018. Dal punto di vista dell’occupazione, ai 230 dipendenti attualmente impiegati nella sede originaria di AMB Spa se ne aggiungono 41 per il secondo sito, che raggiungerà a breve quota 110 addetti. L’investimento per l’espansione di AMB Spa nel biennio 2017-2018 è di 15 milioni di euro e permette di prevedere un fatturato 2017 che supera 100 milioni di euro (il fatturato del 2016 è di 89,3 milioni di euro). Per il turn over 2018 si punta a 113 milioni di euro. «La crescita costante di AMB e la volontà di essere partner strategici nei progetti di crescita dei nostri clienti – dichiara il presidente Bruno Marin – ci hanno indotto a trovare nuovi spazi produttivi e logistici, oltre che per il management. Il sito si trova in un’area geografica importante che consente velocità ancora maggiore nel raggiungere i mercati di riferimento. Alle positive ricadute occupazionali, all’aumento della produttività e della solidità offerta ai clienti, si conferma lo spirito innovatore che ci contraddistingue da sempre, con prodotti tecnologicamente performanti che coprono tutte le esigenze del cliente e servizi avanzati: dalla progettazione alla consegna del prodotto finito, ovvero alla sua completa gestione». L’impegno di AMB Spa per una produzione sostenibile è costante e dimostrato dagli importanti progetti avviati nell’ultimo triennio. Progetti che sono diventati realtà e dettano il trend del mercato del packaging alimentare di qualità. Oggi AMB Spa è in grado di produrre con materiali riciclabili monocomponenti, suddivisi in diversi strati e per diverse funzionalità. La produzione water-based per il mondo della plastica è stata un’autentica rivoluzione: grazie all’assenza di solventi, i prodotti alimentari hanno garanzia di totale preservazione dalla migrazione di sostanze indesiderate, mantenendo un’eccellente qualità di produzione: identici colori, versatilità grafica, possibilità di soluzioni e finiture accattivanti. La tecnologia water-based dà vantaggio competitivo a tutte le aziende che propongono alimenti basati su ingredienti di qualità, rispetto per l’ambiente e risposta – anticipata – alle norme sempre più restrittive in materia di imballaggio.

 

Da Phonetica a Ingo: nasce il gruppo delle relazioni “human to human”

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MILANO – Ha avuto per teatro il World Business Forum di Milano l’annuncio di Phonetica, azienda italiana da vent’anni leader nel customer care e nelle relazioni “human to human”, che ha comunicato alla business community la nascita di una nuova struttura societaria, 100% italiana, primo atto del piano industriale 2020. Leader nel mondo del business process outsourcing, Phonetica Spa ha deciso di rinnovare la propria struttura corporate, creando il nuovo Gruppo Ingo, a cui faranno capo quattro società: Phonetica Srl, che rafforza la propria focalizzazione nella gestione delle relazioni in outsourcing, Intoowit Srl, technology solution provider, Tessa Srl, società di relation design, e Oppplà, la nuova business unit dedicata ai nuovi processi di vendita multicanale. Un bundle unico nel mercato dei servizi. È stato lo speaker d’eccezione del Forum, Nicholas Negroponte – cofondatore del Massachusetts Institute of Technology Media Lab e punto di riferimento mondiale per quanto riguarda l’innovazione e la visione del futuro – a lanciare Ingo durante il suo speech. «In questo momento di grande evoluzione tecnologica, è nostro obiettivo accompagnare le aziende nell’innovazione delle loro relazioni con servizi, prodotti e percorsi di empowerment di eccellenza», ha dichiarato Marco Durante, ceo di Ingo. «La nostra organizzazione è sana e solida, le nostre competenze si continuano ad arricchire; le aziende che si affidano a noi ci stanno dando fiducia nel continuare sulla strada del valore. La crescita conseguita in questi anni e l’impegno verso tutte le persone che collaborano con noi ci motiva a guardare avanti e ad abbracciare nuove sfide per mantenere la nostra competitività e il nostro posizionamento sul mercato. Da oggi nasce quindi un Gruppo che vuole proporre al mercato un’offerta d’eccellenza nella gestione dei processi di relazione delle aziende». Attraverso le specializzazioni di competenze e processi delle società del gruppo, Ingo sarà in grado di fornire un’offerta unica sul mercato attraverso soluzioni integrate: dai servizi cross channel di contact center, allo sviluppo di software e soluzioni digitali IoT, fino ai percorsi consulenziali per esprimere il massimo del potenziale relazionale delle aziende.

 

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