Con un piano da 5 milioni si rilancia uno storico brand della termoelettromeccanica

UDINE – Un progetto completo e strutturato, che punta su una delle aziende più affermate del distretto della termoelettromeccanica per rilanciarne lo sviluppo. E’ quello firmato da una società finanziaria, rappresentata dall’imprenditore Giorgio Visentini, che ha investito 5 milioni di euro per ricapitalizzare direttamente ThermoKey Spa, diventandone così azionista di maggioranza e assumendone la gestione diretta. La storica azienda, leader nella progettazione e realizzazione di macchine per lo scambio termico, è stata fondata nel 1991 a Rivarotta di Teor e nel 2013 ha attraversato la crisi più profonda della sua ventennale storia. A causa della stretta creditizia, scaturita dalle difficoltà finanziarie della società controllante, la ThermoKey sembrava destinata a languire nelle pieghe della crisi fino alla cessazione di ogni attività. L’operazione di salvataggio, effettuata in tempi brevissimi dettati dalla gravità della situazione e fino ad ora un unicum nel panorama regionale, ha portato a un aumento di capitale di 5 milioni di euro e contestualmente alla definizione di un piano industriale. Il tutto grazie ad una rapida negoziazione con banche e fornitori. «Grazie al nuovo accordo ThermoKey ha evitato lo stralcio degli impegni societari mantenendo al contempo l’occupazione. Progettiamo di conquistare una posizione leader in Europa nel settore: per farlo ci affidiamo ai vantaggi competitivi della nostra tecnologia, all’affidabilità ed energia di una squadra ricompattata e pronta a remare nella stessa direzione, alla volontà di sfidare la competizione globale”. Con queste parole Giorgio Visentini, classe 1948, ingegnere con Master in Economia, manager e imprenditore con significative esperienze in Danieli Spa, Lima Spa, e dal 1999 al 2009 titolare della C*Blade Spa leader nel settore delle pale per turbina, ha presentato a inizio 2014 ai collaboratori – sono ben 160 i dipendenti in Italia – il suo progetto di sviluppo per ThermoKey Spa. «Le potenzialità ci sono: il nostro piano di sviluppo punta ad aumentare proporzionalmente il fatturato, fino ad arrivare a 60 milioni di euro in 5 anni. Partiamo con un 2013 a 30 milioni di euro. Possiamo contare, oltre che sulla casa madre, anche sulle consociate in Germania, Turchia e Brasile. Attualmente quasi il 50% del nostro giro d’affari è costituito dal mercato italiano, mentre il restante è europeo. L’obiettivo è di incrementare la quota export puntando ai paesi del nostro continente, in special modo il mercato tedesco, ma guardiamo anche all’Est Europa e al Sudamerica, dove i tassi di crescita sono ben diversi dai nostri».

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