Dalla fabbrica alla Scuola del falegname per valorizzare mezzo secolo di successi

BERGAMO – Una storia lunga cinquant’anni, celebrata con l’avvio di un’iniziativa rivolta al futuro. Tino Sana, storico patron dell’omonima azienda bergamasca, famosa nel mondo per la realizzazione di arredi per alberghi, navi da crociera e complessi comunitari di grande prestigio, ha festeggiato così il primo cinquantenario della sua attività inaugurando direttamente in azienda la Scuola del Falegname: un intero edificio dal valore di un milione e 200mila euro realizzato ad Almenno San Bartolomeo e dedicato alla conoscenza dell’arte della falegnameria, con corsi avanzati per giovani che intendono qualificarsi come operatori del legno e dell’arredo. Un centro di formazione che – nato per la prima volta nel 2006 per volere della Fondazione Museo del Falegname Tino Sana e dell’Azienda bergamasca formazione – ha già visto diplomarsi un centinaio di ragazzi e che conquista ora nuovi spazi utili a soddisfare la richiesta crescente di iscrizioni e a favorire il collegamento sempre più diretto tra scuola e lavoro. «È importante che i ragazzi ricomincino a credere nelle professioni artigiane», ha commentato Tino Sana al taglio del nastro, ricordando la sua esperienza: «Un giorno mia madre mi chiese cosa volessi fare e io non avevo dubbi: volevo fare il falegname. Il mio sogno era costruire un monopattino e una cuccia per il cane. Certamente quei due oggetti rappresentavano quello che avrei voluto nella vita: viaggiare e avere un focolare unito. Oggi posso dire di esserci riuscito: la festa dei 50 anni di attività, il museo e ora anche la scuola sono il ringraziamento per quanto mi ha dato il lavoro». Sana, classe 1936, orfano di padre, imparò il mestiere “a bottega” fin da giovanissimo e, non senza difficoltà, fondò nel 1965 la Tino Sana Srl, impresa oggi famosa in tutto il mondo che impiega 160 persone in un’area produttiva di 60.000 metri quadrati, con un fatturato di 33 milioni di euro, realizzato per il 70% su commesse estere. Sue sono alcune delle opere più importanti al mondo: l’Università di Tripoli in Libia, con 50mila metri quadrati di pannelli in legno, 2.200 porte e 3.200 armadi, i Jolly Hotel, l’Excelsior Gallia a Milano, il Gritti Palace a Venezia, e molti altri ancora. Senza contare il mercato navale: il primo impegno fu per la Crown Odissey a cui seguirono la Carnival Destiny per Fincantieri, nave dei record che rivoluzionò il sistema crocieristico, la Voyager of the Seas per Royal Caribbean, prima nave varata in Finlandia, la Oasis of the Seas per Royal Caribbean Cruises, a oggi la nave più grande al mondo, per citarne solo alcune. Ultima sfida è la Scuola del Falegname, prosecuzione e ampliamento del corso di operatore del legno che già conta ogni anno un centinaio di iscritti, prevalentemente maschi, fra i quattordici e i diciotto anni, frequentanti dalla prima alla quarta annualità. Un percorso che coinvolge una ventina fra dipendenti e collaboratori di ABF e che consente a ogni ragazzo, durante il quarto e ultimo anno di scuola, di scegliere la propria specializzazione, partecipando a seminari verticali dedicati ai singoli segmenti. I diplomati alla Scuola del Falegname, infatti, non sono semplici apprendisti ma futuri operatori specializzati, oltre che nelle lavorazioni tradizionali, anche nell’utilizzo di  centri di lavoro, macchine a controllo numerico, sistemi robotizzati di verniciatura.

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