CONFARTIGIANATO: un progetto per valorizzare la manifattura avanzata nell’area del dopo Expo

MILANO – Expo 2015 è vicina, ed è già il momento di pensare al futuro: in particolare al futuro dell’area Expo, un’area di 500 mila metri quadrati  collocata in un’area metropolitana strategica e ricca di infrastrutture, fisiche e digitali. «Condizioni eccezionali – ha sottolineato il presidente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti, incontrando il sottosegretario ai Rapporti con la Città Metropolitana e al coordinamento dei progetti speciali, Giulio Gallera – che rappresentano il terreno ideale per realizzare un’idea progettuale capace di valorizzare al meglio il sistema produttivo lombardo e  con esso tutto il territorio regionale, in una logica di lungo periodo». Il progetto proposto da Confartigianato Lombardia prevede la creazione di un «Polo del sapere, del saper fare della manifattura avanzata e del nuovo artigianato”: un ecosistema efficiente ed aperto a tutti i soggetti innovatori che veda la presenza di spazi per laboratori di ricerca applicata, per “scuole dell’artigianato” di nuova generazione, per un incubatore di startup  di micro e piccole imprese artigiane che operano nella manifattura avanzata nei diversi settori. Spazi che, nella quotidianità, favoriscano condivisione, collaborazione, contaminazione, voglia di innovazione, aggregazione tra produzioni “materiali” e “immateriali”. La proposta di Confartigianato Lombardia ha l’obiettivo di dare valore all’evoluzione in corso nel sistema produttivo regionale, che vede tra i nuovi protagonisti la manifattura avanzata, basata sulla digitalizzazione dei metodi produttivi e sull’impiego di nuovi materiali e nuovi processi e servizi, e quindi un neo-artigianato tecnologico che punta sull’integrazione tra nuove tecnologie, il saper fare e la creatività, valorizza la progettazione condivisa e percorre la strada della produzione personalizzata. «In questo scenario l’elemento distintivo è proprio il “lavoro artigiano” – ha proseguito Massetti – che nasce dal mettere insieme tecnologia e tradizione per dare senso e valore economico a prodotti altrimenti facilmente replicabili. Si tratta, di fatto, di un modo di produrre che restringe il confine tra il mondo dell’industria e quello dell’artigianato». L’evoluzione del sistema economico produttivo è stata peraltro, nel corso dell’ultimo anno, al centro di un confronto costruttivo tra le associazioni artigiane e l’assessore regionale alle Attività Produttive Mario Melazzini, che ha portato all’avvio di un percorso legislativo per la definizione di una legge sul lavoro artigiano. E proprio in questa di definizione dei contenuti del progetto di legge potrebbe inserirsi il progetto per la destinazione dell’area Expo nel post evento.

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