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Come investire un milione di euro (in tempi di crisi) e lavorare meglio

PILA – Di questi tempi, un’azienda della subfornitura per la lavorazione di metalli e plastiche che investe un milione di euro in un nuovo macchinario è rara come una banca generosa. Eppure è proprio quello che hanno appena “combinato” i fratelli Mauro e Gianpaolo Prandina, titolari insieme ad altri due soci della Copra, una dinamica realtà industriale del vercellese specializzata in valvolame e raccordame, che occupa 16 addetti e ha chiuso il 2011 a 5 milioni di euro di fatturato. In crescita, ma senza sedersi sugli allori: «Abbiamo inserito nel parco macchine un plurimandrino a controllo numerico – spiega Mauro Prandina – grazie al quale possiamo effettuare lavorazioni molto complesse con tempi ridotti. Del resto, il nostro punto di forza è proprio la capacità di lavorare i materiali più tenaci mantenendo prestazioni elevatissime, basse rugosità, forature profonde e fresature con ampie asportazioni di truciolo su particolari di grandi dimensioni. Siamo precisi, rispettiamo specifiche tecniche e tolleranze, garantendo il giusto prezzo». E il lavoro non manca alla piccola impresa di Pila: la clientela è essenzialmente italiana, con qualche commessa all’estero (Francia e Austria), per i più diversi settori produttivi, dall’arredobagno (per marchi di prestigio come Gessi, Newform, Lira, Paini e Brandoni) all’antincendio. « Possiamo realizzare campionature di poche decine di pezzi sino a produzioni da centinaia di migliaia di unità, in qualsiasi tipo di materiale», conclude Prandina.

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