MILANO – Sono già cinque gli accordi tra manager e piccole imprese andati a buon fine, nell’ambito delle azioni di matching favorite da BacktoWork (www.backtowork.it), l’innovativa community costituita dall’imprenditore milanese Carlo Bassi che, attraverso la raccolta di candidature riservate di manager, aziende e investitori, permette di far incontrare piccole e micro aziende, in difficoltà a causa del deficit manageriale, con dirigenti, quadri e professionisti che hanno perso il lavoro a causa della crisi. Tra gli iscritti al network, oltre a manager e aziende, anche imprenditori e operatori interessati a investire in società selezionate e con un grande patrimonio di know how. A meno di tre mesi dal suo avvio, BacktoWork registra i seguenti risultati: circa 35 milioni di euro è il totale complessivo della disponibilità degli investimenti da parte di 172 manager e 17 investitori. Le candidature degli iscritti sono di profilo molto alto. Tra le aziende iscritte vi sono alcune realtà di livello elevatissimo per i brevetti, i prodotti e le soluzioni che propongono. Ecco alcuni dati in dettaglio. Per area geografica i manager iscritti sono in prevalenza del nord (70%), poi del centro (19%) e del sud (11%). Le aree professionali di provenienza sono commerciale-marketing e comunicazione (22%), amministrazione, controllo e finanza (14%) e direttori generali e amministratori delegati (11%). Parecchi manager provengono da multinazionali e grandi aziende; sono quindi in grado, per le loro conoscenze dei mercati Cee ed extra Cee, anche di traghettare le pmi verso i mercati esteri. Riguardo agli investitori, che hanno messo a disposizione 3,8 milioni di euro, il 26% desidera investire in aziende che operano nelle aree marketing & comunicazione. Tra le motivazioni indicate ricorre l’interesse ad acquisire aziende operanti nel medesimo settore di attività, per l’ampliamento del territorio di influenza e del portafoglio clienti. Per Bassi ?«BacktoWork si conferma un progetto innovativo a favore del rilancio della nostra economia, oltre che uno strumento che si prefigge di contrastare i gravissimi problemi che affliggono oggi le professionalità mature e gli imprenditori e ridare loro una nuova speranza. Il successo nelle iscrizioni e nelle disponibilità d’investimento è andato oltre le aspettative. Il livello elevatissimo delle candidature dei professionisti che si iscrivono a BacktoWork è il sintomo del rischio gravissimo che l’Italia sta correndo: lo sperpero di capitale umano e di know how».

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