INDICE IFIIT: in gennaio torna a crescere la tendenza a investire in innovazione tecnologica

Dopo una fase di calo che ha contrassegnato tutto il quarto trimestre del 2012 l’Indice Ifiit (Indice di fiducia sugli investimenti in innovazione tecnologica) è tornato a salire dai 30,30 punti del mese di dicembre agli attuali 30,80 dell’ultima rilevazione. Si tratta di un recupero non consistente, ma significativo, in quanto potrebbe mettere in evidenza il tentativo di un cambiamento di rotta, da verificare nel corso delle prossime stime. Dal punto di vista macroeconomico la risalita dell’Indice è da imputare alla crescita delle esportazioni e dal rafforzamento di alcuni distretti del made in Italy, in particolare di quelli legati alla moda, alla meccanica e all’agroalimentare. Per la quasi totalità dei comparti produttivi il clima resta tuttavia stagnante, sui livelli minimi già individuati nelle precedenti analisi. Tra gli imprenditori intervistati viene rilevata e confermata una diffusa prudenza, frammista al desiderio di esplorare possibili alternative, tra cui ristrutturazioni e/o cessione delle attività, delocalizzazione estera. Confermate le debolezze dei settori legati all’edilizia e al commercio, ma a soffrire cominciano anche alcuni segmenti della logistica. E’ ancora consistente la percentuale di imprenditori che lamenta una elevata difficoltà a ottenere credito dal sistema bancario. Nonostante il calo dello spread, i tassi di interesse reali praticati dalle banche nei confronti delle imprese sono ancora molto alti e impediscono una politica di sviluppo innovativo, di processo e di prodotto. In molte zone del Paese si percepisce che nel prossimo futuro possa verificarsi un aumento dei fallimenti. Segnalano un’elevata propensione agli investimenti tecnologici alcuni comparti industriali come la moda, la meccanica fine e l’aerospaziale, con una certa ripresa di vivacità per la filiera agro-alimentare. Stabile la fiducia degli imprenditori legati ai settori nautici, del lusso e della grande distribuzione organizzata. Ancora molto deboli i segnali di propensione agli investimenti in diversi settori professionali e artigianali. Scarsa attitudine mostrano anche l’edilizia e il commercio al dettaglio, che restano le due aree maggiormente colpite dalla crisi recessiva in atto. La propensione a investire in innovazione produttiva resta elevata in Lombardia, nel Nord-Est e in alcune aree del Centro. In prevalenza è ancora in calo nel resto del Paese.

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