Ideascudo lancia il tessuto che protegge dai campi elettromagnetici

Siamo tutti “immersi” in un elettrosmog permanente, causato dall’utilizzo continuativo di apparecchi elettronici come computer, smartphone, sistemi wireless. E’ da questa consapevolezza che è nato e si sta sviluppando uno dei settori più promettenti dell’industria tessile italiana: quello dei tessuti tecnici protettivi, con funzione di schermatura dai campi elettromagnetici. Pioniere in questa attività è Paolo Inzaghi, titolare del gruppo Creamoda e primo produttore in Italia di tessuti schermanti. «Frutto di anni di ricerche e investimenti in brevetti, la nostra attività riguarda l’ideazione e la realizzazione di materiali tessili che schermano l’inquinamento elettromagnetico: abbigliamento, tendaggi, articoli per l’edilizia, materiali utilizzabili anche in serre e allevamenti, al fine di proteggere dall’elettrosmog tutti gli organismi viventi». La storia racconta che Inzaghi fonda la sua azienda nel 1993, con il preciso scopo di sviluppare brevetti relativi a materiali tessili innovativi, in grado di abbattere il rischio per la salute dovuto al crescente impiego di fonti elettromagnetiche. Nel 1998 l’imprenditore raggiunge un accordo con una società produttrice di filati per l’utilizzo, la produzione e la commercializzazione del tessuto schermante dalle onde elettromagnetiche. «Da questo accordo sono scaturiti diversi brevetti, tra cui uno relativo a tessuti schermanti in genere e un altro per la realizzazione di pannelli vetrati. Di fatto, siamo l’unica società operante in Italia, tramite il brand Ideascudo, a disporre in esclusiva del materiale tessile ad azione schermante”. Che ha trovato subito molteplici impieghi pratici, per tre linee di tessuto: a rete per uso edilizio, in poliestere per tende e in cotone per abbiglia
mento. Ma come funziona un tessuto schermante? «Il cuore del prodotto è un filo metallico, prodotto utilizzando diversi composti minerali: il filo viene poi intessuto all’interno del materiale tessile che si desidera schermare, realizzando così una trama che riproduce una sorta di gabbia di Faraday. Dopodiché, il materiale finito può avere diversi utilizzi». Parallelamente all’attività di ricerca dei vari prodotti che compongono l’attu
ale gamma di tessuti schermanti, Creamoda ha infatti avviato anche la commercializzazione di prodotti finiti, rivolti sia a privati sia ad aziende: dalla linea di custodie per telefoni cellulari alle camicie per uomo e donna, dai camici di tipo ospedaliero per medici e radiologi alle tute da lavoro e alle stuoie per letti. Fino agli interventi più complessi, come la schermatura di una centrale elettrica a Manfredonia, commissionata dal gruppo Marcegaglia, o la protezione di magazzini logistici di Cisalfa: «Grazie alla versatilità del prodotto, riusciamo a schermare anche edifici interi. Il settore edile è molto promettente: abbiamo sviluppato alcuni progetti con il Politecnico di Milano e collaboriamo con diversi enti certificatori e piattaforme di distribuzione di materiali edili, come Material Connection». Inzaghi non nasconde il forte interesse manifestato da altri Paesi, ma il suo obiettivo è far crescere in Italia un’industria di applicazioni che utilizzino il suo tessuto anti-elettrosmog.

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