BASSI: Team Up Work, più risorse per i piani industriali delle pmi

MILANO – «Con la costituzione e la quotazione a Piazza Affari di Team Up Work intendiamo colmare il gap che si è creato tra la finanza e l’economia reale, quella rappresentata da micro, piccole e medie aziende industriali, contribuendo a salvaguardare e valorizzare il patrimonio industriale italiano, sviluppare il know how tecnico e commerciale delle pmi e coinvolgere le competenze di manager specializzati in diversi settori della produzione e del terziario»: ha le idee chiare Carlo Bassi, fondatore e amministratore delegato di BacktoWork24, l’innovativa piattaforma di matching tra imprenditori, manager e investitori, nel presentare la nuova “creatura”. Nell’intervista che segue, a cui interviene anche Euan Lonmon, responsabile sviluppo di Team Up Work, ne scopriamo obiettivi e programmi.

Perché Team Up Work? E’ l’ennesimo fondo d’investimento “mordi-e-fuggi” inventato dai creativi della finanza?

Bassi: «Certamente no: Team Up Work è una holding di partecipazione, nata a inizio 2014 per porsi quale soluzione e supporto allo sviluppo industriale di micro, piccole e medie imprese, che vogliono partecipare alla ripresa economica ma devono anche saper cogliere tre opportunità: una maggior disponibilità finanziaria per nuovi investimenti, la possibilità di portare eccellenze manageriali al loro interno, l’occasione di entrare da protagoniste in un mercato molto più ampio ma anche molto più difficile da definire nei suoi canali e nelle sue nicchie».

Come intende operare questa holding di partecipazione?

«In sostanza Team Up Work è una Spa che vuole acquisire quote di partecipazione e di governance “intelligente” in aziende dove sono presenti almeno due criteri: una potenzialità di sviluppo individuata alla luce di un piano industriale e una possibilità di strutturazione delle responsabilità tale da poter co-gestire l’azienda. Infatti l’intervento di partecipazione dei soci di Team Up Work, che sono tutti manager di provata esperienza nei più importanti settori dell’industria e del terziario, è anche gestionale e non solo capitalistico».

Qual è la differenza rispetto a un comune fondo d’investimento?

Lonmon: «Rispetto a un fondo, che ha esigenze prioritarie di remunerazione dell’investimento a breve-medio termine, la nostra holding “sposa” la causa del piccolo imprenditore condividendo sul lungo termine i rischi e le opportunità dello sviluppo industriale. E questo vale per tutte le aziende partecipate, perché si ottengono dei vantaggi evidenti, a cominciare dall’atomizzazione del rischio e dalla possibilità di diventare come holding un soggetto attrattivo anche per investitori istituzionali, italiani ed esteri, rassicurati dalla trasparenza delle partecipazioni e dalla quotazione in Borsa. Ci sono diversi fondi e compagnie tedesche molto interessati ad acquisire quote di partecipazione in piccole imprese italiane ad alto valore tecnologico aggiunto. Team Up Work è lo strumento per consentire all’imprenditore di veder affluire capitali freschi senza perdere il controllo della sua azienda».

Come avviene la selezione delle imprese da partecipare?

«Abbiamo già individuato una ventina di imprese che hanno i giusti requisiti per entrare nella “squadra” di Team Up Work. Proprio perché siamo manager con esperienza in ambiti industriali, siamo in grado di valutare la realtà e la prospettiva di un’azienda senza limitarci alle dimensioni di organico, al volume di fatturato o alla quadratura dei bilanci, ma individuandovi il potenziale ancora inespresso o una novità da sviluppare. L’industria è la nostra vera ricchezza e non vogliamo vederne svuotato il contenuto di know how, fondato su trenta, quarant’anni di eccellente attività imprenditoriale. Ci sono aziende che hanno capacità e potenzialità ma magari non hanno il mezzo milione di euro necessario per dare una svolta tecnologica o commerciale, e che forse tra due/tre anni avranno anche problemi di governance per mancanza di ricambio generazionale. Noi possiamo proporre una soluzione logica in modo sistemico, creando opportunità d’investimento senza veder scomparire le aziende».

In sostanza, la finanza diventa strumento vero di supporto all’economia…

Bassi: «Il nostro strumento aumenta la quantità di capitale trasferibile verso la micro e piccola impresa, attraverso la funzione di un manager che sarà sempre determinante perché è il garante della governance del progetto strategico della singola impresa partecipata. E’ in questo concetto che risiede la finalità sociale di Team Up Work: non siamo l’ennesimo prodotto della finanza creativa, ma gli interpreti della capacità industriale in senso lato della pmi italiana, attraverso la patrimonializzazione della ricchezza industriale.  Dare supporto alle aziende significa mantenere occupazione e benessere sociale. Noi non facciamo selezione in funzione dei settori industriali; è innovativo anche chi sa realizzare un nuovo processo di produzione dei mobili di legno in Brianza. Non è un approccio esclusivo ma inclusivo, e ha la portata di un progetto di sistema perché ha l’obiettivo di moltiplicare gli investimenti non su quei tre/quattro target a più rapido valore di rendimento, ma su chi ha una prospettiva di lunga gittata».

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