Sarà lanciato nel 2014 il satellite progettato dagli studenti del Politecnico di Milano

MILANO – Si chiama Esmo, acronimo di European Student Moon Orbiter, ed è un progetto dell’Agenzia spaziale europea (Esa) il cui ambizioso obiettivo è costruire un satellite, interamente progettato da studenti ?universitari, in grado di posizionarsi in orbita attorno alla Luna. Al momento il progetto coinvolge 21 università in undici Paesi con più di 250 studenti. L’Italia partecipa al progetto con ben tre squadre, due con sede al Politecnico di Milano e una all’Università dell’Aquila. ?Il progetto è coordinato dalla società Surrey Satellite Technology Ltd, prime contractor di Esa, che mette a disposizione degli studenti? la possibilità di interagire con i suoi tecnici e ingegneri per avere ogni tipo di supporto tecnico sul lavoro da svolgere, oltre all’opportunità di partecipare a workshop in cui possono confrontarsi tra loro, in un ambiente internazionale, riguardo agli sviluppi presenti e futuri del progetto. ?«L’avere tra le mani un progetto che verrà realmente realizzato e mandato in orbita è una grande emozione. Ci dà molta soddisfazione poter essere in grado di partecipare e abbiamo lavorato sodo per sviluppare le necessarie competenze tecnicoscientifiche», dice Antonello Cherubini, membro della squadra del Politecnico di Milano che si occupa del sistema di propulsione del satellite. «Gestire una squadra di studenti è una grossa sfida poiché richiede non solo competenze ingegneristiche, ma anche imparare a destreggiarsi tra questioni organizzative e manageriali», aggiunge Stefania Tarquini, studentessa a capo dello stesso gruppo. Gli obiettivi del progetto ESMO sono:

? lanciare una sonda progettata e costruita interamente da studenti universitari e metterla in orbita lunare;

? eseguire nuove misurazioni rilevanti per dimostrazioni tecnologiche degli strumenti imbarcati;

? acquisire immagini della luna e ritrasmetterle sulla terra a scopo scientifico e didattico, in modo che scuole e istituti superiori possano richiedere immagini di particolari zone del suolo lunare.

Il satellite lunare alloggerà anche un piccolo radar, un rilevatore di radiazioni e un radiometro a microonde passive, oltre ad un esperimento per testare un protocollo di comunicazione lunare di tipo internet. Due le squadre del Politecnico coinvolte nel progetto. La prima, Propulsion? System Liquid Feed , è composta da 25 membri e si occupa dell’alimentazione liquida dei motori (tubature, valvole, regolatori di pressione); la seconda, Attitude and Orbit Control System, dovrà invece riconoscere, attraverso componenti posti su satellite, l’orientamento dello stesso nello spazio e modificarlo opportunamente.

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