Industria 4.0: Ungari Group lancia la sfida del miglioramento continuo

CORMANO – «La vera sfida dell’Industria 4.0 è la possibilità, oggi a portata di mano, di cambiare in meglio i nostri modelli organizzativi e aumentare la nostra competitività attraverso le persone che lavorano con noi, con l’obiettivo di generare più valore a favore dei clienti»: così Marco Ungari, amministratore unico di Ungari Group, inquadra le finalità dell’evento organizzato a metà maggio presso la sede operativa del gruppo, che alla presenza di un parterre di grande rilevanza impreditoriale e istituzionale – Maurizio Mazzieri di Toyota Material Handling Italia, Emanuele Cesari di Toyota Academy, Stefano Valvason di API Milano, Massimo Levratto di Samsung, Paolo Barbateli di Rold e Michele Crivellaro di Centro Sistemi – e con la partecipazione di oltre 150 addetti ai lavori, ha messo a tema il modello del Toyota Way e gli strumenti del programma governativo Industria 4.0 come vera e propria sfida per le piccole e medie imprese.
«Questo incontro – prosegue Ungari – ci ha dato l’opportunità di approfondire la conoscenza del mondo Toyota e scoprire così i benefici derivanti dall’applicazione dei principi del Toyota Way e del TPS (Thinking People System) inteso come modello organizzativo». Per Ungari Group l’implementazione del TPS ha rappresentato una svolta significativa, «perché è un sistema di management che mette le persone al centro: il TPS permette ai membri di un team di incrementare la qualità ottimizzando costantemente i processi e eliminando inutili sprechi. In estrema sintesi, è l’applicazione del “buon senso” quotidiano a problematiche anche complesse». A cui ha fatto seguito l’implementazione di nuove metodiche gestionali e nuove tecnologie – davvero in linea con l’Industria 4.0! – per rendere più “smart” i processi aziendali.
Sul Toyota Way quale premessa “culturale” allo sviluppo dei concetti di fabbrica intelligente o smart factory è intervenuto Maurizio Mazzieri: «Se riteniamo che oggi il valore di un prodotto sia fatto dal cliente, che lo vuole sempre più customizzato, allora si può dire che il sistema Toyota come paradigma produttivo sia il più conveniente in questo scenario. Però in Toyota sappiamo anche perché da noi funziona e altrove no, se non raramente. Perché questo non è il TPS ma il Toyota Way, dove le due parole magiche sono monozukuri, cioè l’arte di saper fare le cose attraverso le persone, e hitozukuri, ovvero l’arte di saper formare le persone. Senza di questo non funzionerebbe la lean o la smart factory, e quindi non sarebbe possibile passare all’Industria 4.0». Concetti esplicitati da Emanuele Cesari, che con la Toyota Academy sta diffondendo formazione e consulenza sul modello Toyota presso le pmi italiane, e trasformati in case history di successo nell’esperienza condotta dalla Rold, azienda manifatturiera che produce componenti elettronici per l’industria, in collaborazione con Samsung, colosso mondiale dell’elettronica di consumo, i cui prodotti consumer sono stati utilizzati in modo innovativo da Rold per generare miglioramento continuo nell’organizzazione aziendale, sfruttare tutti i vantaggi degli investimenti attuati sulla produzione e aumentare in modo marcato il fatturato proprio a partire dall’inizio della crisi. Anche Centro Sistema, con il gestionale Itek, ha mostrato in che modo la tecnologia informatica resa “amichevole” possa ottimizzare flussi di informazioni tecniche e commerciali agevolando il lavoro dell’intero staff aziendale. Lo ha ribadito Stefano Valvason, confermando che questa svolta epocale è realmente a portata di mano, grazie anche alle agevolazioni fiscali comprese nel piano nazionale per l’Industria 4.0.

 

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