La piccola officina meccanica che produce i pezzi più grandi al mondo

MEDOLAGO – E’ curioso che una piccola azienda della Bergamasca, con una quindicina di addetti e un fatturato annuo intorno ai 2 milioni di euro in ripresa dopo il periodo più critico del 2010, possa operare in collaborazione con i più importanti gruppi internazionali dell’oil & gas e dell’energia, lavorando alcuni dei più grossi prodotti industriali che si fabbrichino in tutto il mondo. L’ultimo pezzo particolare che la Comall Officine Meccaniche ha realizzato pesa 80 tonnellate ed è lungo 12 metri. «E’ un prototipo di slitta utilizzata per la posa delle tubazioni sottomarine: viene installata su una nave e serve a far “srotolare” le tubazioni che devono essere collocate sul fondo del mare», spiega Evelina Pesavento, giovane manager ed esponente di seconda generazione della famiglia che, negli anni ’60, diede vita a questa impresa specializzata nelle costruzioni e lavorazioni meccaniche contoterzi. «Di recente abbiamo lavorato una connessione a “Y” per la conduttura di un oleodotto. Il pezzo grezzo pesava 90 tonnellate e, dopo cinque mesi di trattamenti effettuati nella nostra officina, era stato ottimizzato a 30 tonnellate. La particolarità di questa connessione è che ne esistono solo 18 al mondo e, di queste, cinque le abbiamo lavorate noi». Per questo tipo di lavorazioni meccaniche la difficoltà maggiore è il trattamento di alesatura, fresatura e tornitura in profondità e non tutte le officine sono attrezzate per soddisfare questa esigenza. «Noi interveniamo in una piccola ma importante fase del processo produttivo, perché ci occupiamo sia della lavorazione meccanica sia dei controlli e collaudi. Abbiamo investito in formazione, capacità ingegneristica, strumenti e macchinari per dare questo servizio ai nostri clienti, cioè sia le società meccaniche che poi forniscono i pezzi finiti a gruppi come Ansaldo, Nuovo Pignone,? Samsung o General Electric, sia gli ispettori qualità e sicurezza di queste grandi compagnie. Come è arrivata la Comall a questo risultato? «Fino agli anni ’90 abbiamo sviluppato la costruzione di macchine per la lavorazione della lamiera. Poi le condizioni del mercato, che hanno visto entrare competitor cinesi e turchi molto aggressivi, insieme a una standardizzazione della tecnologia che rendeva più incidente il costo del personale, ?abbiamo iniziato a potenziare le lavorazioni meccaniche conto terzi e da quel momento si è aperto un nuovo mercato. Oggi siamo tra i pochi al mondo in grado di svolgere queste lavorazioni, grazie all’evoluzione di un know how meccanico interamente sviluppato all’interno nella nostra officina».

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